Scafati. Giunta, rimpasto in alto mare. Chi entra e chi esce

Scritto da , 29 dicembre 2015

Di Adriano Falanga

Ad oggi, l’azzeramento delle deleghe resta solo una dichiarazione d’intenti, nessun assessore ha di fatto seguito l’invito del primo cittadino e lo stesso non ha rimosso nessun assessore. E’ stato un po’ come scrivere la letterina di Natale, solo un attestato di buoni propositi. Intanto i consiglieri comunali tra loro cominciano a discutere e, come sempre capita ad ogni rimpasto di giunta, Pasquale Aliberti affida ai suoi consiglieri comunali il compito di individuare la squadra dell’esecutivo. Ma come sempre successo, alla fine sarà lui a decidere in conseguenza delle frizioni che inevitabilmente si aprono tra i suoi. E mai come questa volta gli alibertiani sono poco compatti. Il post decadenza ha creato tre fronti: gli irriducibili (Teresa Formisano, Daniela Ugliano, Brigida Marra, Carmela Berritto, Francesco Vitiello, Alfonso Pisacane, Bruno Pagano, Diego Del Regno) gli indecisi (Mimmo Casciello) e i NoVoto (Stefano Cirillo, Alfonso Carotenuto, Pasquale De Quattro e Roberto Barchiesi). Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello oramai sono indipendenti, da tempo “emarginati” dalla maggioranza in cui sono stati eletti. Da questi fronti dovrebbe emergere una nuova giunta, due sono i criteri per la scelta: la fedeltà al primo cittadino e la sponsorizzazione di un gruppo consiliare. In pole position Brigida Marra, destinata a sostituire l’assessore a scadenza (unico non eletto) Antonio Pignataro. Per lei si vocifera anche del vicesindacato, che Aliberti toglierebbe a Giancarlo Fele, considerato però intoccabile dalla giunta. Un’altra entrata dal fronte degli “irriducibili” è prevista per Teresa Formisano, ma non è chiaro se in giunta o per lei (da contendere con Casciello) sarebbe pronta la poltrona di presidente del consiglio comunale, ancora saldamente in mano a Pasquale Coppola, rafforzato nel suo ruolo proprio dalla spaccatura della maggioranza. Se la Formisano dovesse entrare si avrebbe una giunta al 90% in quota Forza Italia, e questo creerebbe scompiglio. Dalle civiche sarebbe pronto al grande passo il timido Bruno Pagano. Figlio dell’ex sindaco democristiano Mimmo, il giovane Pagano punterebbe ad un assessorato quale premio per il suo lavoro e la sua fedeltà, ma di contro, non sembra avere sponsorizzazioni, la sua nomina resterebbe “figlia unica”.

Quanto agli assessori, intoccabili sono considerati Giancarlo Fele, Annalisa Pisacane, Raffaele Sicignano. Verso la riconferma Nicola Acanfora, mentre traballano le poltrone di Diego Chirico e Antonio Fogliame, entrambi privi di un gruppo consiliare di riferimento. Molto importante è la data del 12 gennaio 2016, giorno in cui il Tar si pronuncerà sulla seduta consiliare del 27 novembre, convocata dal consigliere anziano Teresa Formisano. Se la Giustizia amministrativa confermasse la posizione della Prefettura (evidenziò profili di illegittimità) si andrà a rafforzare la posizione di Coppola, che vedrebbe così legittimato il suo lavoro da presidente del consiglio comunale. Una bocciatura del ricorso delle opposizioni, e dello stesso Coppola, rilancerebbe invece tutta la discussione sulla decadenza e andrebbe a motivare le accuse di strumentalizzazione che gli alibertiani hanno fino ad oggi mosso all’indirizzo del presidente del consiglio comunale. Infine, non è esclusa l’entrata in giunta di uno dei quattro NoVoto, che hanno addirittura “osato” mettere in discussione anche la posizione della segretaria comunale Immacolata Di Saia. Un’ipotesi però remota, in quanto i quattro, seppur sulla stessa posizione, ad oggi non sembrano voler costituire un unico gruppo consiliare.

Bruno Pagano

Bruno Pagano

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