Scafati. Casciello all’Acse, protesta anche la maggioranza

Scritto da , 11 Dicembre 2016
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Di Adriano Falanga

Gli ultimi scampoli di questa amministrazione comunale regalano anche l’ultima (si spera) polemica. Mimmo Casciello ritorna alla vicepresidenza dell’Acse, dopo aver rassegnato le dimissioni da consigliere comunale. Una decisione che dimostra, a chi ancora avanzava qualche dubbio, la netta volontà di Pasquale Aliberti di non ritornare sui suoi passi, e ritirare le dimissioni. Casciello in quasi tre anni infatti mai ha potuto “godere” di un incarico, a partire dall’assessorato, perché a subentrargli sarebbe stato l’ex vicesindaco Giacinto Grandito, oggi considerato vicino a Pasquale Coppola. Casciello si è dimesso perché tra una settimana circa arriverà il commissario prefettizio, a traghettare il Comune verso le elezioni anticipate. Naturalmente il tutto in attesa della decisione del Ministero dell’Interno di sciogliere il consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, in tal caso, il ritorno alle elezioni non arriverà prima del 2019. La (ri)nomina del fedelissimo però ha sollevato molte più polemiche del previsto, percvhè avvenuta decisamente in sordina e in modi piuttosto ambigui. A nominare Casciello è stato infatti l’assessore Diego Chirico, dietro delega del vicesindaco Giancarlo Fele. E la notizia è venuta fuori grazie ad indiscrezioni, tant’è che fino a ieri mattina c’era ancora chi, tra le stesse fila della maggioranza, ammetteva di non saperne nulla. “Avrei almeno voluto dire la mia sulla opportunità temporale di questa ri-nomina. Mi auguro non porti altri malumori o bufere nella nostra città – ammette Diego Del Regno – Nulla da dire sulla scelta del componente del cda che ha già ottenuto dall’intero Consiglio meriti per il suo operato nella partecipata. Ma da qui a presumere che lo dovessimo telepaticamente sapere, ce ne passa”. Nessuna riunione, nessuna concertazione, perché il tutto parte dall’alto, è stato infatti Pasquale Aliberti a insistere su Fele, non facendo venire meno la promessa fatta al suo fedelissimo. “Se l’Amministrazione si fosse astenuta dal fare certe rinomine, in questi ultimi giorni prima del 18 Dicembre, sicuramente avrebbe fatto meglio. Il messaggio che passa, senza se e senza ma, è uno solo: attaccamento morboso alle poltrone”, a scrivere questo post su Facebook è Roberto Barchiesi. E a condividere quest’opinione è anche l’assessore Raffaele Sicignano e l’ex consigliere Pasquale De Quattro. Una nomina definita inopportuna, non tanto nel merito, ma nell’opportunità. Casciello tutto sommato è forse l’unico consigliere comunale operativo h24, ma fare nomine, nonostante le dimissioni irrevocabili del sindaco, a pochi giorni dal commissariamento e con la scure, quasi certa, dell’infiltrazione mafiosa, è decisamente un azzardo. “Questa nomina sostanzialmente non è una novità, ma un voler dare continuità all’ottimo lavoro, per altro riconosciuto anche dalle opposizioni nell’ultimo Consiglio Comunale, del Dottor Domenico Casciello all’interno della partecipata – difende così la sue scelta Diego Chirico – Lo stesso Casciello di fatto lascia il Consiglio Comunale dalle ore 14 di ieri. Dunque una scelta corretta dal punto di vista politico e dal punto di vista formale”. L’assemblea dei soci della partecipata, che ha ratificato la nomina dell’oramai ex consigliere comunale, si è tenuta alle 16:30. “Un’operazione svolta nel pieno rispetto delle norme che regolano la materia. Una nuova opportunità, per continuare a servire una città per la quale nutro un amore smisurato. D’altronde , il mio impegno è stato più volte riconosciuto ed apprezzato, non solo dalla stessa maggioranza ma anche dalle opposizioni consiliari” spiega Mimmo Casciello. Da incompatibile l’interessato passa però a rischiare l’inconferibilità, perché nella sua qualità di ex consigliere comunale la legge prescrive in due anni il tempo minimo per ricevere incarichi in società pubbliche.

