Scafati. Helios: Aliberti contro Coppola e Grimaldi, che replicano “dice bugie”

Scritto da , 10 settembre 2016
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Di Adriano Falanga

Lunedi pomeriggio il primo cittadino Pasquale Aliberti incontrerà i comitati civici per un confronto sulla difficile situazione ambientale che vivono i residenti di Cappelle, in primis sulla Helios e poi sugli sviluppi per i lavori al collettore Sub1 che dovrebbe risolvere il disagio legato al canale San Tommaso. Aliberti ha affrontato l’argomento nel consueto appuntamento televisivo su Lira Tv. Al cronista che gli chiedeva se intendesse autorizzare un consiglio comunale monotematico sul tema Helios, così come chiede Michele Grimaldi, il sindaco ha replicato: “sul consiglio non ho nessun potere, è il presidente del consiglio comunale che stabilisce cosa fare e cosa non fare. Stabilisce lui gli argomenti da mettere all’ordine del giorno”. E, neppur tanto velatamente, Aliberti richiama alcune situazioni legate al periodo del suo tentativo di decadenza, quando in aula si consumarono pesanti bracci di ferro istituzionali tra gli alibertiani e il presidente Pasquale Coppola. Il primo cittadino ricalca la sua posizione istituzionale, che non gli conferisce, a suo dire, i poteri necessari per poter verificare e intervenire laddove dovessero emergere irregolarità. “Bisogna verificare se il processo produttivo contempla tutte quelle attività concesse dalle autorizzazioni, e questi controlli deve farli chi ha partecipato alla conferenza dei servizi che ha autorizzato la Helios. Il sindaco non ha partecipato a quella conferenza” e preannuncia una richiesta di accesso agli atti in Regione Campania per capire meglio la questione. “I nostri Vigili Urbani intervengono dove di loro competenza, non è che possono stare con il fonometro in mano a misurare l’entità dei rumori” chiarisce Aliberti. Insomma, secondo il primo cittadino, che si definisce dalla parte della gente, bisogna verificare bene cosa avviene nell’opificio e constatare eventuali difformità con le autorizzazioni concesse. E queste verifiche dovrebbero essere fatte da coloro che la Helios l’hanno autorizzata. Poi, rivolgendosi a Michele Grimaldi, consigliere del Pd: “lei che lavora in Regione, vada all’ufficio ambiente e provi a capire di questo ampliamento che mi dicono sia stato fatto a dicembre 2015”. La vicenda è certamente delicata, chiarisce il sindaco, ma bisogna distinguere da chi vuole la polemica strumentale per fare “il capopolo salvo poi scomparire” e chi davvero vive il disagio “del tanfo proveniente dalla Helios”. Non manca la replica del piddino Grimaldi: “Sulla vicenda “Helios” credo ci si trovi dinanzi ad un violento conflitto di interessi. Da una parte, c’è un sito di stoccaggio al centro della città, che emana odori nauseabondi, che è incompatibile con le norme di attuazione del P.I.P., che arreca danni alla salute e alla qualità della vita dei cittadini. Dall’altra c’è un Sindaco che potrebbe – lo sancisce la legge – bloccare le attività di quel sito, nel mentre indagini e analisi trasparenti chiariscano tante cose: cosa si fa in quel sito; quali sono e da dove provengono i rifiuti trattati; quale è il volume di lavoro autorizzato e quale è quello effettivamente svolto; dove vengono sversati gli scarti della produzione; chi e perché ha autorizzato una attività così invasiva nel cuore dell’abitato cittadino”. Secondo Grimaldi il primo cittadino, nella sua qualità di prima autorità sanitaria sul territorio, può sospendere le attività dell’azienda che tratta rifiuti da tutta Italia, nelle more degli accertamenti e delle verifiche attuate dagli enti preposti”. Ma il consigliere democratico va oltre, e ricorda un particolare non certamente indifferente. “Nel mezzo ci sono i rapporti lavorativi tra la società che gestisce quel sito e la società della famiglia Aliberti, singolare fatto che nel migliore dei casi costituisce una coincidenza quantomeno inopportuna. Come inopportuna pare la coincidenza che una società come le “Helios”, che si occupa di rifiuti, abbia rilevato il manufatto industriale nel quale oggi insiste, proprio dalla famiglia di quello che poi sarebbe divenuto il Presidente del CdA della società comunale chiamata a gestire i rifiuti, l’Acse appunto”.

