Scafati. Baraonda istituzionale, si sfiora la rissa in consiglio comunale. Caos politico

Scritto da , 2 dicembre 2015

Di Adriano Falanga

Pietosa pagina ieri sera in consiglio comunale. Gira e rigira, il sole batte sempre a mezzogiorno, e seppur non ufficialmente in discussione oggi, è lo scontro istituzionale sulla decadenza a tenere banco e frenare ogni riflessione politica. Comincia tra le scintille il consiglio comunale di ieri sera, presenti tutti, maggioranza e opposizione, tranne il dissidente di maggioranza Stefano Cirillo. La seduta è una “fotocopia” di quella tenuta in regime di “autoconvocazione” il 27 novembre e sarà scandita da ripetuti scontri tra i componenti dell’assise, segno questo di una tensione altissima che rende molto difficile anche la più banale discussione. Aliberti a più riprese punzecchia il presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola e in apertura di Assise legge una nota  nome della maggioranza, documento inviato anche al Prefetto. Il testo sostanzialmente è una difesa a Teresa Formisano, e mira a rafforzare le ragioni che l’hanno spinta alla convocazione della seduta consiliare definita illegittima dal vicario prefettizio. “Il presidente ha disatteso le indicazioni e richieste di sindaco e di un quinto dei consiglieri sulla data del consiglio comunale. Data la sua assenza abbiamo ritenuto necessaria la presenza del consigliere anziano”.

oppLa discussione però si accende quando il consigliere di Fdi Angelo Matrone presenta un ordine del giorno sottoscritto assieme ai colleghi Mario Santocchio, Cristoforo Salvati e l’indipendente Pasquale Vitiello. Viene chiesto di aprire un procedimento amministrativo atto a verificare una presunta posizione di incompatibilità dell’avvocato Francesco Romano, responsabile dell’ufficio Avvocatura del Comune. Secondo la tesi dei proponenti il legale essendo iscritto all’albo degli avvocati si ritrova in una posizione di incompatibilità, in quanto è anche dipendente a tempo determinato. “A me non sembra sia incompatibile – dirà l’assessore competente Diego Chirico – piuttosto sarà l’ordine a cui è iscritto Romano a verificare. Chiedo per garbo di poter dare al diretto interessato il diritto di difendersi con lettera scritta”. Si accende lo scontro, Salvati griderà “difesa della casta” mentre per Brigida Marra dalla maggioranza: “vi ricordate solo oggi, dopo due anni. Come mai? Sarà perché il legale ha fornito pareri (sulla decadenza, ndr) a voi non graditi?”. Sarà Aliberti ad alzare l’asticella parlando di un consigliere di minoranza, avvocato, che nelle sue funzioni avrebbe fatto transazioni private con Romano.” Vi preoccupate di incompatibilità, io pongo la questione di opportunità”. Sbotta il piddino Nicola Pesce che invita Aliberti a non sparare nel mucchio ma a fare nomi e cognomi “è arrivato il momento di denunciare, se lei è a conoscenza di consiglieri che hanno usufruito in modo illegale di transazioni con Romano, deve andare dai Carabinieri”.

bIl colpo di scena arriva però sul voto all’assestamento di bilancio, quando l’assessore Chirico presenta una rihiesta di emendamento che impegna il consiglio comunale ad un nuovo consiglio al 4 dicembre. Questo perché dall’ufficio Ambiente il dirigente Nicola Fienga avrebbe chiesto di scrivere in bilancio una quota di 6 mila euro quale compartecipazione al progetto Paes. È scontro, la discussione finisce inevitabilmente su altri temi. Coppola replica piccato “vengono ancora una volta espropriate le mie funzioni”. Cucurachi dal PD: “ancora un’urgenza, c’è già un consiglio convocato al 9, discutiamone in quella data”. Alla fine, tra accuse e fuori tema si vota il rinvio dell’ordine del giorno, per dare modo agli uffici preposti di preparare l’emendamento. Dopo un altro scontro, passa il rinvio con dentro la richiesta di consiglio comunale al 4. Coppola: “valutero’ io se convocare o meno la seduta in questa data o portarlo al 9″. Altro scontro è sull’approvazione del prolungamento di un anno della concessione all’Acse del servizio di sosta a pagamento. Non c’è accordo sul deliberato da approvare, se quello approvato il 27 o quello ordinariamente all’ordine del giorno. Votare il deliberato del 27 significa legittimare una seduta su cui la minoranza ha presentato un esposto in Procura a seguito della illegittimità dichiarata dalla Prefettura sulla sua convocazione. È una baraonda. La minoranza vuole votare l’atto all’ordine del giorno che del resto è sempre lo stesso. Sono forti le accuse tra i consiglieri su cui spicca anche quelle di Coppola alla segretaria Di Saia:”suggeritrice del sindaco”. Cacciato fuori l’assessore Chirico. Alla fine la maggioranza lascerà l’aula. Il deliberato viene votato senza l’immediata esecutività. La proroga però c’è, i vigilini restano al loro posto.

magg

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