Scafati. Fdi: “Nello Aliberti che ruolo ha nell’amministrazione?”

Scritto da , 17 ottobre 2015
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Di Adriano Falanga

Desta ancora polemiche Aniello Maurizio Aliberti, conosciuto come Nello, fratello minore del sindaco di Scafati e con esso accusato dalla Dda di Salerno per associazione a delinquere, voto di scambio politico mafioso, corruzione e concussione. Pochi giorni fa la polemica su una sua presunta frequentazione con il figlio del noto ras locale Francesco Matrone, o meglio, la sua partecipazione a gite in barca questa estate. Una barca “molto simile” a quella di Michele Matrone. I protagonisti non hanno mancato di replicare, smentendo, almeno sui social network, quanto era stato diffuso. A parlare anche l’ufficio stampa di Palazzo Mayer, tramite un comunicato a forma del primo cittadino. “Continuo a rimanere, in questa vicenda giudiziaria, fiducioso nelle indagini della magistratura inquirente, meno in questo giornalismo e in questa opposizione d’assalto che pur di distruggere la mia vita pubblica e quella della mia famiglia è impegnata quotidianamente a costruire notizie infondate – aveva fatto sapere Pasquale Aliberti –  Sarà cura di mio fratello tutelare il suo nome e il suo decoro  attraverso vie legali sia in sede civile che penale”. Seguiva poi una serie di smentite all’articolo di stampa che aveva evidenziato il binomio Aliberti-Matrone. Un passaggio comunque istituzionale che non è passato inosservato a Cristoforo Salvati, capogruppo di Fratelli D’Italia: “mi preme sottolineare in qualità della mia esperienza pluriennale di consigliere comunale di Scafati, che il rispetto delle autorità nasce dai comportamenti che si hanno nel ruolo pubblico, che mai deve confondersi con quello della propria famiglia di appartenenza avendo rispetto delle Istituzioni che rappresentano la volontà popolare da un lato e lo Stato dall’altro –osserva Salvati – Se invece il minore Aniello ha una veste pubblica che non conosco,  ed allora diventa comprensibile la difesa d’ufficio del Sindaco, in tal caso sarebbe anche giustificata la particolare assiduità delle visite a Palazzo Meyer del gaudente fratello. Questa commistione tra pubblico e privato allontana ancora di più il cittadino e i politici seri dalla cosa pubblica, che potrebbe sembrare  un interesse privato di una famiglia nella gestione della stessa. Prima di avere rispetto delle altre autorità in primis della magistratura inquirente, cominciamo a ridare dignità al ruolo pro-tempore che si occupa”.

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