Scafati. Dalle Tariffe Tari al dossier del Mef: dialogo con Pasquale Aliberti

Scritto da , 4 maggio 2016

Di Adriano Falanga

Le contestazioni degli ispettori del ministero delle Finanze, le indagini della Dia e l’insediamento della commissione d’accesso, la Ex Copmes, sono i principali temi su cui le forze di opposizione pressano il primo cittadino. “Sulla relazione del Mef sono pronto a fornire tutte le spiegazioni tecniche e le controdeduzioni, io da una parte e loro dall’altra” la sfida di Pasquale Aliberti. La discussione in consiglio comunale non c’è stata, perché la minoranza ha ritenuto opportuno di aspettare le controdeduzioni prodotte dal ragioniere capo Giacomo Cacchione. Aliberti però vuole rispondere alle accuse che comunque gli vengono mosse mediaticamente. “Sui progetti obiettivo mi accusano di clientelismo, ma quale? Abbiamo fatto lavorare di più i dipendenti, fuori dal normale orario di lavoro, questo è clientelismo?”. I Progetti Obiettivo sono nati per migliorare la qualità, e non la quantità del lavoro, e devono essere svolti durante il regolare orario di lavoro. Sarebbe questo che gli ispettori del Mef contestano a Palazzo Mayer. “Per me produrre di più è anche un fatto qualitativo, oltre che quantitativo – si giustifica Aliberti – per me lo straordinario serve anche a questo, non solo a lavorare di più” peccato però che i Progetti Obiettivo non possono essere utilizzati per le ore di lavoro straordinario. Sull’anticipazione di cassa: “era di tre milioni, oggi è già ritornata a zero – aggiunge il sindaco – siamo stati costretti a farne uso per fronteggiare i ritardi della Regione nell’erogare i fondi che ci erano dovuti. Siamo stati costretti ad anticipare i Sal di alcune opere, per evitare che fossero interrotte. Ma ricordo anche quando abbiamo anticipato noi il 50% dei buoni libro per venire incontro alle richieste delle famiglie” (era dicembre 2015, ndr). “Hanno urlato sui soldi che la segretaria deve restituire perché non dovuti – continua il primo cittadino – ma non hanno detto che la stessa sta già restituendoli fin dal 2011”. Sulla contestazione alle assunzioni dei dirigenti a tempo determinato: “risponderemo che abbiamo un parere della Corte dei Conti, e lo stesso accade anche in altri comuni, come Nocera Inferiore, dove sono state fatte assunzioni senza concorso a tempo indeterminato”. Il sindaco, parlando a ruota libera, si sofferma anche sull’ accusa di favorire una ditta che si occupa di sorveglianza degli immobili. “Non ho nessuna sudditanza con nessuna ditta, tanto è vero che sia l’Acse che il consorzio Coin (area Ex Copmes) si servono di altre ditte rispetto a quella che ha lavorato per il Comune di Scafati (e su cui sono in corso indagini dell’antimafia, ndr). All’Acse ad esempio si era sui 30 mila euro, un importo che avrebbe permesso l’affidamento diretto. Invece questa ha scelto la gara pubblica”. E restando sul tema Ex Copmes, la minoranza ha denunciato il mancato rispetto della distanza di legge minima dal cimitero. “La norma dei 200 metri non esiste – continua Pasquale Aliberti – altrimenti cosa dobbiamo pensare del Palamangano o dell’area mercato? Secondo lei sono a 200 metri di distanza dal cimitero? Lo chieda a Mario Santocchio e Marco Cucurachi”. Aliberti provoca i suoi oppositori e non risparmia neanche stilettate a chi lo ha preceduto alla guida della città: “a questo punto non saprei neanche se il Gymnasium rispetti la distanza di 200 metri dal cimitero. Adesso cosa dovrei fare? Se tutte queste strutture fossero abusive dovrei ordinare oggi stesso la loro demolizione, essendo state tutte edificate con lo stesso strumento urbanistico in vigore”. Il Gymanium è la struttura sportiva edificata dalla famiglia Marano, quando sindaco era Francesco Bottoni, con loro imparentato. All’epoca Aliberti era consigliere comunale di opposizione, e contestò aspramente la concessione a costruire, e la sua modalità di rilascio.

