Scafati. Ex Copmes, dieci indagati ma nessun sequestro. Aliberti ringrazia il Gip

Scritto da , 3 marzo 2016
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Di Adriano Falanga

Ex Copmes, il progetto non rispetta le distanze dal cimitero cittadino, l’opposizione denuncia e finiscono indagate dieci persone, tra tecnici ed ex amministratori della Scafati Sviluppo. Accade però che il Gip Luigi Levita respinge la richiesta di sequestro dell’area. Secondo il consulente nominato dal Tribunale, essendo opera pubblica il Comune avrebbe la facoltà di rimuovere il vincolo, e sarebbe questa la ragione per cui Levita ha negato il sequestro preventivo. Sarà poi la Procura di Nocera Inferiore a decidere nel merito. La vicenda però può riassumersi nel classico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Da un lato infatti esulta il sindaco, dall’altro contesta il Pd. “Rimaniamo perplessi perché questioni che dovrebbero essere di competenza della Giustizia Amministrativa quando riguardano questo sindacato diventano invece argomento d’inchiesta da parte della Procura – commenta Pasquale Aliberti – L’area ex Copmes e il suo piano di reindustrializzazione è per chiarezza di proprietà del Comune e quindi di tutti i cittadini scafatesi. Eppure, questa opposizione con violenza e denunce continue ne aveva chiesto il sequestro per un presunto mancato rispetto della distanza dal perimetro cimiteriale”. Il rispetto delle distanze dal cimitero ha già comportato la perdita di un capannone di 500 mq, secondo quanto dichiarò un mesetto fa l’attuale presidente della Stu, Antonio Mariniello. A denunciare fu il consigliere Mario Santocchio. “E’ chiaro, alla luce delle notizie apparse oggi sulla stampa, il disegno criminoso di questi consiglieri che più volte sui giornali e in ogni angolo di strada hanno gridato che l’opera non si sarebbe mai realizzata provando a creare timore e scoramento soprattutto tra coloro che avevano creduto nell’investimento: avevano l’asso nella manica? Puntavano a far fallire un’importante opera pubblica con lo scopo di favorire, invece, una struttura commerciale privata?”. Tesse le lodi al Gip il primo cittadino. “Il mio <<grazie>> a nome della Città di Scafati al Gip di Nocera Luigi Levita che non conosco ma che, respingendo la richiesta di sequestro e riconoscendo all’Amministrazione la volontà di rimuovere quel vincolo, ha salvato il Comune di Scafati e la sua società partecipata dal fallimento. Agli imprenditori va, invece, il nostro plauso per il fondi e la volontà di investire a Scafati in un’area della Pubblica Amministrazione – conclude Aliberti – Noi lavoriamo per costruire, loro pur di distruggere l’avversario massacrerebbero una Città intera. Non vogliono la Città ma l’uomo: vergogna”. Appare curioso che Aliberti senta la necessità di sottolineare il come “non conosco Levita”, anche perché non è propriamente così, visto che il 5 giugno 2014 entrambi sono stati relatori ad un convegno sul femminicidio patrocinato tra gli altri anche dal Comune di Scafati e tenutosi presso la Cappella Santa Barbara del Real Polverificio Borbonico.

L'OPPOSIZIONE: "SECONDO ALIBERTI IL CATTIVO E' CHI DENUNCIA, NON CHI COMMETTE VIOLAZIONI"

Ex Copmes(1)

“Aliberti è il solito mistificatore per lui il cattivo è chi denuncia non chi commette le violazioni di legge ai danni del bene comune: il cimitero”. Mario Santocchio replica alle accuse del primo cittadino. “Più volte come opposizione abbiamo denunciato diverse anomalie nella gestione della reindustrializzazione dell'ex Copmes e per questo abbiamo presentato diverse interrogazioni consiliari alle quali è stata data risposta fuori tema. Una di queste interrogazione riguardava proprio la distanza dal cimitero – continua il consigliere comunale di Fdi – Noi vogliamo la reindustrializzazione nel pieno rispetto dalla legge e ci chiediamo: e mai possibile che si commettono certi errori da chi pesa sull’opera per un milione e seicentomila euro? Alberti utilizza la città  per la carriera politica sua e  della sua famiglia. Ancora una volta come opposizione stiamo dimostrando l’incapacità amministrativa di questo Sindaco che con il suo pressapochismo sta buttando all’ortiche diverse opportunità – la stoccata –  noi continuiamo a svolgere il nostro ruolo di controllo nell'interesse della città”. A Santocchio fanno eco le parole di Margherita Rinaldi, segretaria del Pd: “Non bastava una gestione fallimentare dell'intera area di reindustrializzazione e i problemi di copertura finanziaria da noi più volte denunciati che stanno mettendo a forte rischio il progetto. Ora anche violazioni urbanistiche perché – pare – non siano state rispettate le distanze minime previste di due capannoni dall'area cimiteriale. Di qui l'ennesima indagine che vede coinvolte ben 10 persone tra cui anche funzionari del Comune. Oramai a Scafati l'illegalità regna sovrana e non vi è progetto che non finisca al vaglio della magistratura, da quella ordinaria alla DDA”. Replica anche alle accuse di Aliberti la Rinaldi: “non abbiamo mai sperato nel fallimento di nessun progetto utile alla città anche perché, quanto a fallimenti, l'Amministrazione Aliberti riesce benissimo da sola senza il contributo delle opposizioni. Da sempre ci battiamo solo ed esclusivamente perché' tutto venga fatto nel rispetto delle regole e delle norme di legge”.

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