Scafati. Ateneo islamico al Polverificio? C’è la proposta.

Scritto da , 6 luglio 2015

polverificio borbonico scafati

SCAFATI. L’università islamica nell’ex polverificio borbonico? C’è la proposta. Nei giorni scorsi, Giampiero Khaled Paladini, imprenditore leccese convertitosi all’islam, ha inviato un’email al sindaco Pasquale Aliberti chiedendo un incontro al primo cittadino di Scafati per  utilizzare la struttura.  Nella missiva di Paladini ad Aliberti si legge: «Ho avuto il piacere di visitare domenica scorsa (fine giugno, ndr), accompagnato dai nostri Del. Regionale per la Campania Arch. Domenico Vozza e Del. Provinciale per Salerno CONFIME (www.confime.org), la Polveriera Borbonica sita nel suo Comune. E’ inutile dirLe quanto sia rimasto incantato dal sito di cui mi sono permesso di fare qualche foto che allego a testimonianza. La visita rientra tra le mie missioni, in qualità di Presidente dell’Università Islamica d’Italia, finalizzate ad individuare luoghi di prestigio sui quali implementare parte delle nostre attività formative e di ricerca applicata internazionali, in stretto rapporto con i Paesi Arabo/Islamici e le relative Università nostre partners. Avremmo piacere di incontrarLa per discutere una eventuale collaborazione che veda la ex Polveriera al centro di queste attività che attirerebbero sulla vostra città gli interessi di molta parte del mondo Medio Orientale non solo di carattere culturale ma anche imprenditoriale…». Una possibilità che, secondo voci, non sarebbe stata osteggiata dal sindaco. Lo stabiese architetto Eduardo Melisse, che sarebbe il fiduciario del delegato provinciale Confime (la Confederazione imprese mediterranea, presieduta dallo stesso Paladini con sede a Taormina e ufficio di rappresentanza a Roma), sul suo profilo Facebook, sabato scorso ha ricordato che la proposta  è stata presentata ad Aliberti e che quindi Scafati potrebbe soffiare la sede al Castellammare di Stabia, dove il gruppo di proponenti aveva individuato nella reggia del Quisisanauna l’allocazione del dipartimento universitario.

Una proposta da esaminare bene e che ha già fatto storcere il naso in terra di Puglia e che, certamente, alimenterà il dibattito in città.

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