Scafati. Commissioni consiliari, di cosa realmente discutono?

Scritto da , 23 febbraio 2016

Di Adriano Falanga

Abbiamo visto che i consiglieri comunali le sedute di commissione le tengono, qualcuno pure più freneticamente degli altri. Poi scopri che l’ultimo consiglio comunale si è tenuto il 28 dicembre 2015, giorno in cui fu archiviato il procedimento della decadenza del primo cittadino, e ti chiedi: ma allora a cosa discutono le commissioni? Dal sito dell’Ente non è possibile visionare i verbali, e neanche poter verificare quale commissione si riunisce più frequentemente rispetto alle altre, di conseguenza, diventa lecito il dubbio. Anche perché le commissioni consiliari sono propedeutiche al consiglio comunale, perché è qui che si tiene un primo confronto e si elaborano le proposte e le richieste. E’ vero anche che lo Statuto non fissa affatto un numero obbligatorio di sedute consiliari, ma senza di queste, e senza verbali pubblici delle commissioni, come può essere possibile per il cittadino elettore controllare l’attività del suo eletto? Non bastano di certo le sole presenze registrate, perché queste non sono necessariamente sinonimo di produttività. Succede così che argomenti importanti, quali la nuova programmazione delle opere del Piu Europa, la situazione del Polo Scolastico, della Ex Copmes, della rete fognaria, e anche la recente rimodulazione della Giunta non vengono discussi nell’aula consiliare, perno centrale e nevralgico della democrazia rappresentativa. “Non è possibile che il sindaco non avverta la necessità di riferire in Consiglio comunale su argomenti molto importanti, su cui si rende fondamentale il confronto pubblico anche con l’opposizione” spiegano da Scafati in Movimento. Mentre da Fratelli D’Italia è Cristoforo Salvati a fare un punto: “Superata la querelle della decadenza con convocazioni forzate e illegittime del consiglio comunale, sono oramai mesi che la massima assise non viene convocata nonostante le continue rimodulazioni delle deleghe alla Giunta, il cambio e le revoche dei dirigenti e i tanti fatti di cronaca giudiziaria che investono candidati delle liste del Sindaco e personale del nostro Ente rinviati a giudizio per fatti di camorra”. Secondo Salvati: “E’ il momento più buio della politica delle nostra Città, interessata da indagini sempre più delicate dell’autorità inquirente, con un stallo della vita istituzionale in mano ad ex – staffisti ed arrivisti dell’ultima ora, ci chiediamo quanto debba ancora durare questo calvario politico ed amministrativo della nostra bella Città che deve necessariamente quanto prima risollevarsi dalle ceneri in cui ci ha trascinato il suo principale autore”. Sarebbe questo il motivo per cui Fratelli D’Italia risulta essere il partito meno presente nelle commissioni consiliari: “nonostante l’abbandono da parte nostra delle Commissioni Consiliari dopo la richiesta di scioglimento del Consiglio comunale della DDA al Prefetto, di fatto il consiglio comunale viene esautorato della sua funzione di controllo e di indirizzo restando solo organo di ratifica sempre più “rare” e di decisioni sempre più solitarie del Sindaco,  che tiene consigli comunali solitari con soldi pubblici attraverso emittenti private per delegittimare il ruolo di controllo dell’opposizione e di tanti giornalisti che tentano di fare il proprio dovere”.

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