Scafati. Comune: al via la seconda fase dopo il flop decadenza. Probabile nuova giunta.

Scritto da , 16 dicembre 2015

Di Adriano Falanga

Dopo le mancate firme per il ritorno al voto anticipato, il primo cittadino di Scafati Pasquale Aliberti non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Dallo staff fanno sapere che, almeno in questa fase, non intende ritornare sull’argomento. Si punta a rilanciare l’amministrazione comunale da lui guidata con un nuovo patto politico per questa seconda metà del suo secondo, e ultimo mandato. Non sembra che si voglia attuare la legge del taglione, anzi, pare si voglia recuperare ogni consigliere che sul voto anticipato ha dato battaglia contro. Obiettivo non difficile, Stefano Cirillo, Alfonso Carotenuto e Pasquale De Quattro del resto lo hanno pubblicamente ammesso: “non siamo contro l’amministrazione, ma contro il commissariamento”. Restano da capire le intenzioni di Roberto Barchiesi, ma chi lo conosce giura che non potrebbe mai passare all’opposizione. I numeri per andare avanti ci sono tutti, e ci sono sempre stati del resto, tranne sulla parentesi “decadenza e dimissioni” che ha sfasciato gli equilibri politici. Lo scenario consiliare è comunque mutato, e almeno sulla carta, ad uscirne rimaneggiata è proprio l’opposizione, che da 9 componenti passa a 7, con l’uscita di Filippo Quartucci e Michele Raviotta.

Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello rivendicano il loro essere stati eletti con la maggioranza e seppur messi fuori da tempo, la loro posizione è da indipendenti, o “esterni” di maggioranza. Insomma, Aliberti teoricamente potrebbe disporre ancora di 15 componenti, o nel peggiore dei casi, di 13 con due “stampelle” dalla minoranza. Non è esclusa l’entrata effettiva di Raviotta tra le fila della squadra di governo, attraverso una rimodulazione della giunta. Per lui si potrebbe anche immaginare la poltrona di presidente del consiglio comunale, qualora Coppola venisse sfiduciato. Al momento, questa ipotesi è accantonata, perché sull’operato dell’attuale presidente peserebbe il giudizio del Tar Salerno, che il 12 gennaio si pronuncerà sul ricorso presentato contro il consiglio comunale convocato da Teresa Formisano il 27 novembre scorso. Una sconfitta porterebbe alla sfiducia o alle dimissioni di Coppola, mentre una vittoria legittimerebbe il suo operato, che ha sempre definito “imparziale e rispettoso di leggi e regolamenti”. Sospesa anche la rimodulazione della giunta, almeno fino a che non si supera emotivamente questa fase politica, vista comunque come una sconfitta per il primo cittadino. La pausa per le festività natalizie servirà a chiarire le idee e a ritemprarsi politicamente. Si pensa anche allo scorrimento delle liste elettorali, e all’entrata di nuovi consiglieri fidati.

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Teresa Formisano, Brigida Marra, Carmela Berritto

Un’ipotesi molto accreditata vede la nomina in giunta di una seconda donna, da affiancare all’intoccabile Annalisa    Pisacane. In pole Brigida Marra, Teresa Formisano e Carmela Berritto, tutte elette in lista Pdl (oggi Forza Italia). La nomina ad assessore di una di loro aprirebbe le porte dell’aula consiliare a Ciro Albano, ex consigliere del Centro Popolare e fedelissimo del sindaco. Difficile prevedere chi potrebbe spuntarla. Teresa Formisano dalla partita sul voto anticipato ne esce con le ossa decisamente rotte. E’ lei ad aver convocato il consiglio comunale contestatissimo del 27 novembre, dove il Vice Prefetto Giuseppe Forlenza ha evidenziato “profili di illegittimità”, sempre lei ha sulle spalle un’indagine aperta della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, dopo gli esposti di minoranza e dello stesso Pasquale Coppola. E sul suo operato deve pronunciarsi il Tar il 12 gennaio. Non da meno Brigida Marra, pasionaria alibertiana che ha sostenuto in ogni modo, con toni spesso accesi e decisi, la decisione di Pasquale Aliberti di ritornare al voto. Appare più defilata la posizione di Carmela Berritto. Infine, ma non per ultimo, scalpita anche Mimmo Casciello. Il povero consigliere eletto tra le fila dell’Udc aspetta di poter entrare in giunta da tempo oramai. Puntualmente è sempre stato chiamato al “sacrificio” da Aliberti, in quanto la sua nomina nell’esecutivo comporterebbe l’entrata in consiglio comunale dell’ex vicesindaco alibertiano Giacinto Grandito, oggi vicino a Pasquale Coppola. E’ questa, forse, la ragione per cui è stato fino a domenica sera uno dei maggiori sostenitori del voto anticipato. Dovrà invece aspettare fino al 2018.

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