Scafati. Epifania Aliberti porta via?

Scritto da , 30 dicembre 2015

Una conferenza convocata d’urgenza a poche ore dall’ultimo consiglio comunale, nel quale è stata messa la parola fine al procedimento della decadenza. “Se il consiglio comunale si blocca sull’approvazione dei verbali precedenti, qualcosa non va – spiega il primo cittadino – prendo atto che una maggioranza non c’è più”. Apre la crisi Aliberti e annuncia che subito dopo le feste natalizie chiederà un consiglio comunale in cui porterà le sue dimissioni irrevocabili, contestualmente all’azzeramento della giunta e dei consigli di amministrazione di ogni partecipata. “Chiederò una verifica di maggioranza, ma non voglio tredici consiglieri disposti a darmi una generica fiducia, voglio tredici sì su alcuni punti fondamentali per andare avanti fino al 2018″.  Vuole la condivisione di quattro punti: Programmazione opere Più Europa, Puc, nuovo bilancio, e impasse istituzionale provocato dal presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola”. Tradotto, significa volere tredici consiglieri: “spero tutti della maggioranza uscita dalle urne” che condividano questi punti, finanche la sfiducia al presidente del consiglio comunale”. Aliberti chiarisce che non è una conferenza contro Coppola, ma la discussione si concentra proprio sull’operato del presidente dell’Assise. “Coppola decide di mettere in campo procedure anomale, si concede in autonomia di modificare i deliberati e imporre con note ai dirigenti di cambiare atti deliberativi, il suo ruolo è diverso da come lo interpreta, ecco – aggiunge il primo cittadino – se in tutto questo c’è una maggioranza che lo permette allora mi chiedo cosa accadrà quando voteremo argomenti quali la programmazione delle opere, oppure riporteremo in aula la discussione sul Puc o ancora bisognerà votare il nuovo bilancio? Non ci può essere sempre una impasse su tutto. Coppola pone ostacoli e non ci lascia governare”. Rotto il ghiaccio, è un Aliberti a ruota libera. “La dignità viene prima dell’indennità di carica, io non sono attaccato alla poltrona, diversamente da qualcuno anche della mia stessa maggioranza, che crede di aver avuto un posto di lavoro a tempo determinato per tutti e cinque anni, non è così”. Non li cita, ma il riferimento è palese verso Coppola, e verso i consiglieri comunali che hanno espresso il loro secco rifiuto al voto anticipato: Alfonso Carotenuto, Roberto Barchiesi, Pasquale De Quattro e Stefano Cirillo. Torna poi sul consiglio comunale di lunedi sera: “L’opposizione usa un linguaggio violento e feroce e fa strane allusioni su bombe e proiettili. Esprimo certamente la mia solidarietà, ma non si può trasformare il tutto in una sceneggiata napoletana”. E qui il riferimento è netto alle parole di Cristoforo Salvati citando gli episodi della bomba alla famiglia dell’ex capogruppo Pd Vittorio D’Alessandro e alla recente busta con un proiettile trovata da Coppola nella cassetta della posta della sua abitazione. E’ ancora l’ex alleato il nocciolo della discussione. “Su chi dovrebbe essere il prossimo presidente sono disposto a dialogare anche con l’opposizione. Con Coppola sono evidente le divergenze politiche fin dalle elezioni europee, arrivando poi alle regionali di maggio, dove ha assunto posizioni diverse dalla maggioranza”. Questo però non basta a poterlo sfiduciare, e infatti Aliberti lo sa bene e lo conferma, mentre oggi però rileva “atteggiamenti istituzionali differenti” e quindi, una sua imparzialità nel ruolo che ricopre. Coppola è risultato essere il consigliere più votato in entrambe le tornate elettorali, ma questo, secondo il sindaco: “non vuol dire che debba essere per forza il presidente del consiglio comunale, non funziona così”. Poi aggiunge che all’inizio del suo secondo mandato fu costretto “a un’imposizione politica nei riguardi dei consiglieri di maggioranza che non volevano digerire la sua indicazione a Capo dell’Assise”. Insomma, la crisi di maggioranza è attestata, ma questa volta Aliberti esce allo scoperto e detta alla sua squadra le condizioni per andare avanti. La sfiducia a Coppola è una priorità, onde superare ciò che lui chiama “impasse istituzionale”, senza escludere l’entrata in squadra dei due consiglieri di minoranza Michele Raviotta e Filippo Quartucci, quest’ultimo ha appena ufficializzato la sua entrata nel gruppo Cotucit.

di Adriano Falanga

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