Scafati. Gli ispettori del Mef: “Di Saia restituisca centomila euro”. Bilanci non attendibili e nomine illegittime

Scritto da , 28 aprile 2016
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Di Adriano Falanga

Dovrà restituire circa centomila euro di somme illegittimamente percepite, la segretaria comunale Immacolata Di Saia, secondo quanto relazionato dagli ispettori del Mef. Messo alle strette, il primo cittadino ha autorizzato il dirigente Giacomo Cacchione alla trasmissione del dossier redatto dagli ispettori del Ministero delle Finanze a seguito di un accertamento eseguito dal settembre al novembre 2015. “Emergono vicende preoccupanti in merito alla gestione del bilancio e dei conti da parte dell’attuale amministrazione, vicende che riguardano nomine, debiti, giochi contabili e che approfondiremo nei prossimi giorni – fanno sapere i consiglieri del Pd Marco Cucurachi e Michele Grimaldi – La prima bugia di Pasquale Aliberti è contenuta già sulla copertina: risulta, infatti, essere stata notificata al Comune 22 Marzo, mentre il Sindaco nel consiglio comunale del 13 Aprile aveva sostenuto fosse giunta solo qualche giorno prima”. Il dossier è diviso in 4 capitoli, si va dall’analisi dei conti alla spesa per il personale e rapporti con le partecipate. La verifica ha preso in esame il periodo 2010-2014. “Dall’analisi dei bilanci è risultato, in primo luogo, l’esistenza di una situazione di sofferenza finanziaria caratterizzata da una cronica mancanza di liquidità – scrivono gli ispettori Cesare Carassai e Gianpiero Fortino – che ha causato probabilmente alcune gravi irregolarità”. I bilanci esaminati vengono considerati come “non attendibili”. Passando alla voce “personale” gli ispettori hanno analizzato le posizioni contrattuali dei dirigenti, arrivando a giudicare illegittime quelle a tempo determinato (tra cui lo stesso ragioniere capo Cacchione) in quanto la normativa prevede di norma il concorso pubblico per esami per talune posizioni. Non solo, i contratti potevano essere rinnovati una sola volta, e non per tre volte consecutive. Gli ispettori hanno sottolineato il come le assunzioni a tempo determinato siano stata individuate dai vertici politici come “unica modalità per assumere i dirigenti”, un criterio che mina anche l’autonomia del dirigente rispetto al sindaco, venendosi a creare gioco forza un rapporto di soggezione. Come lo stesso Cacchione avrebbe confermato, suo malgrado, quando sotto pressione dei consiglieri di minoranza si sarebbe rifiutato di consegnare il dossier dicendo: “non mettetemi in difficoltà”. Infine, avrebbe percepito somme non dovute la segretaria generale dell’Ente, Immacolata Di Saia. Gli ispettori hanno riscontrato palesi difficoltà a leggere e capire le diverse “voci” sulla sua busta paga. Alla fine, dopo una lunga e non semplice verifica hanno determinato in circa 100 mila euro le somme incassate e non dovutegli, nel dettaglio: 67.200 euro come conguaglio per il pregresso maturato non dovuto, e 31.200 quale galleggiamento illegittimamente azionato. “L’illegittimità di tali operazioni può essere configurata come ipoteticamente produttiva di danni all’erario” concludono gli ispettori. Palazzo Mayer dovrà adesso produrre i necessari provvedimenti ed interventi, e inviarli, oltre che alla Ragioneria Generale dello Stato, anche alla Procura Regionale della Corte dei Conti.

 

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