Scafati. Città sospesa in attesa del riesame

Scritto da , 22 novembre 2016
2-aliberti

Di Adriano Falanga

Sono giorni di attesa questi, se non ore, nel mentre il Tribunale del Riesame di Salerno deciderà sulla richiesta di arresto per i fratelli Pasquale e Nello Aliberti, accusati di voto di scambio mafioso con gli altri due imputati, i cugini Gennaro e Luigi di Ridosso. La misura restrittiva è stata chiesta in appello dal sostituto procuratore Vicenzo Montemurro, dopo il diniego del Gip Donatella Mancini nel giugno scorso. Un dibattimento lungo, non privo di colpi di scena, quello che si è tenuto giovedi 17 novembre. Da un lato la Procura Antimafia, forte delle accuse dei pentiti Alfonso Loreto, Romolo Ridosso, Antonella Mosca, secondo loro in gran parte riscontrate dalle dichiarazioni di Raffaele Lupo, Giacomo Cacchione, Andrea Ridosso (indagati) Nello Longobardi, Valeria Cozzolino, Pasquale Coppola, rispettivamente l’imprenditore finito sotto estorsione e costretto ad agire per conto del clan, la giornalista minacciata e il Presidente del Consiglio Comunale. Qualunque sia la decisione dei tre giudici, tutto finirà comunque in Cassazione. Tutto è conseguenza del “complotto dei 4”, o meglio i quattro esponenti politici responsabili, secondo la difesa del primo cittadino, di aver “vessato” la magistratura fino a spingerla ad avviare le indagini. Mario Santocchio, Marco Cucurachi, Vittorio D’Alessandro e Pasquale Coppola, coloro che avrebbero spinto in tal senso, con alle spalle rancori di tipo personale, politico ed economico nei confronti del sindaco. Aliberti usa il social network per una nuova lettera aperta, stavolta alla consorte Monica Palino. “Insieme abbiamo lavorato per il territorio e per la nostra Scafati. Lo abbiamo fatto con passione, energia, disponibilità al dialogo e trascurando troppo spesso i nostri figli, pur di rispettare gli impegni assunti con chi ci ha sostenuto in questi anni. Nessuno può comprendere la violenza mediatica con cui ci hanno massacrato e distrutto sul piano umano – si legge sulla sua pagina Facebook – aspetteremo fiduciosi il giudizio della magistratura in queste ore, nel nostro silenzio, lasciandoci avvolgere dal calore dei nostri veri amici, quelli che ci hanno sempre vissuto come Monica e Pasquale e non come l’onorevole o il sindaco”.

Consiglia