UN DOCUMENTO INDIRIZZATO AL COMMISSARIO
minoranzaLe forze di opposizione stanno pensando ad un documento, da sottoscrivere anche con esponenti della maggioranza, che funga da “indirizzo politico” al commissario prefettizio, che si insedierà dopo il 18 dicembre. Sarà chiesto a chi rileverà i poteri di sindaco, giunta e consiglio comunale di revocare ogni nomina sindacale, e azzerare gli cda delle partecipate Acse e Scafati Sviluppo. Non una questione di merito, ma di opportunità, essendo questi incarichi di natura politica. Del resto, Aliberti non è dimissionario perché sfiduciato o perché stanco di essere primo cittadino, la sua scelta è conseguenza diretta della richiesta di arresto che pende nei suoi confronti, a seguito dell’inchiesta che lo vede accusato di voto di scambio politico mafioso. Secondo l’antimafia un sistema che nasce fin dal 2008 perpetrato dal primo cittadino uscente, fondato su incarichi, nomine e appalti pilotati, in cambio di voti. Ed è per questo motivo che si andrà in pressing sul funzionario prefettizio, nonostante sia sua facoltà lasciare i cda in piedi. “Con una città che a breve sarà commissariata si continuano a fare nomine in dispregio della legge – così Pasquale Coppola, presidente del consiglio comunale – è uno schiaffo ancora più forte all’immagine di questa città, alle persone oneste e capaci. Purtroppo al peggio non c’è mai fine”. Preannuncia battaglia Mario Santocchio: “chiediamo l’intervento dei revisori dell’Acse e dell’ente di verificare la legittimità della nomina, tenendo conto che in assemblea e’ andato un soggetto sprovvisto di potere perché delegato dal vice sindaco e non dal Sindaco e di riscontrare la nomina del consigliere alla luce dell’inconferibilita. Ricordo che l’Anac già sanzionò il Sindaco dimissionario per le nomine a Scafati Sviluppo e Scafati Solidale. Questi Signori non hanno alcun rispetto delle Istituzioni e della legge”. Dure le parole dell’ex alleato Stefano Cirillo: “la rovina di Aliberti sono soprattutto loro, volti nuovi ma pieni di sete di potere, disposti ai colpi più bassi verso gli avversari, e disposti a tutto pur di mantenerlo, sono letteralmente disgustato da questo modo di fare politica fatto di bassezze che arrivano anche sul personale, quindi non mi meraviglia più nulla”. Non è da meno Angelo Matrone, Fdi: “questa nomina dimostra il disprezzo che gli uomini di Pasquale Aliberti hanno per la legge ed il loro tentativo di rinsaldare il consigliere Mimmo Casciello alla poltrona come premio per la sua fedeltà. Il vicesindaco Fele ha dimostrato di essere  un degno successore di Pasquale Aliberti. Un mero esecutore delle sue volontà come sempre. Chiederò ai parlamentari di centro-destra di intervenire immediatamente sulla questione Scafati e di chiedere l’immediato scioglimento del Comune”. E promette di intervenire sui loro parlamentari anche il M5S: “Scafati va sciolta al più presto, presseremo i nostri parlamentari affinché questo accada prima possibile. Appena si insedierà il commissario, chiederemo che rimuova il cda Acse e tutte le nomine politiche riconducibili a questa amministrazione.  Per dignità e orgoglio, tutte le nomine sindacali dovrebbero presentare le dimissioni senza attendere che il prefetto le chieda o si attivi in tale senso – così gli attivisti di Scafati in Movimento – La nomina di Casciello è solo una spasmodica ricerca a qualunque costo di ruoli, medaglie e stellette”. Nulla contro Casciello da Scafati Arancione, però: “definire la sua nomina inopportuno in un momento di così grande confusione è dire poco. Eppure la sua incompatibilità è stata accertata finanche nelle sedi deputate, ma ciò nonostante si è proceduto alla sua nomina.  L’unica cosa che ci dà conforto è questa gestione del potere avrà durata per altri pochi giorni” spiega Francesco Carotenuto.

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