Scafati. Disabili, perchè è ancora tutto fermo?

Scritto da , 24 febbraio 2017

Di Adriano Falanga

<<Perché stiamo ancora così? C’è una struttura al centro sociale di San Pietro chiusa, perché?>>. Monta la protesta di famiglie, operatori (o meglio, oggi sono volontari) e disabili ospiti del centro Raggio di Sole, chiuso dallo scorso Luglio. Una struttura che offriva ai disabili scafatesi un servizio consolidato, concreto, momenti di aggregazione e svago ma anche socializzazione e apprendimento. Tutto fermo e bloccato a causa della burocrazia istituzionale, che non bada a tempi e disagi. Dopo aver sollecitato un incontro con il sub commissario ordinario Maria De Angelis (oggi nella triade commissariale straordinaria) due settimane fa, famiglie e operatori hanno tenuto prima una conferenza stampa e poi dalle parole ai fatti, si sono portati presso Palazzo Mayer, decisi a incontrare i commissari. Chiedono semplicemente risposte certe. A sintetizzare è Ilenia Cardillo, da 15 anni presente e oramai una guida per i circa 30 disabili ospitati al centro. <<La situazione è diventata pesante da gestire, lo spacchettamento del piano di zona S1 ha portato alla formazione di tre ambiti e la responsabile del nuovo ambito, di cui fa parte Scafati (comune capofila) è attualmente la dottoressa Maddalena Di Somma. Anche prima era capitato che scadeva l’affidamento alla cooperativa, ma si prorogava il servizio per non creare disagi – ricorda l’ex coordinatrice – dallo spacchettamento degli ambiti territoriali in poi, non è stato più possibile fare proroghe e quindi bisognerà fare una nuova gara. Ci era stato promesso che entro ottobre si ripartiva. Ci fu un nuovo bando che aveva visto partecipare una sola cooperativa ma giunse una missiva di contestazione da parte della lega delle cooperative e il bando fu ritirato. Da ottobre grazie a Don Peppino i diversamente abili, ex utenti del centro, sono stati ospitati nei locali della chiesa San Francesco, ma ovviamente non offre i servizi di cui hanno bisogno i ragazzi che invece necessitano di altri supporti>>.

1-conferenza raggio di soleTra gli operatori del centro, coordinato da anni dalla dottoressa Ilenia Cardillo, e gli ospiti, si è instaurato un rapporto profondo, di fiducia reciproca. Ragion per cui nessuno ha sentito bisogno di abbandonarli al loro destino. Ad ottobre 2016, un piccolo gruppo, viene accolto da Don Giuseppe De Luca, Parroco della Chiesa di San Francesco di Paola, solo al mattino, per poche ore, seguiti dai professionisti che in questi anni hanno seguito i ragazzi, e che ora svolgono puro volontariato. La struttura è fredda, umida, e non può accogliere i ragazzi più gravi e i carrozzati, una soluzione temporanea quindi. Allo stato di fatto, il nuovo Piano di Zona sta riorganizzando la struttura, assumendo il personale e rivedendo i regolamenti dei servizi offerti, in virtù della nuova convenzione stipulata con i comuni associati: Sant’Egidio Monte Albino, Corbara, Angri e naturalmente Scafati che è capofila. Occorrerà quindi bandire nuova gara d’appalto. Naturalmente la situazione di instabilità politica e amministrativa del Comune di Scafati non migliora la situazione, considerato che l’ente è il capofila. Una delegazione del centro disabili ha raggiunto nella tardi mattinata la casa comunale, intenzionata a parlare con i commissari straordinari. Sono stati però fermati dal drappello dei Vigili Urbani, e invitati a desistere in quanto il giovedì l’Ente è chiuso al pubblico. I commissari, presenti nello stabile, hanno fatto poi sapere di essere disposti ad incontrarli questa mattina.  Una decisione pare però no presa subito, perché all’udire i cori di protesta la triade commissariale era intenzionata a chiamare le forze dell’ordine. A “mediare” sono stati i caschi bianchi che conoscono bene i protagonisti della triste storia. Più che la burocrazia la sensazione è che il centro sia oggi ancora chiuso a causa del terremoto che si abbattuto sulle Istituzioni locali. Tutto è infatti sospeso e congelato, perché la gestione straordinaria, diversamente da quella ordinaria, ha il compito certamente di traghettare l’Ente, ma ripristinando legalità, regole e regolamenti. Bisogna azzerare quindi, e che ci vadano di mezzo anche i diversamente abili poco importa in questo momento.

 

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