Scafati. “Chi ha sponsorizzato il nome di Maraniello?”. Aliberti rilancia, contro tutti

Scritto da , 11 marzo 2017

Di Adriano Falanga

Non si placa l’eco delle polemiche nate dopo la nomina del nuovo cda dell’Acse. I commissari, fedelmente alla loro linea di azione amministrativa, restano trincerati nel silenzio istituzionale, e nessuna spiegazione è data agli scafatesi. Perché oltre allo scivolone della nomina di Filippo Maraniello, restano ombre sui criteri di scelta adottati per l’individuazione dei nomi. Certamente vengono pubblicati i curriculum, e su questo nulla da obiettare, considerato il corposo bagaglio professionale dei singoli componenti del nuovo cda, ma seppur trattasi di nomine strettamente fiduciarie, qualcuno si aspettava quantomeno una pubblica manifestazione di interesse. Ed è ciò che si chiede anche l’ex primo cittadino Pasquale Aliberti, che in rete scrive: <<Sarebbe utile sapere chi ha sponsorizzato il nome e con quali criteri lo stesso è stato nominato. Siamo certi della buona fede dei commissari è però una vicenda di assoluta gravità perché, con tutto il rispetto per lo Stato, su questa nomina c’è una richiesta di arresto per corruzione e un clan, Lo Rosso dietro una vicenda di appalti al Santobono. Sarebbe utile che la Dia indagasse sulla vicenda, cosa che sono certo avverrà anche perché la stessa è giunta in dispregio inoltre, della norma sulle quote rosa>>. E in un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose probabilmente certe procedure dovrebbero essere meglio e scrupolosamente seguite. Brigida Marra crede nell’errore, e pone una pubblica riflessione: <<Questa non è altro che la dimostrazione che sbagliare è umano e che pertanto, non bisognerebbe guardare sempre tutto con la lente di ingrandimento quando ad amministrare è un semplice politico. I commissari componenti della Commissione di Accesso ci hanno addebitato ai fini dello scioglimento, addirittura una misura cautelare richiesta nei confronti di una persona tre anni dopo che la stessa ha avuto rapporti con l’Amministrazione e per giunta, relativamente a fatti che non riguardano il Comune di Scafati>>.

3-aliberti casciello Affonda il dito nella piaga Mimmo Casciello, fresco di revoca dal precedente cda dove sedeva col ruolo di vice presidente. <<Non potendone contestare l’operato, l’unica motivazione che ha spinto la Commissione ad azzerare il Cda della società ACSE è stata quella di voler “ripristinare la legalità”. Una scelta del tutto discutibile, se si tiene conto che sia io, la dottoressa Starace, nonché il Dottor Mascolo non risultiamo coinvolti in nessuna indagine – si legge in una nota – Tale scelta però diventa un paradosso, quando con stupore, ho appreso che a sostituirmi nel ruolo di Vice Presidente era stato nominato un soggetto indagato coinvolto in una pesante inchiesta. Lo stesso che è stato prontamente sostituito, il giorno immediatamente successivo alla sua nomina, da una donna. Quella quota rosa obbligatoria per legge. Un osservazione, che avevamo sollevato già nel corso dell’assemblea ripresa poi anche da altre forze politiche extra consiliari – sottolinea Casciello, che lancia una stoccata – Non dal PD locale, che su questa vicenda continua a tacere>>. E in effetti dalla sede di via Giovanni 23° non sono arrivate comunicazioni inerenti lo scivolone fatto dalla commissione straordinaria. E in silenzio sono restati anche tutta la restante fetta di ex opposizione consiliare, in genere molto spigolosi e attenti a certe dinamiche. Pubblicata la delibera con la quale si conferma l’incarico a Ilaria Imperatore, classe 1974, commercialista salernitana. Scompare anche la figura di “amministratore delegato” come in un primo momento era stato indicato il neo presidente Daniele Meriani. Promosso vice presidente il cavese Gaetano Infranzi. Nella delibera però non c’è nessun riferimento ai compensi dei tre professionisti, che pure dovrebbero essere resi pubblici. Probabilmente saranno pubblicati a breve.

