Scafati. Contrada Cappelle in rivolta contro il “triangolo della morte”

Scritto da , 28 giugno 2016

Di Adriano Falanga

E’ diventato il “triangolo della morte”, la zona che circoscrive il sito di stoccaggio della Helios, il canale della vergogna San Tommaso e il ripetitore telefonico. Pochi metri l’uno dall’altro, in una sola contrada: Cappelle. La zona è stata negli ultimi anni riqualificata dal Comune con la ripavimentazione stradale e l’arredo urbano, nonché con l’apertura della piazzetta Santa Maria Delle Vergini, contemporaneamente però il “triangolo della morte” l’ha pesantemente degradata, suscitando l’indignazione dei residenti, che dopo innumerevoli ed inutili appelli alle istituzioni locali ed extraterritoriali (a cui competono il canale San Tommaso, il ripetitore e la discarica) hanno deciso di scendere in strada. E lo faranno mercoledì 29 giungo con la marcia per la salute, organizzata dal comitato Cappella Oltre, che raccoglie centinaia di adesioni senza colore politico. Il loro attivismo comincia a risvegliare qualche coscienza politica. “E’ assordante l’atteggiamento silente del Sindaco sulla questione. Lui deve far sapere alla Citta di Scafati se ha rapporti professionali con il gruppo Helios o A&M Tecnology o Igiene Urbana, perché se lo fosse, si palesa un conflitto di interesse – spiega Mario Santocchio – riteniamo che l’ufficio ambiente del Comune di Scafati deve attivarsi al ripristino della legalità perché in quell’area non è possibile esercitare tale tipo di attività, perché’ le norme di attuazione del Pip lo vietano. La zona poteva essere qualificata e valorizzata con l’attuazione del Pip e con il rispetto delle regole quelle che vietano attività industriali inquinanti e insalubri come è stabilito nelle norme di attuazione” aggiunge l’ex presidente di Agroinvest. “A ridosso della marcia, che noi sposiamo e condividiamo, organizzata da cittadini e residenti di contrada “Cappelle”, ci sentiamo di sollecitare l’amministrazione di trasmetterci gli atti da noi richiesti o saremo costretti di rivolgerci alle autorità competenti per le gravi omissioni”. Così Francesco Carotenuto di Scafati Arancione, ad un anno esatto dalla richiesta di accesso agli atti per visionare le autorizzazioni concesse al sito di stoccaggio. “Dopo le richieste insistenti di molti cittadini, ci siamo fatti portavoce di un vero e proprio problema sociale e ambientale che attanaglia quella parte di città che chiede chiarezza su cosa e come si smaltiscano rifiuti – continua l’arancione – Pertanto bisogna dire a quella gente che noi, in tempi non sospetti abbiamo chiesto e sollecitato affinché si chiarisca nel dettaglio la situazione di via delle Industrie. Quella gente va rispettata e per farlo è necessario che tutti facciano la propria parte in questa difficile partita. Vogliamo risposte e subito”.

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