Scafati. Fiume Sarno: la puzza regna sovrana. E’ allarme sanitario…da trent’anni

Scritto da , 28 luglio 2017

Di Adriano Falanga

Il mese di Luglio per gli scafatesi segna un appuntamento importante, quello con la festa patronale. Ma da almeno trent’anni viene ricordato anche per la stagione conserviera, che si apre nello stesso periodo. Un’importante occasione per l’indotto economico, perché centinaia di stagionali trovano lavoro presso le decine di aziende dislocate nell’agro nocerino. Ma luglio è anche il mese della puzza. Le prime “avvisaglie” ci sono state già durante i giorni della festa, dove il centro città ha subito le esalazioni emesse sia dal Sarno che dai canali attigui. Seppur la nomea la portano le aziende conserviere, la responsabilità deve essere estesa anche agli scarichi dell’indotto agricolo e civile, quasi sempre abusivi.  Sono decenni oramai, tutti sanno ma nessuno vede. E così, da oggi e fino ai primi di settembre, dormire con le finestre aperte sarà impossibile per chi vive lungo le sponde del fiume e dei suoi affluenti, dalla periferia al centro città. O meglio, l’acre odore di marcio è avvertito anche in zone distanti centinaia di metri dal corso d’acqua più vicino. E oltre a creare problemi al vivere comune, la puzza diventa un “ottimo repellente” per chi decide di fare una passeggiata in città, tenendo lontana la movida e portando con se insetti, topi e sporcizia di ogni genere. E così Addio ad ogni buono proposito di organizzare eventi o manifestazioni tipicamente estive. Perché, e lo scriviamo senza tanti giri di parole, la questione ambientale legata alla puzza del Sarno ha allontanato, negli anni, la gente dalle strade molto più della questione sicurezza. Chiaramente contribuendo al persistente stato di disagio economico delle attività commerciali locali.

<<L’usanza criminale degli scarichi all’interno del fiume riprende ferocemente e ritornano in azione quel manipolo di criminali convinti che quel corso d’acqua sia di loro proprietà e di conseguenza utilizzabile per i loro sporchi sversamenti>> così Francesco Carotenuto, di Scafati Arancione. <<Non vogliamo che la questione torni ad essere solo un modo di fare retorica per riempire qualche pagina di giornale o per riempire qualche post su Facebook nel bel mezzo della calura estiva ed è per questo che ci appelliamo alla grande sensibilità della commissione straordinaria, che non ha mai fatto mancare in questi mesi>>. La speranza è che i commissari, lontani da ogni logica elettorale e interessi di parte, possano contribuire a dare una svolta all’annoso problema. <<Alla Commissione chiediamo non solo maggiori controlli e un tavolo di concertazione con i sindaci dell’intero bacino per contrastare con azioni forti, dalle sanzioni alle ordinanze di chiusura di opifici e industrie che si macchiano di questi crimini – continua Carotenuto – ma chiediamo di monitorare le realtà industriali che operano e producono nella nostra città>>. Parte il primo esposto alle autorità competenti. <<Anche quest’anno invieremo denuncia non soltanto alla Procura della Repubblica, ma anche alle autorità competenti come Arpac, Asl e Noe. Saremo un tarlo continuo in difesa della nostra città e della nostra gente>>, conclude l’attivista.

SARNO, ALLARME SANITARIO SEMPRE ATTUALE

Oltre ai reflui della rete fognaria, immessi in maniera più o meno legale, a creare pericolo sanitario sono soprattutto le sostanze chimiche che contaminano pericolosamente il corso d’acqua. Sostanze che rischiano di compromettere seriamente la salute pubblica qualora finissero a contatto con le tante colture che costeggiano il letto del fiume. E questa non è certamente una realtà astratta, anzi. L’Arpa Campania ha già lanciato l’allarme, nel corso dei controlli del mese di giungo sono emerse infatti concentrazioni di cromo e mercurio potenzialmente superiori agli standard di qualità ambientale ammessi. Il Dipartimento di Prevenzione Igiene e Sanità Pubblica della Asl Salerno ha così sollecitato il Comune di Scafati ad emettere ordinanza per impedire l’utilizzo “a qualsiasi scopo” delle acque contaminate, compresi gli usi irrigui e zootencici. Un divieto prontamente emanato dalla triade commissariale. Certo è che da anni nessuno beve l’acqua del Sarno, ma in tempi di siccità non è raro imbattersi in agricoltori che attingono dal Sarno (o da pozzi collegati) per irrigare i loro raccolti. Le campionature sono state effettuate lungo il tratto che va da San Pietro-Via Lo Porto a via Fosso Dei Bagni. Un’area vasta e quasi interamente dedita all’agricoltura. E la foto che ritrae il corso d’acqua coperto da una torbida e maleodorante sostanza biancastra, è stata scattata in questi giorni proprio in via Lo Porto, in piena area agricola. Il rischio per la salute pubblica è altissimo, ecco perché occorre subito avviare controlli, verifiche e monitoraggio del corso d’acqua. Scarichi abusivi compresi.

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