…E SUI SOCIAL ATTACCA GLI AVVERSARI

2-alibertiRinvigorito dal mancato arresto, Pasquale Aliberti ritorna all’attacco e come puntualmente ama fare, di notte e sulla sua pagina Facebook, parte lo sfogo. <<Sulla mia vicenda giudiziaria ho ascoltato l’opinione di feroci avversari, di moralizzatori e opinionisti. Mai da nessuno ho letto i motivi veri di una richiesta di misura cautelare in carcere chiesta dall’accusa e respinta prima dal Gip e poi dalla Cassazione. Mi accuserebbero di aver fatto una promessa, durante le elezioni amministrative ad un neo laureato con borsa di studio, incensurato e specializzato, un certo Andrea Ridosso, appartenente ad una nota famiglia malavitosa, favorendo poi la sua assunzione in una cooperativa sociale che si occupa di assistenza domiciliare agli anziani, il tutto per una compenso di circa 400 euro al mese>>. Minimizza Aliberti, l’impianto accusatorio è molto più articolato, ma l’occasione è buona per rilanciare le accuse ai suoi avversari politici. <<A riferirlo sono personaggi di dubbia moralità che parlano per sentito dire per salvare le proprie colpevolezze, certificate e riscontrate, che nulla hanno a che fare con la politica. Un collaboratore di giustizia, uno strano imprenditore, compare del presunto clan, un faccendiere e alcuni miei avversari politici che, invece, risultano essere stati sostenuti da malavitosi in cambio di soldi, diventano i miei accusatori. Nessuno parla di appalti, di affidamenti o di vantaggi al clan Ridosso Loreto, salvo l’assunzione di un giovane incensurato e laureato. Anzi, lo stesso collaboratore di giustizia riferisce addirittura che da sindaco avrei respinto anche una eventuale richiesta di candidare il ragazzo alle elezioni amministrative, consigliando allo stesso di addirittura di “…prendere le distanze dalla sua famiglia e di sconfessare pubblicamente la stessa” – incalza l’ex sindaco –  Tutto questo sarebbe la prova di uno scambio politico mafioso. Eppure è lo stesso collaboratore che continua a sostenere, pur non avendo mai avuto rapporti di nessun tipo con me, “…il sindaco non ci ha dato nulla, ci ha solo preso in giro, ci ha sfruttato”. È giusto che la magistratura inquirente continui, dopo 18 mesi le sue indagini ma da onesto cittadino di questo paese Italia, mi chiedo: Quale reato ho commesso? A chi e quando ho promesso cosa? È possibile che camorristi del loro calibro mai hanno avuto la forza e il coraggio di minacciarmi per promesse non mantenute o per aver addirittura invitato un ragazzo laureato a prendere pubblicamente le distanze da quella parte di famiglia malavitosa? È per questo che vogliono arrestarmi? È per questo che i miei nemici avrebbero festeggiato il mio arresto? È una sporca battaglia politica alla persona?>>. Non ha freni Aliberti, e punta ancora il dito: <<Io continuo a combattere con la forza della verità che è già nelle carte che bisogna semplicemente leggere con attenzione e senza preconcetti. Soprattutto senza l’odio o le avversità di chi voleva varianti urbanistiche per realizzare centri commerciali, o per trasformare fabbriche in scuole uffici o commercio, di chi chiedeva assunzioni e stabilizzazioni improponibili per le proprie mogli, di chi ha strumentalizzato trik trak, proiettili e minacce>>. Eventi riconducibili palesemente a Mario Santocchio, Corrado Scarlato, Vittorio D’Alessandro e Pasquale Coppola. <<Ho il compito di difendermi in questo processo, quando finalmente si farà e la responsabilità di continuare a coltivare un sogno, una passione, con la lealtà di sempre>> la chiosa.

NOMINA PRUDENZANO: “SUGGERITA DA EDMONDO CIRIELLI”

aliberti-cirielli<<La proposta di nomina di Prudenzano fu fatta dalla Provincia dell’allora Presidente On. Edmondo Cirielli>>. Si difende Pasquale Aliberti, sotto indagine assieme al suo ex vice sindaco Cristoforo Salvati e ad altri 22 tra sindaci e funzionari del Piano di Zona, riguardo la nomina di Pasquale Prudenzano a coordinatore del Piano di Zona S1, nel 2012. Una nomina revocata poi dal Tribunale a seguito del ricorso presentato dall’avvocato Alfonso Vuolo al Giudice del lavoro. In particolare il reclamo fu presentato contro il Comune di Scafati in qualità di ente capofila per la nomina prima e la proroga in seguito quale responsabile di Prudenzano. Il Tribunale accertò chiare violazioni della disciplina del regolamento del Piano di Zona. Infatti, fu scelto un responsabile esterno quando si poteva individuare una figura altrettanto valida nelle amministrazioni che componevano il Piano. <<Ho chiesto di essere ascoltato già in questa fase preliminare dal PM – spiega Aliberti – Il mio decreto di nomina al dottor Prudenzano era un atto dovuto e obbligato perché individuato nel coordinamento istituzionale dai sindaci e assessori che vi hanno partecipato. La proposta di nomina fu fatta dalla Provincia dell’allora Presidente On. Edmondo Cirielli. Non avevo mai prima conosciuto il dottor Prudenzano sul piano professionale e personale, anche perché un agropolese trapiantato in Abruzzo. Ad ognuno le proprie responsabilità>>. Andrà dal pm anche l’ex vicesindaco, oggi avversario politico, Cristoforo Salvati che in rete scrive: <<Ci sono persone che non avresti mai dovuto conoscere, per i danni che ti hanno provocato>>.

 

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