Scafati. Borse lavoro: “non estrema la linearità del bando”.

Scritto da , 5 aprile 2016

Di Adriano Falanga

Tra gli atti acquisiti dalla commissione d’accesso, anche quelli relativi al Piano di Zona, alla Scafati Solidale e ai diversi servizi offerti. In particolare l’attenzione è puntata anche sulle Borse Lavoro, dove sembrano emergere diverse anomalie. Punti di criticità che avevano già catturato anche l’attenzione del cda dell’Istituzione Scafati Solidale, che sui criteri di assegnazione di questi tirocini formativi avviati presso imprese aderenti, avevano voluto ricevere delucidazioni. Il cda ha approfondito l’argomento in più riprese nel febbraio del 2015, quando fu invitato e ascoltato anche un funzionario del Piano di Zona, per capire le modalità di assegnazione del bando 2013, poi prorogato nel 2014 e 2015. Le borse lavoro sono tirocini formativi riservati a tre categorie di utenti: disabili, ex detenuti e soggetti svantaggiati. Per quanto attiene alla categoria dei disabili, il funzionario chiarì ai vertici dell’Istituzione scafatese che i criteri di assegnazione erano stabiliti dal regolamento del Piano di Zona, che stabilisce le graduatorie attraverso una commissione composta dal coordinatore del Piano e due membri avente requisiti di psicologi o assistenti sociali. Un regolamento che però non disciplinava i criteri di assegnazione per le categorie svantaggiate, tanto che le borse furono attivate per 12 detenuti e una cinquantina di disabili. Particolare curioso è l’assenza di soggetti svantaggiati, questo perché, secondo quanto chiarito al cda dal funzionario del Piano di Zona, ci sarebbero state difficoltà ad individuare i parametri di assegnazione, o meglio, a capire come poter stabilire chi è disagiato o meno. Qui vengono registrate le perplessità del Cda, che invita il Piano di Zona ad attivarsi per l’inclusione di questa terza categoria. Successivamente, l’organo si riunisce per analizzare e valutare la graduatoria dei beneficiari del tirocinio formativo. Presenti il presidente Andrea Granata, il vice presidente Raffaele Di Rosa e il componente Luca Celiberti. Ascoltato nuovamente in audizione il funzionario del Piano. De Rosa in questa sede ritiene opinabile che le borse lavoro siano state assegnate a un discreto numero di invalidi la cui percentuale risulta essere superiore ai due terzi, motivo per il quale i costituiti ricevono già un assegno di indennità dell’Inps. Non solo, perché il beneficio è stato attivato anche per soggetti invalidi al 100% (probabili destinatari anche dell’assegno di accompagnamento) mentre altri due risultano avere addirittura un reddito Isee superiore ai 12 mila euro e un’invalidità del 75%, chiaro indice di fruizione di assegno di indennità, evidenzia il cda. Non avendo potere in capitolo, i vertici della Scafati Solidale sottolineano chiaramente la “non estrema linearità delle modalità del bando espletato”. La documentazione è stata acquisita dal pool di funzionari prefettizi guidati dal vice Prefetto Amendola e dello staff di esperti composto tra gli altri dal maggiore Apicella, dalla dottoressa D’Ovidio, dal comandate della Guardia di Finanza Fusco e dal capitano Avagnale supportati dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia guidati dal comandante Iannaccone.

MA SCAFATI SOLIDALE FU DECAPITATA DALL’ANTICORRUZIONE

Raffaele-CantoneAttualmente la Scafati Solidale è in una posizione di stallo, in quanto il presidente Andrea Granata è stato revocato tre mesi fa da un provvedimento emesso dall’Anac di Raffale Cantone (in foto). L’autorità nazionale anti corruzione ha infatti evidenziato profili di illegittimità nella nomina di Granata, in quanto ex consigliere comunale nel primo sindacato Aliberti. Ma ex consiglieri sono anche i componenti Di Rosa e Celiberti, ma la loro posizione è stata ritenuta legittima in quanto, secondo Statuto, non godono di poteri gestionali. Nel Gennaio scorso ci sono state le dimissioni del dirigente responsabile di Scafati Solidale, Vittorio Minneci. Il funzionario ha ufficialmente lasciato perché stanco, definendo le politiche sociali “lavoro usurante”. Al suo posto, dopo una chacchierata manifestazione d’interesse, Aliberti ha nominato il giovane assistente sociale Gaetano De Lorenzi, già in carico proprio al Piano di Zona. Nonostante però ufficialmente nessuna revoca è stata trasmessa dal primo cittadino a Di Rosa e Celiberti, questi preferiscono non convocare il cda, nonostante il vice presidente in carica da statuto avrebbe questi poteri. Secondo indiscrezioni, infine, avrebbe fatto un passo indietro, ancor prima di essere nominato, il coordinatore infermieristico Angelo Romano, indicato a larga preferenza dalla maggioranza alibertiana come nuovo presidente dell’Istituzione Scafati Solidale.

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