Scafati. Aliberti: “vogliono eliminarmi”. Coppola: “ingerenza nel mio lavoro”. Dalla minoranza: “dimissioni o sfiducia, se vuole il voto”

Scritto da , 31 ottobre 2015
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Di Adriano Falanga

C’è tensione a Palazzo Mayer, o meglio, lo scontro politico tra le forze politiche rischia di assumere le sembianze di una resa dei conti. Non sembra esserci volontà, da una parte e dell’altra, di moderare i toni riportandoli in un normale contesto politico sociale. Fissare la data del consiglio comunale al 17 novembre ha fatto scatenare il fuoco amico su Pasquale Coppola, accusato dal primo cittadino di essere un irresponsabile, non perché così rischia di saltare la decadenza, bensì per l’urgenza che l’amministrazione comunale ha sull’approvazione della convenzione con la ex Agroinvest. Ma la decadenza non è affatto sottovalutata, almeno per Pasquale Aliberti, che sul social network sbotta: “La convocazione del consiglio comunale fatta dall’opposizione per il 17 novembre è la dimostrazione che il loro unico obbiettivo è eliminarmi, mandarmi a casa, senza avere più neppure la possibilità di essere giudicato dal popolo. Dopo la violenza delle denunce arriva quella istituzionale”. Chiaro che Aliberti non considera altre ipotesi per poter tornare al voto, che non sia la sua decadenza per incompatibilità. Coppola replica: “tutta questa improvvisa agitazione del primo cittadino tradisce chiaramente un altro interesse. A me non interessa la decadenza, Aliberti è libero di fare come meglio crede – spiega il presidente del consiglio comunale – comincio però a temere questa pesante ingerenza nei lavori della presidenza del consiglio”.

“L’opposizione non ha paura del voto, desidera una partita con carte regolari e non truccate – la replica di Mario Santocchio – chi vuole il voto, la strada è quella della sfiducia o delle dimissioni contestuali dei consiglieri di maggioranza (almeno 13). Ma i furbi questa strada non la vogliono perché’ arriva il commissario e quindi loro non potrebbero continuare a comandare”. Dal Pd è Marco Cucurachi a commentare: “La convocazione del Consiglio Comunale è fatta dal Presidente del Consiglio nel rispetto della legge, dello Statuto e dei regolamenti. Le illazioni del Sindaco evidenziano nervosismo, mancanza di lucidità, vittimismo e se ci aggiungiamo sete e l’arroganza di potere, doti che non gli sono mai mancate, si capisce che siamo al capolinea. La decadenza è un trucco, un inganno, un imbroglio, una vigliaccata alla Città ed un’offesa all’intelligenza degli scafatesi”. Michele Grimaldi pone invece due domande: “perché la convocazione del Consiglio comunale in data 17 Novembre costituirebbe una “violenza istituzionale”? Perché la data di convocazione di un Consiglio comunale servirebbe ad “eliminare il Sindaco?”.

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