Scafati. “Ex Copmes, fallimento politico e amministrativo”. Il monito di Cucurachi

Scritto da , 13 Gennaio 2016
image_pdfimage_print

Di Adriano Falanga

Doveva servire a rilanciare il comparto produttivo scafatese, una valida alternativa ai Pip che da tempo hanno mostrato profonde problematiche. Una cittadella industriale, con tanto di uffici, centro direzionale, una banca, ma ad inizio 2016 il progetto di riqualificazione dell’area Ex Copmes stenta a decollare. Certo è che una fetta di capannoni è terminata e pronta da consegnare, ma la banca che ha concesso mutuo da 10 milioni di euro, sembra prendersela con le pinze. Voci di corridoio temono che l’instabilità politica scafatese abbia “spaventato” la Banca Nazionale Del Lavoro la quale prende tempo nell’erogazione delle coperture economiche che possono permettere il trasferimento dei primi opifici ai loro rispettivi acquirenti. Una consegna annunciata già ad Ottobre, poi entro Natale ed oggi sembra essere ancora “imminente”. Vuole vederci chiaro Marco Cucurachi, che ha convocato i vertici della Scafati Sviluppo in commissione Garanzia, da lui presieduta.

Avvocato, che idea si è fatto? “I costi sono alti e il progetto non presenta le idonee e adeguate garanzie per gli imprenditori che intendono investire. Troppo tempo perso tra un progetto faraonico, inutile e costosissimo (Giugiaro), che da una previsione originaria di 130mila mq. Da reindustrializzare, è stato ridotto a 30mila di soli capannoni. Nomine improduttive nei vari cda che si sono succeduti negli anni, consulenti incompetenti e varianti urbanistiche al piano regolatore che non hanno fatto che aggravare la situazione economico-finanziaria. Si poteva essere più sobri e realistici sin dall’inizio, stiamo parlando di 7 anni fa, piuttosto che ostentare sicurezza e capacità tecniche”.

1-copmes_scafatiCrede che l’attuale contesto politico possa aver frenato la banca, oppure ritiene che dietro ci siano altre motivazioni? “Secondo me l’aspetto più pericoloso per gli imprenditori è la totale mancanza di copertura finanziaria del progetto, gravato da un mutuo di 10 milioni di euro stipulato con la BNL, la quale ha sempre manifestato preoccupazioni sia sulla capacità di restituzione della somma mutuata sia sulla completezza del progetto, caratterizzato da diversi recessi di imprenditori. Avevo proposto in uno dei primi consigli comunali di chiedere un parere all’ AVCP-Autorità di Vigilanza sui Contratti di Lavori Pubblici- ora ANAC, presieduta da Cantone, sulla copertura finanziaria ma la maggioranza votò contro in modo strumentale ed irresponsabile. Ora ci troviamo con un’ipoteca sui beni presenti e futuri e le legittime ansie degli imprenditori”.

Ha avuto modo di parlare con imprenditori che hanno investito? “Si e per prima cosa ho chiarito loro che sono favorevole al progetto e proprio per questo vorrei che venisse detto loro la verità, sia sui tempi di realizzazione che sulla fattibilità dell’opera senza ripercussioni in tema di contenziosi estremamente pericolosi. Chi fa sacrifici per investire nell’impresa, soprattutto in un momento storico come questo, ha il diritto di sapere la verità. Una parte politica mi ha rivoltato contro gli imprenditori e questo non è una bella cosa”.

Cosa accadrà secondo lei? “Spero che non avvenga ciò che immagino perché’ sarebbe una tragedia economica e sociale senza precedenti. Un fatto però è certo: si tratta della costruzione di pochi capannoni e non della realizzazione di un Polo Industriale e Commerciale pubblicizzato in più campagne elettorali. Non si può chiedere la fiducia su un fallimento politico ed amministrativo”.

Di chi eventuali colpe? “Sarebbe facile puntare il dito contro qualcuno e potrei farlo senza nemmeno essere smentito perché’ i fatti sono chiari ed inequivoci. Posso dire che la1-copmes_scafati2 politica va fatta con senso di responsabilità e mettendo in campo le forze e competenze migliori possibili. Nella fattispecie non mi pare che siano state adottate procedure corrette e coinvolto professionisti all’altezza del compito”.

La sua soluzione? “Trovare soluzioni in questa fase è praticamente impossibile e non le posso trovare io, anche perché’ quando ho suggerito non sono stato ascoltato. Credo che dovrebbero ridurre i costi, eliminare il mutuo in modo da tutelare gli imprenditori e fare un piano di ammortamento comodo con l’impresa appaltatrice per il pagamento dei restanti SAL, oltre a realizzare un progetto serio sulla restante parte di 100 mila mq dell’area non oggetto di intervento”.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->