Scafati. Ex Copmes, al via la vendita del lotto C. Colloquio con il presidente della stu Antonio Mariniello

Scritto da , 1 febbraio 2016
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Di Adriano Falanga

“Le sembra un progetto arenato questo? Vede forse un cantiere fermo, in stato di abbandono?”. Così Antonio Mariniello, presidente della Scafati Sviluppo, mentre ci accompagna sul cantiere della riqualificazione dell’area Ex Copmes. Il progetto, tra mille difficoltà, ha visto pesanti ridimensionanti rispetto all’originale, ma oggi ciò che resta è pressochè realizzato e a disposizione degli acquirenti. A fine mese la definitiva vendita dei capannoni del lotto C, a cui seguirà il frazionamento finale del mutuo da parte della banca e il completamento del lotto B. “Entro quest’anno sarà tutto concluso” spiega Mariniello. A vedere la luce il lotto C: 9 capannoni industriali d’avanguardia da 250 metri quadri l’uno. Questo lotto è concluso, pronto per la consegna. Il lotto B è in piedi, la struttura è stata realizzata, manca la posa del massetto e le rifiniture interne. “Questo lotto prevede 14 capannoni da 500 metri l’uno, è più grande rispetto al lotto C, ecco perché ci vorranno alcuni mesi ancora”. Il presidente della Stu conferma i lavori, l’impresa non è ferma ma operativa. Sul lotto A sembrano esserci già diverse prenotazioni: “saranno altri 10 mila metri quadri per soddisfare le esigenze di coloro a cui serve più spazio, che hanno già opzionato” continua Mariniello, e d’accordo anche con la banca, si è deciso di aspettare la chiusura delle operazioni sui lotti B e C, dopodichè aprire una discussione ex novo sull’ultimo lotto. “Ci saranno nuove assunzioni, nuovi posti di lavoro” anticipa il numero uno della partecipata scafatese. Il costo chiave in mano dei capannoni è di 850 euro al mq, più 150 per le pertinenze esterne. In passato furono contestate le distanze con il vicino cimitero, l’esposto fu presentato da Mario Santocchio. “La Procura mandò un perito a verificare. Abbiamo dovuto rinunciare ad un capannone di 500 mq per entrare nei limiti”.

Ex Copmes(1)Sulla Stu la settimana scorsa si è abbattuta la scure dell’Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone. Anche qui un esposto di Santocchio ha denunciato l’illegittimità della nomina di Mario Ametrano ad amministratore delegato, in quanto inconferibile per essere stato consigliere comunale negli ultimi due anni. E Cantone ha deliberato la sua revoca. “So di contatti tra il primo cittadino e lo stesso presidente dell’Anac. Il Responsabile dell’Anticorruzione di Palazzo Mayer, il dottor Giacomo Cacchione, avrebbe relazionato a Cantone, spiegando che Ametrano non rientra nei limiti imposti dalla legge”. Antonio Mariniello afferma che nella Stu i poteri di firma sono in capo al presidente, e non all’a.d. che di fatto ha solo potere di rappresentanza del cda, che delibera e decide. “Gli atti li firmo io” chiosa. L’attuale cda della Scafati Sviluppo sta lavorando a gratis, il loro compenso ci sarà quando tutto sarà concluso. La Stu infatti si mantiene economicamente sui risultati del progetto Ex Copmes, unica opera in essere. Non ha dipendenti. La sua gestione costa circa centomila euro l’anno, soldi che ci rimette il socio unico (il Comune di Scafati). La società ha però un debito di gestione pregresso di circa 500 mila euro. Sono soldi accumulati negli anni per consulenze, amministratori, progettisti che di fatto mai hanno prodotto nulla, se non debiti, per l’appunto.

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