Scafati. Autocritica di Aliberti: “comincio a capire che il problema sono io”

Scritto da , 12 febbraio 2016
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Di Adriano Falanga

Dopo i chiarimenti e le dichiarazioni di pace di Raffaele Sicignano verso il primo cittadino Pasquale Aliberti e il suo vice Giancarlo Fele, torna il sereno su Palazzo Mayer. Unico neo il malumore di Bruno Pagano, negli ultimi giorni molto defilato dalla sua squadra. Pagano è in corsa con Teresa Formisano per la delega agli Affari Sociali, ma è dato per perdente. Forse riuscirà a spuntare un nome per il consiglio d’amministrazione della Scafati Solidale, si parla di un sociologo esperto, già in forza al Piano di Zona. Nella riunione di mercoledi sera oltre Pagano erano assenti anche Daniela Ugliano e Stefano Cirillo, questi due però per impegni personali. Sul tavolo Pasquale Aliberti ha mostrato gli ultimi aggiornamenti sul Piu Europa. Come è noto, Scafati potrà contare su oltre dieci milioni di euro di fondi europei recuperati con i cosiddetti “retrospettivi”, ma ha sulla testa una spada di Damocle: deve rendicontare il tutto entro il 31 marzo 2017. E c’è ancora da firmare l’accordo di programma in Regione Campania. Tante le idee, ma poche quelle realizzabili in un arco di tempo così breve. Il sindaco, dopo il naufragio del Polo Scolastico, è deciso a portare a termine almeno la palestra prevista da progetto originale, così da restituire alla città quel palazzetto dello sport demolito per far spazio alla struttura mai nata. E sempre sulle macerie del Polo, si rende necessario andare a ristrutturare quelle scuole interessate in un primo momento a trasferirsi nella nuova struttura, una su tutte, l’istituto Tommaso Anardi.

Sarà una corsa contro il tempo anche la realizzazione della piazzetta in località “Trentuno”, roccaforte elettorale di Teresa Formisano e Pasquale Coppola. Progetti più ambiziosi, quale l’Urban Center, il recupero e rilancio della Villa Comunale, la riqualificazione del centro storico, il Polo Scolastico, sono destinate ad attendere tempi migliori. In questo scenario, Aliberti sembra cominciare a rendersi conto che prima o poi bisognerà individuare l’erede politico. Dopo aver stroncato le velleità di Giancarlo Fele, destinato ad essere generale ma mai comandante della truppa alibertiana, il primo cittadino sul social network ammette: “In mia presenza si litiga, in mia assenza una grande famiglia che si riunisce a tavola. Giorno per giorno capisco che il vero problema comincio ad essere io. Questione d’età. È come i papà che invecchiano e non capiscono di dover fare un passo indietro. Andate avanti con questo spirito che non c’è n’è per nessuno”. A spingere Aliberti a scrivere queste parole la foto di una cospicua fetta di maggioranza riunita a tavola in un locale del centro città, nel post riunione. Usa un paragone calcistico il sindaco: “Farò il massaggiatore alla Carmando. Mi serve solo un giocatore, un leader da massaggiare. Appena siete pronti tutta la mia disponibilità”.

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