Scafati. Dopo le indagini della Dda Consiglio comunale a rischio. “Venga la Commissione d’accesso”

Scritto da , 6 ottobre 2015
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Di Adriano Falanga

Consiglio comunale a rischio scioglimento. Crescono i solleciti al Prefetto di Salerno di inviare una commissione di accesso agli atti a Palazzo Mayer, a seguito delle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia sul voto di scambio politico mafioso, associazione per delinquere, abuso di ufficio, corruzione e concussione che vedono coinvolti a vario titolo, il primo cittadino Pasquale Aliberti con la moglie Monica Paolino (consigliere regionale) e il fratello Nello. Oltre alla segretaria comunale Immacolata di Saia (le cui dimissioni sono chieste anche da una fetta di maggioranza) e al collaboratore Giovanni Cozzolino. La Dia in questi giorni ha diverse volte fatto ritorno presso gli uffici comunali e presso la partecipata Acse e nel frattempo sono finite sotto i riflettori le nomine di due professionisti, quella dell’ing. Paolo Guadagno e dell’architetto  Domenico Nocera. Il primo revocato dopo poche settimane dalla sua nomina sindacale a Energy Manager, il secondo è invece direttore dei lavori dell’appalto di riqualificazione di via Santa Maria La Carità. Nocera è stato arrestato pochi giorni fa a seguito di un blitz contro il gruppo di casalesi facente capo all’ex primula rossa Michele Zagaria. Ed è da quest’ultimo caso che emerge, secondo le opposizioni, un mosaico definito “inquietante” e che ha spinto Fdi, Pd, M5s e Scafati Arancione a chiedere con forza l’arrivo di una commissione d’accesso. Scafati piomba così nel triste ricordo dell’onta dello scioglimento, avvenuta già nel 1993 quando l’allora amministrazione a guida democristiana fu accusata di legami con il clan Loreto-Matrone.

La corte Costituzionale con sentenza 103/1993 ha ricordato inoltre che per arrivare allo scioglimento di un ente locale per infiltrazioni mafiose gli elementi probatori non devono essere granitici (come invece è richiesto per provare la responsabilità penale di un soggetto o sottoporlo a misure di prevenzione) perché questo istituto è una misura di prevenzione sociale e si deve intervenire anche quando c’è il pericolo che una o più cosche “inquinino” l’ente pubblico. Sulla revoca dell’incarico all’ingegnere Guadagno è stata convocata, come promesso, la commissione Garanzia per mercoledi 7 ottobre. “Bisogna fare luce sulla sua legittimità” spiega il presidente Marco Cucurachi. L’ex Energy Manager è stato revocato infatti a seguito di una nota interna del ragioniere capo dottor Giacomo Cacchione mentre il comunicato di palazzo Mayer parlava di autotutela a seguito delle notizie di stampa su un precedente incarico già revocato al professionista presso altro comune. Notizie discordanti, a cui il dirigente Cacchione non ha voluto rispondere.

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