Scafati. Carabinieri accoltellati, finisce in carcere la 44enne A.M.

Scritto da , 27 ottobre 2016
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Di Adriano Falanga

Si indaga per scoprire l’eventuale movente che ha spinto la signora A.M, 44 anni ad aggredire con un coltello da cucina il maresciallo Renato Ambrosiano, comandante della locale tenenza dei Carabinieri, e un altro giovane carabiniere. Un pomeriggio di follia quello vissuto martedi a Scafati, teatro degli eventi la caserma dell’Arma ove la donna, affetta da problemi di natura psichiatrica, si è recata riferendo di dover svolgere normali incombenze. Una volta acceduta all’interno dello stabile la stessa, senza motivo alcuno, ha repentinamente estratto un coltello da cucina dalla giacca ed ha tentato di colpire al petto il militare di servizio non riuscendo però a inferire il colpo grazie alla pronta reazione di questo. La donna è stata successivamente bloccata, in piena sicurezza, con il tempestivo supporto di altri militari al momento presenti, tra cui il maresciallo Ambrosiano, alcuni dei quali nell’occorso hanno riportato lievi lesioni. Ripristinata la calma, la 44enne è stata dichiarata in stato di arresto ed associata, date le particolari condizioni di salute, presso il Centro Articolazione di Salute Mentale della Casa Circondariale di Pozzuoli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Per lei pendono le accuse di tentato omicidio, violenza e lesioni a Pubblico Ufficiale. Sul posto due ambulanze del 118, che hanno accompagnato i militari feriti al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I° di Nocera Inferiore. Fortunatamente le ferite non sono risultate gravi, per entrambi sette giorni di prognosi. La vicenda ha provocato lo sgomento in città, incredula per la facilità con cui una donna sia riuscita ad entrare armata in caserma, avvicinare il maresciallo e colpirlo con violenza. I carabinieri a Scafati sono attualmente l’unica forza armata presente sul territorio, considerato che la Polizia Municipale è fuori servizio di notte e ridotta ad un organico di un terzo di quanto stabilito dalla legge. La Guardia di Finanza è costretta invece a coprire un territorio vastissimo, che arriva fino in costiera amalfitana. E’ una continua emergenza sicurezza, e da diversi anni le istituzioni locali, tramite anche due delibere consiliari votate all’unanimità, continuano a chiedere il potenziamento della Tenenza, elevandola a Comando Compagnia. Una richiesta fino ad oggi rimasta inevasa, nonostante la città sia demograficamente la più popolosa dell’agro nocerino, e geograficamente situata al confine tra la provincia di Napoli e quella di Salerno. Manca anche un presidio della Polizia di Stato, richiesto da molte forze politiche e associative.

ALIBERTI: un’esigenza elevare la tenenza a comando compagnia

1-PASQUALE-ALIBERTI“Massima solidarietà e vicinanza al comandante Renato Ambrosiano e ad un altro carabiniere della tenenza di Scafati, per il folle atto di violenza subito – così il sindaco Pasquale Aliberti – Gesto gravissimo che ripropone, ancora una volta, la problematica della carenza di organico, di una tenenza che serve un territorio molto vasto. Diventa sempre più un’esigenza trasformare la nostra Tenenza in Compagnia o rinforzare l’organico. E’ doveroso sempre ringraziare i carabinieri di Scafati per il lavoro egregio, che ogni giorno, svolgono con grande dedizione”. Solidarietà anche dall’assessore alla Sicurezza, Nicola Acanfora: “mi auguro che gesti così violenti non si ripetano mai più e che i due carabinieri coinvolti possano rimettersi il prima possibile”. Vicinanza anche dal Pd: “Siamo vicini e solidali ai militari feriti e a tutti i Carabinieri che già lavorano con un organico sottodimensionato rispetto ad una città grande ed in continua emergenza criminalità come Scafati – si legge in una nota stampa – Ora anche attacchi direttamente in caserma rendono ulteriormente complicato e a rischio il loro lavoro. Speriamo si tratti davvero del gesto insensato di una folle che non abbia più a ripetersi perché si è seriamente sfiorata la tragedia”. “Una caserma, la nostra, passata da 35 unità nel 2009 a sole 26 nel 2016. Un contesto difficile se si pensa che i custodi della nostra sicurezza operano in condizioni davvero precarie, con pochi strumenti a loro disposizione, senza mezzi adeguati per agire e con videosorveglianza mal funzionante – interviene Angelo Matrone, per Fdi – più volte ho urlato per la rabbia e ho espresso il mio dolore anche in consiglio comunale arrivando a chiedere le dimissioni dell’assessore al ramo. Ancora adesso sbatto forte i pugni sul tavolo per la mancanza di provvedimenti seri in una città letteralmente scomparsa dall’attenzione politica Campana e Nazionale. “Tutta la città ha bisogno di più sicurezza – commentano gli attivisti di Scafati In Movimento – C’è bisogno di un rafforzamento della Tenenza locale con un aumento degli uomini e dei mezzi per operare. La comunità scafatese deve essere tutelata anche da un presidio di Polizia. Le forze dell’ordine non vanno lasciate sole. Alto è il loro valore, da sempre disponibili al servizio della città”.

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