Scafati. Declassati 37 dipendenti comunali, il Tar: “graduatoria da rifare”

Scritto da , 18 maggio 2017

Di Adriano Falanga

Una brutta tegola si abbatte sulla testa, e soprattutto sulle tasche, di 37 dipendenti comunali di categoria D1. Il ragioniere capo Giacomo Cacchione, applicando una sentenza del Tar del 2015, ha dovuto annullare una precedente graduatoria risalente addirittura al 2003, che aveva “promosso” a categoria superiore i 37 dipendenti. Siamo nel 2003 e l’allora segretario Vittorio Salerno facente funzioni di Direttore Generale, approvava un bando di selezione per soli titoli per effettuare le progressioni verticali di carriera interne, tra cui 37 posti riservati all’area tecnico amministrativa. Siamo in piena campagna elettorale, sindaco uscente Nicola Pesce, gli subentrerà Francesco Bottoni. Presentava domanda anche la dipendente R.E. (ancora in servizio) che però finiva 41°, mancando l’obiettivo. La donna ritenendo fondate le sue ragioni, decide di ricorrere contro la graduatoria. Si finirà davanti al Tar di Salerno, il quale con sentenza 1897/15 stabilirà che <<Il provvedimento impugnato debba essere annullato in conformità con la domanda di parte ricorrente, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti che l’amministrazione riterrà di assumere>> accogliendo di fatto il ricorso. Da qui l’applicazione della sentenza da parte dell’area Risorse Umane, e la nomina di una nuova commissione esaminatrice, dove presidente è lo stesso Cacchione, segretario Annamaria Russo e componenti le dottoresse Anna Sorrentino ed Emma Esposito. Puntuale la polemica dei grillini di Scafati in Movimento: <<I dipendenti che hanno indebitamente percepito compensi superiori, devono restituire il tutto? E chi ha partecipato ad atti amministrativi? Questi sono sempre validi?>>. Poi la stoccata: <<Scafati paga una cattiva amministrazione che parte da lontano, Aliberti è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, in termini prettamente politici amministrativi si intende>>

 

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