Scafati. Gli alibertiani festeggiano, l’opposizione sbotta: “confermate le accuse”

Scritto da , 9 marzo 2017

Di Adriano Falanga

<<Ritorno a Vivere. Arriverà il giorno in cui potrai dire “…non lo meritavo, è stata dura ma ce l’ho fatta” perché le ferite ti lasciano cicatrici indelebili ma guariscono, prima o poi, con la forza della verità e l’affetto degli amici>>. Si sveglia rasserenato Pasquale Aliberti, non nascondendo un velo di ottimismo, dopo il diniego degli arresti pronunciato dai giudici della Cassazione. Arresto evitato, ma non ancora escluso, considerate le motivazioni. Questo però basta a far tornare il sorriso tra le fila degli alibertiani. Nei prossimi mesi il tribunale del riesame dovrà motivare il perché si ritiene necessaria la misura degli arresti in carcere, piuttosto che i domiciliari con braccialetto elettronico, per capire. Resta totalmente in piedi, addirittura ne esce rafforzata, la tesi accusatoria. Perché se da un lato gli ermellini hanno ritenuto di conoscere più approfonditamente il motivo per l’estrema misura cautelare, dall’altro hanno confermato l’impianto, grave e complesso, delle accuse. In parole povere, la Cassazione, contrariamente al gip Mancini, non ha derubricato il reato a corruzione elettorale, ma ha ritenuto significativo il quadro probatorio del voto di scambio politico mafioso. Lo scorso novembre la triade di giudice del riesame di Salerno aveva così motivato, nelle conclusioni, il perché Aliberti dovesse essere arrestato: “La Suprema Corte precisa che il metodo mafioso è immanente perché è proprio la fama criminale dell’interlocutore del politico e la sua possibilità di incidere sul territorio di riferimento, con i relativi metodi, che rendono appetibile lo specifico accordo. Della caratura del clan Aliberti Angelo Pasqualino ne è ben consapevole. Va arrestato perché è ancora sindaco di Scafati e pertanto nell’adempimento del patto, può continuare ad erogare illegittimi benefici al clan”. Esultano in rete i fedelissimi alibertiani. <<Con l’ansia nel cuore ma, alla fine la giustizia non mi ha deluso>> scrive Brigida Marra. <<Noi ci siamo e ci saremo sempre. Il nostro motto sarà sempre “l’amore vince sempre sull’odio”, la gelosia, la cattiveria, le bugie, le lasciamo agli altri>> è il commento invece di Carmela Berritto. Ma la sentenza della Cassazione è letta come una sentenza di assoluzione, o quanto meno di estraneità ai fatti addebitati, stando ad alcuni commenti scritti sulla pagina social dell’ex primo cittadino. <<A testa alta per aver sempre detto che eri estraneo ai fatti addebitati a te e a Nello Aliberti contro qualche me..a che mi diceva li arrestano>> o ancora <<si sapeva già che ne uscivi pulito perché sei una persona sincera ora ti rivogliamo sindaco di Scafati>> ma anche <<Oggi la sentenza di Cassazione certifica la tua indiscussa onestà e il mio augurio che tu possa riprendere il tuo ruolo politico per il bene dei cittadini>> e infine <<Non ho mai avuto dubbi sulla tua innocenza>>.

LE OPPOSIZIONI

1-santocchio_marioDi tutt’altro umore sono invece le forze politiche contrapposte a Pasquale Aliberti. <<L’impianto accusatorio resta confermato. Ora si tratta di stabilire se esiste una misura alternativa al Carcere inframurario. Del resto la Corte Costituzionale con una recente sentenza ha stabilito che la misura preventiva in carcere dev’essere sempre l’estrema ratio, principio che condivido>> così Mario Santocchio. Cautela dal Partito Democratico: <<attendiamo di leggere per esteso la sentenza. In ogni caso la vicenda giudiziaria la lasciamo alla Magistratura com’è giusto che sia. Il nostro giudizio sull’operato di Aliberti sindaco rimane durissimo e tutto politico. A lui dobbiamo una serie di fallimenti per la città e a lui dobbiamo lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni camorristiche. Questi sono i fatti, certi e inoppugnabili. Per altro, saranno i Giudici a valutare e a giudicare>>. Non di diversa opinione il M5S: <<Aliberti e le sue vicende giudiziarie sono il passato, noi guardiamo già oltre. Della sua amministrazione ricordiamo i fallimenti politici, gli sprechi e i clientelismi oltre le note vicende giudiziarie che pesano sulla città.  Nessun tribunale lo potrà assolvere da questi fallimenti: Puc, Pip, Ex Copmes, Ospedale, fiume Sarno, Sito per Rifiuti. La realtà è sotto gli occhi di tutti>>. Secondo Angelo Matrone: <<Umanamente mi auguro che la vicenda si concluda in tempi brevi. Se fosse vera conferma del grave quadro indiziario messo in piedi dalla Dia sarebbe ugualmente una sconfitta per la città>>

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