Scafati. Cda Scafati Solidale, Celiberti avverte: “attendo un chiarimento politico”

Scritto da , 16 Gennaio 2016
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Di Adriano Falanga

Se l’azzeramento della giunta è saltato, non appare chiaro neanche se c’è stato un vero azzeramento dei Cda delle partecipate. Premesso che tutti gli organi di amministrazione sono legati alla durata del mandato sindacale, è possibile la revoca, ma solo dietro provata motivazione. E questo è quando stabilisce, ad esempio, lo statuto di Scafati Solidale che all’articolo 12 specifica che la revoca o lo scioglimento anticipato del consiglio di amministrazione è possibile solo nei casi di grave irregolarità, di esplicito contrasto con gli indirizzi deliberati dal consiglio comunale, di documentata inefficienza, del mancato raggiungimento degli obiettivi. Insomma, se Andrea Granata, Luca Celiberti e Raffaele De Rosa dovranno tornare a casa, è perché non hanno svolto bene il loro compito, e di questo, il sindaco deve renderne documento. Al momento tutto questo non è capitato, la maggioranza discute pure dei loro possibili sostituti ma nessuno dei tre componenti ha ricevuto formale revoca. Ufficialmente non commenta, però sulla sua pagina Facebook il portavoce Luca Celiberti, rispondendo ad un commento, spiega: “io non ho avuto nessun chiarimento corretto ed unilaterale da nessuno. Ho solo ricevuto una lettera di ringraziamento per l’enorme e positivo lavoro svolto in questo anno, che ha il sapore di una lettera di commiato, come qualcuno che sta per morire e ti saluta l’ultima volta prima del trapasso a miglior vita – ironizza Celiberti – Aggiungo infine che questa lettera e non revoca, può essere anche letta ed interpretata come una verifica di un eventuale attaccamento alla poltrona, legittima politicamente. Resto coerentemente in attesa di un chiarimento politico corretto per poi prendere decisioni successive – poi l’ammonimento verso il primo cittadino – Dopodiché affileremo le armi! Tu lo sai duri a morire”. La motivazione che manca in realtà potrebbe esserci, e sarebbe la gestione del centro anziani San Pietro, finito sotto accusa per una non trasparente gestione delle risorse economiche.

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