Scafati. Fdi, Pd e Pdl: “a zittire deve essere Aliberti, dopo i suoi fallimenti”

Scritto da , 15 dicembre 2015

Di Adriano Falanga

“Mentre diventa sempre più pericoloso svolgere la vita politica a Scafati nel difficile ruolo di controllo dell’opposizione, dopo gli attentati all’ex consigliere  D’Alessandro e le pallottole intimidatorie degli ultimi giorni al Presidente del Consiglio Pasquale Coppola – così Cristoforo Salvati e Mario Santocchio, Fdi – consigliamo al Sindaco Pasquale Aliberti di zittire perché ha dilaniato la credibilità delle istituzioni, architettando procedure dolose di decadenza tese alla conservazione del potere clientelare, miseramente fallite e riprovandoci poi attraverso le dimissioni invise alla sua stessa maggioranza ma supportate da i neoacquisti “natalizi” della falsa opposizione”. L’invito a “zittire fino al 2018” che il primo cittadino con la sua maggioranza ha fatto alla minoranza, è respinto al mittente. “Dovrebbe inoltre zittire perché la complessità e la numerosità delle indagini a suo carico occupano quasi tutti gli articoli del codice di procedura penale – continuano ancora Salvati e Santocchio – Dovrebbe zittire anche perché ha portato sulla scena politica regionale personaggi più inclini a recitare importanti ruoli familiari di angelo del focolare domestico solo e sempre per i suoi interessi economici. Non accettiamo lezioni di moralità e di etica politica da questo personaggio in reale e forte decadenza da tempo, che non riesce neanche più a convincere i suoi candidati e che attribuisce per scarso senso di autocritica, i suoi continui fallimenti a chi ha preso da tempo le distanze dalle sue scelte illegali e distruttive delle istituzioni e della tenuta della democrazia”.

“Aliberti ha fallito anche nel suo piano b. Ora non gli resta che dimettersi anche perché non ha più una maggioranza che gli consente di governare” così in una nota stampa il Partito Democratico. “I problemi di Scafati irrisolti sono tanti: dal Puc bloccato in Provincia, al PIP mai partito, dal progetto di reindustrializzazione dell’Area ex Copmes che presenta problemi gravi di copertura finanziaria e rischi per gli imprenditori, al Polo Scolastico fermo – continua la nota del circolo locale di via Giovanni 23° – Ed ancora il problema irrisolto degli allagamenti ai primi minuti di pioggia, l’allarme sicurezza, la crisi del lavoro. Queste problematiche richiedono una maggioranza coesa e concentrata sulle cose da fare. Chi non si è recato dal notaio stasera ha solo evitato a Scafati, responsabilmente, un commissariamento che avrebbe aggravato la già difficile situazione che la città vive. Ora che questa affannosa corsa contro il tempo è finita come è finita, Aliberti prenda atto di aver miseramente fallito anche come stratega e liberi Scafati dando le sue dimissioni, ora più che mai, dovute”.

Alle accuse della sua oramai ex maggioranza replica anche Pasquale Vitiello, braccio destro di Pasquale Coppola. “Le firme dei consiglieri di maggioranza, hanno senso solo quando, richieste le dimissioni al Sindaco, quest’ultimo non ottemperi alla richiesta. Diversamente non sono comprensibili, ed in particolar modo se alle stesse si aggiungono le firme di due consiglieri di minoranza. La loro unica motivazione è stata il voler assecondare l’ambizione di ricandidarsi del Sindaco – spiega il pidiellino – Infatti sfumata la decadenza, sono stati pronti anche a compiere “l’estremo atto”, le dimissioni “volontarie”, pur sapendo di tradire il mandato ricevuto dai cittadini.  Dal notaio vi erano nove consiglieri di maggioramza e due transfughi di opposizione, sono curioso di sapere cosa li unisce”. Infine la conclusione: “voglio fare un plauso ai “responsabili di maggioranza” che, con coraggio, scienza e dignità hanno scelto di non soccombere nel ruolo ma, di essere consiglieri di Scafati fino in fondo. Ma volevano favorire “l’uomo” o la città?”

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