Scafati. Clima pesante anche per la segreteria guidata da Immacolata di Saia. Malumori diffusi

Scritto da , 19 dicembre 2015

Il terremoto politico post decadenza non coinvolge solo la maggioranza e la giunta, ma si estende anche nella segreteria comunale. L’ambiente sembra essere diventato pesante e diversi impiegati avrebbero chiaramente mostrato la volontà a lasciare quell’ufficio, chiedendo un trasferimento. Lavorare braccio a braccio con Immacolata Di Saia, segreteria generale dell’Ente e ritenuta da sempre intoccabile dal primo cittadino, comincia a farsi pesante. Troppe pressioni, troppe attenzioni, un clima condizionato molto dall’instabilità politica e dalle note vicende giudiziarie degli ultimi mesi. La dottoressa Immacolata Di Saia in questi anni ha visto “cadere” tutti coloro che avevano chiesto le sue dimissioni. Nel suo primo sindacato, Pasquale Aliberti lasciò andare via mezza giunta comunale, piuttosto che assecondare la loro richiesta di rimuovere la professionista casertana. Giacinto Grandito, Sabato Cozzolino, Guglielmo D’Aniello, Cristoforo Salvati, tutti lasciarono l’esecutivo non riuscendo a spuntarla contro la Di Saia. Aliberti per la segretaria comunale ha sempre avuto piena e totale fiducia, a differenza di molti suoi assessori, anche attuali, che avrebbero gradito già da tempo una sua sostituzione. La ritengono troppo “attenzionata” e “chiacchierata”. Nata ad Aversa nel 1962, la Di Saia è stata segretaria in comuni sciolti per camorra come Casapesenna, Casal di Principe e San Cipriano. Ora è accusata di associazione mafiosa, concussione, corruzione, abuso d’ufficio e scambio elettorale politico-mafioso, assieme a Pasquale Aliberti, Monica Paolino, Nello Aliberti, Giovanni Cozzolino. Dai corridoi di Palazzo Mayer trapela che alcuni consiglieri dissidenti, trovando appoggio anche in alcuni fedelissimi, avrebbero chiesto le dimissioni della segretaria.

E restando sulla Di Saia, si è ridimensionato l’episodio della presunta “aggressione” che la professionista avrebbe subito dal presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola il 2 dicembre scorso. Un episodio denunciato attraverso la stampa da Pasquale Aliberti. “E’ di esempio l’accadimento di questa mattina, di un Presidente del Consiglio che nella segreteria strattonava la Segretaria Comunale facendola cadere addosso ad un dipendente che l’ha difesa dicendo ‘lascia stare la Dottoressa non sta facendo nulla’”. Chi era presente quel giorno racconta invece che l’ufficio non era quello di segreteria e che la Di Saia sarebbe entrata cercando di scorgere sul monitor di un dipendente a cosa si stesse lavorando (si doveva procedere alla convocazione del consiglio comunale del giorno 9). Allo stesso modo si avvicinò alla postazione anche Coppola, “impressionato” dal comportamento della segretaria. Nel farlo, l’avrebbe urtata facendola appoggiare sul vicino impiegato, che di contro avrebbe spiegato al presidente del consiglio che la segretaria stava solamente leggendo sul monitor. Insomma, se ci sia stata aggressione non è certo, emerge però con chiarezza il clima di tensione che ancora oggi regna in quegli uffici.

Gianfranco Pecoraro

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