Scafati. Bilancio 2016, anche qui riserve dei revisori. E sulla Scafati Sviluppo…

Scritto da , 19 maggio 2016

Di Adriano Falanga

Hanno prima certificato il pre dissesto del Consuntivo 2015, poi hanno espresso riserve sull’accertamento dei residui, oggi il collegio dei Revisori Dei Conti esprime riserve anche sul Bilancio previsionale 2016-2018 e sul Dup: Documento Unico di Programmazione. Eccesso di zelo dei contabili dovuto alla delicata situazione finanziaria, oppure sintomo di una chiara presa di posizione, rispetto a tutto quanto accade da settimane a Palazzo Mayer? I Revisori non bocciano, ma neanche promuovo a piani voti il Bilancio di Previsione per il prossimo biennio. Il Collegio composto dal ragionier Andrea Sicignano e dai dottori Marco Calenzo e Fedele Del Vecchio, nel loro parere al Dup hanno espresso la riserva. Tra le motivazioni la non coerenza del piano triennale delle opere pubbliche con le previsioni di bilancio in quanto rilevano delle differenze: 440 mila euro per il 2017 e 300 mila per il 2018. Inoltre, nonostante la richiesta, non sono stati consegnati i cronoprogrammi degli investimenti per le opere superiori al milione di euro. Risulta ferma al 2012 la programmazione relativa al piano delle valorizzazioni e dismissioni degli immobili. Queste stesse motivazioni hanno comportato anche il parere “favorevole con riserva su specifiche problematiche” sul Bilancio di Previsione 2016-2018, in aula entro giugno. In questo stesso documento vengono evidenziate alcune criticità, sulla scia di quanto già fatto dai predecessori, sulle partecipate che presentano bilanci in rosso. E’ il caso della Scafati Sviluppo, che vanta anche un debito postergato di 400 mila euro con il Comune di Scafati. La società che porta avanti la riqualificazione dell’area industriale Ex Copmes (martedi inaugurati i primi 9 capannoni) avrebbe obbligo di legge, fin dal gennaio 2015, di ridursi la retribuzione del 30%. Tutto ciò non è avvenuto, scrivono i revisori. Agli atti anche tre solleciti del responsabile settore finanziario (3 luglio e 30 dicembre 2015, 3 maggio 2016) in cui si invita il cda al rispetto di quanto imposto dalla legge (147/2013). Di contro vi avrebbe già provveduto l’Acse, portando le retribuzioni del suo cda da 56.400 a 46.100 euro. In questo caso a vedersi decurtato lo stipendio sono stati i soli componenti, pur di lasciare invariato quello del presidente. E’ di pochi giorni la dichiarazione di Antonio Mariniello, presidente della Stu, di voler “contribuire” al taglio delle spese, guarda caso proprio del 30%. Dal parere dei Revisori emerge invece che tutto questo è in realtà un obbligo da ottemperare e su cui la Stu è già in forte ritardo. Durante il taglio del nastro del lotto C realizzato dalla Scafati Sviluppo del progetto Ex Copmes, Pasquale Aliberti ha spiegato di non essere d’accordo con la dichiarazione di Mariniello, perché la società partecipata forse “caso unico in Italia”, è formata, ed opera, esclusivamente con il solo cda, in quanto non ha dipendenti. Una situazione positiva per il sindaco, ma negativa per il collegio dei Revisori, che chiede (come da piano di razionalizzazione delle società partecipate) la soppressione delle società composte proprio da soli amministratori.

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