Scafati. C’era una volta la pista ciclabile. Spreco da due milioni di euro

Scritto da , 19 febbraio 2016

Di Adriano Falanga

Nel linguaggio corrente si usa dire “cattedrale nel deserto” la realizzazione di un’opera o struttura del tutto inutile. O meglio, quelle opere che finiscono nell’elenco alla voce “spreco pubblico”. Più che cattedrale nel deserto, Scafati può vantare la “Pista Sul Sarno”. Costata quasi 2 milioni di euro, fu inaugurata nel settembre 2012 e parzialmente chiusa dopo appena 4 mesi, quando si scoprì che i lavori per la pavimentazione eseguiti nel tratto della Villa Comunale non erano a norma. Un tratto costato intorno ai 400 mila euro, fu aperto un contenzioso con la ditta appaltatrice, da allora non si sono avute più notizie. Ciò che resta è in totale abbandono, e di biciclette neanche l’ombra, se non qualche temerario sportivo che usa il tratto asfaltato per fare jogging. Rubati nel tempi i cavi elettrici, la pista è oggi al buio. A farla da padrone erbaccia, topi e pure qualche serpente. Il Comune ha provato diverse volte a darla in gestione ad associazioni private, ma oltre un chiosco dei panini e tanta buona volontà non si è mai avuto di meglio. Oggi è tutto in disuso. “Un percorso lungo 5 km che permetterà a tutti, dai bambini agli anziani, di andare in bici o fare delle tranquille passeggiate attraversando la città di Scafati e ponendo in collegamento luoghi importanti del paese. 5 Km che collegano Scafati dalla Ferrovia FF.SS a San Pietro con 3 postazioni di bike sharing”, recitava così il mega manifesto istituzionale 6×3 affisso ad Agosto 2012.

1-pista (2)Nel dicembre del 2013 il consiglio comunale approvò anche il regolamento per il Bike Sharing, la condivisione e noleggio di biciclette pubbliche. Un progetto fortemente voluto da Espedito De Marino, ex assessore a Sport e Scuola. “Le postazioni di Bike Sharing sul nostro territorio saranno ubicate in: Via Fosso dei Bagni, Via Pietro Melchiade, Ferrovia dello Stato. Ogni postazione comprenderà 10 biciclette ed un totem di gestione attraverso il quale l’utente verrà riconosciuto dal sistema attraverso una tessera magnetica per il prelievo ed il deposito della bici – spiegava in una nota stampa l’amministrazione comunale – Per il prelievo delle bici occorrerà munirsi di una tessera magnetica, rilasciata dal settore Sport, il cui costo giornaliero è di Euro 2, settimanale di Euro 5, annuale di Euro 25. E’ intenzione di questa Amministrazione potenziare il servizio per renderlo più efficiente al cittadino sull’intero territorio prevedendo altre postazioni, in modo che l’intera popolazione ne possa usufruire, soprattutto le periferie”. Il servizio non è mai partito, e lo stato delle strutture è ampiamente documentato dalle foto.

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