Scafati. Appalto sulla sorveglianza, i conti non tornano

Scritto da , 9 febbraio 2016

Di Adriano Falanga

Blitz della Guardia di Finanza e della Dia al comando dei Vigli Urbani di via Pietro Melchiade, tra il materiale raccolto sembra esserci anche quello inerente la sorveglianza notturna dei beni immobili di proprietà del comune. Un appalto scaduto nel 2011 e che va avanti di proroga in proroga, nonostante le mutate condizioni dell’originario capitolato d’appalto. Ad approntare il nuovo capitolato, per dare il via alla gara d’appalto, il dirigente e comandante della Polizia municipale[AF1]  Alfredo D’Ambruoso. Operazione avvenuta nello scorso novembre con una previsione di spesa di 300 mila euro per tre anni, importo comprensivo di iva, ed oneri vari. Il servizio è oggi coperto dall’istituto di vigilanza La Torre srl di Scafati in Ati con l’Europolis srl di Castel San Giorgio. Le due società di guardia privata si sono costituite in Ati nel luglio 2009 quando si aggiudicarono il servizio di vigilanza degli immobili comunali per due anni, dietro corrispettivo di 115.500 euro oltre iva. Nel vecchio progetto tecnico allegato all’offerta con la quale gli istituti La Torre e l’Europolis si aggiudicarono la gara venivano garantiti una serie di servizi di sorveglianza per dodici immobili comunali, e tutti dovevano essere coperti da sistema di allarme collegato alla centrale operativa. Nello specifico i seguenti immobili: Autoparco di via Budi, Palazzetto dello Sport, Palamangano, ex ufficio anagrafe, uffici ex Acse, centro sociale Mariconda, Villa Comunale e centro anziani, centro sociale Santa Maria delle Grazie, scuola ex asilo nido, scuola materna traversa Schettini, Palazzo Comunale, Ex Manifattura Tabacchi oggi sede di uffici comunali. La necessità di espletare nuovo bando nasce anche perché dal 2009 ad oggi molte cose sono cambiate. Non esiste più il Palazzetto dello Sport, demolito per fare spazio all’erigendo Polo Scolastico mentre il vecchio ufficio anagrafe oggi ospita la Geset spa. Non esiste più anche l’ex nido di via Oberdan. Qualcuno avrà pensato: magari queste strutture sono state “tacitamente” sostituite dall’acquisizione dell’ex Polverificio Borbonico, oppure dalla recente costruzione del centro sociale di San Pietro. Niente affatto, è vero che nelle determine di pagamento l’ufficio di Polizia Municipale preposto fa riferimento alla convenzione scaduta, ma paga importi aggiuntivi rispetto agli 80mila euro stabiliti. Insomma, meno strutture, più costi. Da qui la necessità di indire nuovo capitolato d’appalto e nuova gara.

4-villa comunalerNon solo sorveglianza immobili, ma anche il verde pubblico è tra gli appalti scaduti e ancora in attesa di bando. Scaduto l’11 aprile 2014, a vincerlo due anni prima un’azienda di Melito di Napoli “La Botanica sas” per un importo di circa 50 mila euro annui. Da allora sono state concesse proroghe alla stessa azienda. Un affare da oltre 450 mila euro, così come da previsione di spesa del nuovo capitolato d’appalto approntato dall’ex responsabile del settore Ambiente ingegnere Nicola Fienga, oggi sostituito dall’ing. Michele Russo. Il verde pubblico a Scafati è diviso in due, un settore riservato alle essenze erboree dislocate sul territorio, un altro settore per la sola Villa Comunale, Palazzo Mayer (sede del Comune) e piazza Garibaldi. Sarà di appena tre mesi la gara d’appalto per gli oltre 1500 arbusti ed alberi situati in città, importo complessivo stimato per questi tre mesi è di 91.073 euro. Appalto annuale invece per i giardini della Villa, del palazzo comunale e di piazza Garibaldi. Importo complessivo stimato in 93.330 euro, e comprende, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria, anche la gestione degli impianti di irrigazione e la regolare manutenzione del parco giochi bambini e delle panchine. La Villa comunale è finita al centro delle polemiche per il grave stato di manutenzione in cui versa, sembra addirittura in pericolo di vita la famosa palma del genere Jubaea spectabilis, che per dimensioni è la più grande in Europa. Una pianta su cui sono conservati ancora i fori dei colpi di fucile dei tedeschi, che durante la seconda guerra mondiale volevano portarsela via.

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