COSA SI NASCONDE DIETRO LE ASSUNZIONI ALLA HELIOS

5-GrimaldiMichele Grimaldi, chiude la replica al sindaco con una domanda decisamente inquietante e dai contorni ambigui, e in quanto tale, da chiarire. “Prima o poi, capiremo anche in base a quali criteri ed affidandosi a quali strutture la società “Helios” abbia effettuato le assunzioni dei lavoratori che operano nel sito scafatese: credo che il Sindaco anche su questo ci rassicurerà che non vi saranno altre coincidenze inopportune”. Il quesito è posto in maniera più trasparente da Luciano Izzo, noto esponente della sinistra scafatese e oggi a capo dell’associazione Polis Sa Scafati: “Quali sono stati gli scambi di “favori” diciamo cosi? Risulta a vero che c’è una societa interinale legata a cittadini scafatesi che gestisce tutte le assunzioni alla Helios?”. Poi aggiunge: “Perché si è ostacolato lo sviluppo e la realizzazione pel Pip di Via Sant’Antonio Abate? Come mai nel 2008/10 si preferì spendere dieci milioni di euro per lavoretti di facciata tra cui il cavalcavia dell’ospedale, le rotonde con i tappeti verdi, tutto puntualmente abbandonato? Perché il Pip di Scafati doveva diventare il “monnezzaio della Campania”. E cosa che non sfugge a nessuno, tutto ciò in sfregio ai cittadini scafatesi e in particolare quelli del circondario. Secondo Michele Grimaldi e Luciano Izzo, ufficialmente il primo cittadino ha un conflitto di interesse, certamente lecito ma definito “politicamente inopportuno” con la Helios in quanto tra loro esiste dal 2005 un rapporto di collaborazione professionale. Non solo, alle spalle ci sarebbero anche delle assunzioni definite “sospette” tramite un’agenzia interinale legata a cittadini scafatesi. Un dubbio legittimo, o una chiara strumentalizzazione politica? Di certo c’è che occorre ancora una volta fare chiarezza, anche su questi aspetti, al fine da restituire ai residenti di via Ferraris e dell’intera contrada Cappelle una risposta certa, reale, svincolata da faziosità politiche e certamente risolutiva.

COPPOLA: ALIBERTI DICE BUGIE

4-pasquale-coppolaSecondo Pasquale Aliberti la convocazione del consiglio comunale sulla vicenda Helios, come chiesto dalle opposizioni, è facoltà esclusiva del presidente del consiglio Pasquale Coppola. “Sul consiglio non ho nessun potere, è il presidente del consiglio comunale che stabilisce cosa fare e cosa non fare. Stabilisce lui gli argomenti da mettere all’ordine del giorno” così il primo cittadino. “Mi dispiace che continui a dire bugie. Il Sindaco sa bene in quanto siede nei banchi del Consiglio da quasi trent’anni, che il Presidente del Consiglio non può convocare autonomamente un consiglio se agli atti non vi sono proposte né dalla maggioranza, ne dalla minoranza o proposte dei dirigenti, non mi sono mai preso nessuna pretesa per farlo. Mai mi sono opposto affinché si facesse un consiglio comunale che si occupano di proposte serie da deliberare”. Ufficialmente sulla scrivania di Coppola è arrivata la sola richiesta di Michele Grimaldi, che da sola non basta, in quanto bisogna che sia supportata da almeno altre tre firme di consiglieri. E queste ancora non ci sono, diversamente da come dichiarato da altri esponenti di minoranza. “Ma, contrariamente a quanto afferma Aliberti, il sindaco può certamente, ai sensi dell’articolo 42 dello Statuto comunale, richiedere la convocazione del consiglio. Il presidente è tenuto a convocarlo entro venti giorni, inserendo gli odg proposti. Io eseguo, non dispongo” chiarisce Coppola. “Ringrazio il sindaco per l’attenzione che mi riserva, ma è chiaro a tutti che oggi non sono di certo io il suo problema. Le sue sono sterili ed inutili provocazioni,  forse volute per distrarre l’attenzione da altre questioni. La Helios è un problema serio, e non può essere affrontato con inutili demagogie politiche”.

ALIBERTI: NON ERO A CONOSCENZA DELL’AMPLIAMENTO DI DICEMBRE

1-2-alibertiDurante la trasmissione televisiva Il Punto, in onda il giovedi su Lira Tv, Pasquale Aliberti ha lasciato intendere di non essere stato a conoscenza dei diversi ampliamenti autorizzati dalla Regione Campania alla Helios. Molti, tre nel 2015, l’ultimo il 23 dicembre. “Grimaldi, che lavora in Regione, vada all’ufficio ambiente e provi a capire di questo ampliamento che mi dicono sia stato fatto a dicembre 2015”. Il consigliere democratico può risparmiarsi la visita all’ufficio preposto, copia di quell’autorizzazione, così come ogni altro decreto regionale emesso in favore della Helios, è sempre stato puntualmente trasmesso al Comune di Scafati, all’indirizzo del sindaco. Evidentemente ad Aliberti sarà sfuggito di leggerlo. Il decreto citato è il numero 279 del 23 dicembre 2015 emesso dal Dipartimento 52 – Salute e Risorse Naturali Direzione Generale 5 – Ambiente e Ecosistema avente come oggetto: “Autorizzazione alla modifica non sostanziale dell’impianto di stoccaggio e di trattamento rifiuti speciali pericolosi non pericolosi della Helios srl”. Tale modifica consisteva nell’aumento del 10% della quantità da volersi stoccare di rifiuti identificati come biodegradabili di cucine e mense, una estensione delle attività inerenti lo stoccaggio di materiali destinati al recupero, inserimento del codice Cer 200399 limitatamente ai soli rifiuti cimiteriali “misti biodegradabili e non provenienti da operazioni di esumazione ed estumulazione”; individuazione di nuove aree per lo stoccaggio del prodotto finito ottenuto dalle varie fasi lavorative. La stessa autorizzazione contiene anche la tabella riepilogativa di sintesi delle capacità complessive dell’impianto, per singola tipologia di rifiuto, pericoloso o non pericoloso. Da questa tabella è chiaramente possibile individuare quali rifiuti, e in quale quantità, la Helios può lavorare o solo stoccare. Infine, si legge anche che il decreto è “trasmesso al Sindaco del Comune di Scafati”, così come tutti i precedenti. Al Comune di Scafati dovrebbe essere stata trasmessa (secondo quanto si legge nei decreti) anche opportuna perizia fonometrica.

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