Scafati. Dia, sotto la lente non solo il Puc e il servizio civile

Scritto da , 24 marzo 2016
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SCAFATI. Poche ore sono bastate alla Commissione prefettizia per dare subito l’impressione di chi sa già cosa cercare e dove indagare per verificare se ci sia o meno un rischio di infiltrazione camorristica al Comune. Gli “007” sarebbero partiti spediti dal Piano urbanistico comunale e dall’analisi della pianta organica dei dipendenti dell’Ente. In corso di verifica anche appalti e gare del 2011. Una strana scelta poi: spulciare tra i nomi dei “prescelti” per il servizio civile di Scafati. Tra di loro ci sarebbero, infatti, anche alcuni parenti di consiglieri e assessori comunali (uno in particolare). La triade di esperti inviata a Palazzo Mayer in concerto con il Ministero degli Interni e con la Prefettura di Salerno si è insediata alle 9.45 di martedì scorso e in poco meno di 5 ore ha trasmesso ai dirigenti comunali le esigenze logistiche e chiesto una prima copiosa documentazione su cui hanno intenzione di puntare la loro attenzione. Quattro le stanze, due a Palazzo Mayer e due nell’altra sede comunale di via Armando Diaz, letteralmente requisite e nella piena disponibilità del pool che è composto ricordiamo dal colonnello dei carabinieri esperto in informatica, Carmine Apicella, dall’ingegnere del Provveditorato alle Opere Pubbliche Giuseppe Rocco, e dal viceprefetto Vincenzo Amendola della Prefettura di Salerno. Il viceprefetto Amendola conosce bene le logiche di Scafati essendo stato già commissario prefettizio in città nel lontano 1993, quando ci fu l’onta per la città del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica. I tre accompagnati e coadiuvati dagli uomini della Direzione investigativa antimafia guidati dal comandante Iannaccone, dal capitano dei carabinieri Avagnale e dal comandante Fusco dei Gico della Guardia di Finanza, appena insediatisi avrebbero subito chiesto di conoscere le posizioni organizzative dell’Ente. Dopo un colloquio di presentazione con i vari dirigenti comunali la commissione prefettizia avrebbe chiesto anche la documentazione relativa al Piano urbanistico comunale, la pianta organica dei dipendenti comunali, i nominativi e le mansioni del personale presente in comune del servizio civile e infine i documenti di una serie di appalti in parte già in mano alla Dia, l’elenco di contributi elargiti alle associazioni e i vari patrocini, con la novità, questa volta, che alcuni degli appalti sotto esame risalirebbero agli anni 2010-2011, periodo della prima amministrazione Aliberti. Nel piano di ispezioni e verifiche amministrative dei commissari a breve la lente dovrebbe essere puntata soprattutto sulle partecipate Acse e Scafati Sviluppo. La prima si occupa di servizi come la raccolta rifiuti e la gestione dei parcheggi, la seconda della riqualificazione industriale dell’area ex Copmes (la Dda indaga già sulla compravendita di un capannone). Nella giornata di ieri la triade commissariale non si è vista a Palazzo Mayer ma non sarebbero mancate le visite degli inquirenti che conducono le indagini parallele a quelle dei commissari, in quest’ultimo periodo sono al vaglio degli inquirenti soprattutto le ipotesi di responsabilità penali in merito agli affidamenti in proroga del servizio di sorveglianza degli edifici pubblici e della video sorveglianza sul territorio comunale. Il lavoro della Direzione distrettuale antimafia continua senza sosta, da un mese ci sarebbe stato un impulso alle indagini che sembra coincidere con il “pentimento” di Alfonso, figlio dell’ex boss anche lui pentito Pasquale Loreto, una delle gole profonde che 23 anni fa contribuì con le sue dichiarazioni allo scioglimento del consiglio comunale di Scafati. La Commissione ha 90 giorni di tempo, salvo proroghe, al massimo ne può essere concessa una di altri 90 giorni, per presentare una relazione sullo stato della macchina amministrativa comunale, sempre che nel frattempo non ci siano colpi di scena che possano anticipare la relazione dei commissari. E, certo, le indagini proseguiranno ancora.

Gennaro Avagnano

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