Scafati. Doppia inchiesta sui furbetti del cartellino

Scritto da , 26 settembre 2016
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Di Adriano Falanga

La Commissione d’accesso ha lasciato ufficialmente palazzo Mayer il 22 settembre, dopo sei mesi di intensa attività di monitoraggio dell’ente. La sua lunghissima relazione è oggi al vaglio del Prefetto Salvatore Malfi, che dovrà ratificare la decisione di sciogliere o meno il Comune assieme al Comitato per la sicurezza e ordine pubblico. L’attività dei commissari però non si è limitata soltanto alla valutazione oggettiva, perché molte delle regolarità riscontrate sono state puntualmente segnalate agli organi competenti. E non è quindi un caso se nelle ultime ore la stretta della magistratura ordinaria e antimafia stia focalizzando l’attenzione sul Piu Europa e sulla Scafati Sviluppo, non solo, la commissione d’accesso avrebbe segnalato anche diversi casi di assenteismo, dando il via a due filoni di indagine. Il primo riguarda una trentina di impiegati comunali, distribuiti in diversi uffici, tra cui anche qualche vigile urbano, ed è coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore. Un’indagine durata diversi mesi, con tanto di pedinamenti, riprese video, che avrebbe evidenziato il triste fenomeno del cartellino selvaggio: timbro e scappo via. Ufficialmente al proprio posto di lavoro, in realtà in giro per la città o in altre faccende affaccendati, comportando non solo un danno all’ente, ma arrecando anche disagi alle utenze di riferimento. A giorni potrebbe scattare il blitz sulla scia di quanto già accaduto a Castel San Giorgio. Sembra essere invece un altro filone quello legato alle elezioni regionali del 2015, anch’esso avviato dietro segnalazione della Commissione d’Accesso. Una ventina di impiegati, tra cui un paio di dirigenti che non avrebbero denunciato, sono finiti sotto osservazione per non essere risultati in servizio, al contrario di quanto invece doveva essere, durante la fase elettorale. Sul loro operato pendono le valutazioni della Prefettura, che potrebbe contestare la violazione della legge Brunetta oltre alla scure della Corte dei Conti per il danno erariale. Se fosse accertato quanto segnalato dai commissari, i dipendenti e funzionari rischiano la sospensione immediata dal lavoro, fino al licenziamento.

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