TARI 2016: “GRAZIE A GESET ULTERIORI 100 MILA MQ DA TARIFFARE”

1-acseTari 2016, accade che il consiglio comunale approvi il Pef di quasi 12 milioni di euro, con 600 mila euro in più rispetto al 2015, e poi bocci le nuove tariffe, determinate in virtù del Pef presentato dall’Acse.La vicenda ssume i contorni del paradosso, perché da un lato alla partecipata che gestisce la raccolta rifiuti gli viene riconosciuta la previsione di spesa complessiva con tanto di aumento, dall’altro lato però gli viene negato il gettito previsto per la sua copertura. Una vicenda che ha allarmato le opposizioni, secondo le quali l’Acse sarà comunque costretta a rivalersi sul Comune per il mancato introito. Non è così secondo Pasquale Aliberti, che dopo un vertice con i dirigenti dell’Acse sente di fornire rassicurazioni in merito. “L’aumento di 600 mila euro non è responsabilità dell’Acse, che di contro ha registrato un calo di 40 mila euro nel servizio.  I maggiori costi riguardano il Comune e sono dovuti ai costi di gestione della discarica”. L’opposizione ha contestato anche gli 800 mila dovuti alla Geset per la riscossione dei tributi, ma secondo Aliberti è proprio grazie ad essa se si riuscirà a contenere le tariffe, andando comunque a garantire la copertura del Pef. “La Geset ha fatto un grande lavoro, andando a scovare 100 mila metri quadri in più soggetti a tariffa. Di questi il 40% sono utenze domestiche, mentre il 60% non domestiche. E questi 100 mila mq vanno moltiplicati per cinque, che sono gli anni di arretrati ma che comunque non finiranno a copertura del Pef”. Una cifra superiore ai 600 mila euro necessari, in quanto, secondo la stima del primo cittadino: “facendo una media di 4 euro per le domestiche e una media di 8-20 euro per le non domestiche, l’introito basterà a coprire il dovuto. Mentre gli arretrati dei 5 anni andranno a registrare un avanzo di bilancio”. Mica male, ma parliamo comunque di stime e non certo di somme effettivamente incassate: “Se ci fosse un ammanco, questo sarà limitato a poche decine di migliaia di euro, che risparmieremo andando a ottimizzare alcune voci di costo” precisa il primo cittadino. Con i vertici dell’Acse Aliberti ha chiarito anche la questione delle spazzatrici. Secondo l’opposizione infatti il costo del loro noleggio permetterebbe tranquillamente il loro acquisto. “Non è colpa nostra se nessuno ci vuole vendere le spazzatrici – spiega il sindaco – abbiamo avuto ben due gare per l’acquisto ed entrambe sono finite deserte. Da qui abbiamo indetto gara aperta, e quindi pubblica, aperta a tutti, per il noleggio”. Quattro spazzatrici, due per il nolo a caldo e due per il nolo a freddo, gestito da due società diverse, la Inco srl e la Am Tecnology.

“MAGGIORANZA NON PIU CREDIBILE”

1-maggioranzaNon è un momento facile, politicamente parlando, per Pasquale Aliberti. Le opposizioni non mollano la presa e come se non bastasse, il primo cittadino si ritrova anche a fare i conti interni con parte della sua maggioranza. La nascita di Identità Scafatese, composta dai consiglieri Cirillo, Barchiesi, Ugliano e Pagano, rappresenta per lui un gioco forza politico su ogni tema. Il neo gruppo rivendica infatti una sua autonomia decisionale, e non solo, ha tutta l’intenzione di seguire una propria linea operativa, quanto a proposte e argomenti. Suo è infatti il merito (o demerito) della discussione sulle tariffe Tari 2016, ritirate dalla pubblica Assise. Si definiscono ancora di maggioranza, ma di fatto si sono resi indipendenti. “La maggioranza non è più credibile agli occhi dei nostri elettori – scrive Aliberti ai suoi consiglieri – e non posso continuare a subire attacchi anche da chi avrebbe dovuto difendermi. E’ stata una decisione sofferta e difficile”. Non è chiaro però quale sia la decisione, e soprattutto, se il messaggio rappresenta un addio o semplicemente uno sfogo. Non si può poi prescindere anche il comportamento di Mimmo Casciello, che da generale di truppa si è auto relegato a soldato semplice. L’alibertiano ufficialmente non rinnega il suo rapporto politico con Aliberti, me nei fatti è chiara la sua delusione dal punto di vista umano. E seppur non ha concretizzato una sua uscita dalla maggioranza, ha scelto però di disertare riunioni e consigli comunali. E si sa, meglio una polemica interna che un voto mancante in aula. Il messaggio è chiaro, Casciello non cerca lo scontro, ma non nasconde la delusione per non essere stato nominato assessore. “Lo meritavo più io di molti altri” ha detto qualche settimana fa a Cronache. E si avvicina il voto al Bilancio.

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