Scafati. Deleghe ai consiglieri comunali, la legge lo vieta.

Scritto da , 10 febbraio 2016

di Adriano Falanga

Stasera nuova riunione di maggioranza, sul tavolo le deleghe ai consiglieri comunali. Per la sola rimodulazione delle deleghe alla Giunta ci è voluto un mese di discussione, e nonostante ciò, si è aperto un gioco forza tra Aliberti e alcuni assessori che hanno comportato la nomina di due giunte in appena tre giorni. Senza risparmiare la “figuraccia istituzionale” al primo cittadino, che ha dovuto riformulare quanto deciso in un primo momento dopo averlo pure dichiarato in conferenza stampa. Incidenti di percorso, si dirà. Ma la situazione non si prospetta migliore per le deleghe ai consiglieri comunali. In maggioranza c’è malumore, il primo cittadino ha voluto tenere per se stesso deleghe importanti, quali Affari Sociali, Piu Europa, Manutenzione. Probabilmente l’intenzione del sindaco è di delegare i consiglieri comunali più fidati a seguire queste tematiche, e questo perché la delega al consigliere comunale è un atto di pura rappresentanza. Per intenderci, l’assessore alla Manutenzione svolge poteri esecutivi ed amministrativi, avendo lui la diretta responsabilità della delega, nonché potere autonomo, gestionale e di firma. La stessa delega ad un consigliere comunale affida semplici funzioni collaborative di carattere generale, ma estranee a quelle competenze prettamente assessoriali. E del resto è ciò che stabilisce l’articolo 42 del Tuel, che individua nella figura del consigliere comunale funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’attività della Giunta (composta da Assessori) e del Sindaco. Il consigliere quindi non può essere chiamato a gestire direttamente un settore dell’amministrazione per conto del Sindaco perché si troverebbe contemporaneamente nella posizione di controllato (in quanto consigliere delegato) e di controllore (in quanto consigliere). Secondo la giurisprudenza però lo statuto comunale però può prevedere la delegabilità da parte del sindaco ad un consigliere di alcune competenze, che non comportino l’adozione di atti a rilevanza esterna e compiti di amministrazione attiva, limitate ad approfondimenti collaborativi per l’esercizio diretto delle predette funzioni da parte del sindaco che ne è titolare, ma lo statuto del Comune di Scafati non fa nessun riferimento a questa possibilità. Anzi, l’articolo 63, che disciplina le competenze del sindaco, ai commi 9 e 10 cita testualmente: “ha la facoltà di delegare agli assessori, al Segretario e ai dirigenti l’adozione di categorie di atti e provvedimenti di sua competenza ed a rilevanza esterna quando ciò non sia in contrasto con la legge o con espresse disposizioni dello Statuto e dei regolamenti; ha il potere di delega delle sue competenze ed attribuzioni, quale capo dell’Amministrazione, agli assessori nell’ambito di materie definite ed omogenee”. Non viene in nessun modo citato il consigliere comunale. Questo può comportare un pericoloso conflitto di poteri tra la Giunta e i consiglieri delegati, con il rischio di ingolfare la macchina comunale, ottenendo così l’effetto opposto di quanto immaginato dal primo cittadino. La Giunta nasce proprio per questo, non da meno l’assessore riceve un compenso di circa 1.500 euro mensili, contrariamente al consigliere comunale, che svolge la sua attività a titolo gratuito, ricevendo solo un gettone di presenze di 34 euro per le sedute alle commissioni e consigli comunali. Con una opposizione spigolosa e tendente all’esposto, come quella scafatese, appare quindi molto probabile che ci saranno nuovi ricorsi contro le decisioni del sindaco di delegare i suoi consiglieri comunali.

SPUNTA LA MODIFICA ALLO STATUTO

Possibile delegare i consiglieri comunali, fermo restando le limitazioni e i vincoli imposti dalla legge. La modifica statutaria c’è, e risale al 2010. Il consiglio comunale ha infatti già deliberato in tal senso il 29 gugno 2010, atto n.30. A votarla la maggioranza del primo sindacato Aliberti. Contrarie le forze di opposizione. Lo Statuto attualmente pubblicato sul portale web dell’ente ancora non riporta la modifica. Nello specifico, fu aggiunto all’art.63 il comma 20.

1-modifica statuto

 

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