Scafati. Aliberti verso le dimissioni dopo che è stata messa la parola fine alla decadenza. Maggioranza in crisi

Scritto da , 29 dicembre 2015

Di Adriano Falanga

Messa la parola fine al procedimento per la decadenza di Pasquale Aliberti. La maggioranza ne esce spaccata, e tra le dimissioni del responsabile Avvocatura Francesco Romano e l’assenza di Immacolata Di Saia, questa mattina alle ore 11 il primo cittadino potrebbe annunciare le sue dimissioni, nel corso di una conferenza stampa convocata stanotte. Le dimissioni potrebbero essere una sorta di “autosospensione” in attesa della pronuncia del Tar sul deliberato del consiglio comunale del 27 novembre (12 gennaio). Questa decisione è fondamentale, perchè può rilanciare l’amministrazione e riaprire la decadenza, oppure affossare del tutto l’intero iter che la maggioranza, con i dirigenti comunali, ha portato avanti pur di ritornare al voto e permettere ad Aliberti il suo terzo mandato consecutivo.

Il Natale non porta serenità al consiglio comunale, oramai più simile ad una sala parto che ad un’aula istituzionale. I deliberati sono sempre travagliati, più che votati. Assente per motivi familiari la segretaria comunale Immacolata Di Saia, sostituita dalla dottoressa Paola Pucci, segretaria presso il comune di San Marzano sul Sarno. Al primo punto della discussione l’approvazione dei verbali precedenti. La discussione si anima subito, tanto da richiedere una necessaria sospensione. Pomo della discordia l’approvazione delle sedute consiliari precedenti, dovrebbe essere una formalità ma non è così. La dirigente Laura Aiello ha inserito nella proposta di deliberazione anche l’approvazione della seduta contestata del 27 novembre, contrariamente all’ordine del giorno, pubblicato sull’albo comunale come avente oggetto le sole sedute dell’ 1 e del 9 dicembre. Fino a poche ore prima della seduta il presidente Pasquale Coppola aveva anche sollecitato la dottoressa Aiello, tramite nota ufficiale, a cambiare la proposta di deliberazione. Nulla da fare, da qui lo scontro, con Mario Santocchio che grida alla “regia occulta”. Prima della querelle, l’Indipendente Pasquale Vitiello aveva chiesto il rinvio dell’ordine del giorno. Si registra la prima impasse, i NoVoto di maggioranza (Stefano Cirillo, Alfonso Carotenuto, Roberto Barchiesi e Stefano Cirillo) votano a favore assieme alla minoranza. Contrariamente, dalla minoranza Michele Raviotta vota con la maggioranza. Finisce 11-11. Si torna al voto e qui Pasquale De Quattro si rende conto di aver “sbagliato a votare”, e salva i colleghi alibertiani.

Il sindaco Pasquale Aliberti propone di votare singolarmente ogni verbale, ma è Coppola a insistere e a non volere il giorno 27 neanche citato. Su questa seduta infatti si attende la pronuncia del TAR il 12 gennaio prossimo. La maggioranza lascia l’aula, passano, con i voti della sola minoranza, i soli verbali relativi alle sedute consiliari del 1 e 9 dicembre. Nocciolo dello scontro è sempre lo stesso, la minoranza teme una indiretta volontà dei colleghi  di voler legittimare in ogni modo la seduta contestata, opzione che se fosse verificata, potrebbe riportare il primo cittadino dritto alla decadenza. Stessa impasse sull’ultimo punto, sulla dichiarazione di non decadenza di Aliberti. Secondo Mario Santocchio (fdi) la proposta di deliberazione preparata dal dimissionario avvocato Romano richiamerebbe la delibera del 27 e in tal caso la rinuncia del contenzioso sarebbe arrivata fuori termini. “In questo modo qualsiasi cittadino può impugnare tutto e chiedere la decadenza del sindaco. Per questo motivo chiedo che sia citata espressamente la delibera del giorno 9” da qui la richiesta di rinvio. Tramite una nota Romano assicura che la procedura è comunque regolare. Provocazione di Grimaldi, che annuncia di voler regalare al sindaco copia della Costituzione Italiana. Si passa alla votazione, e dopo esposti, ricorsi, denunce, pareri, protocolli e assenza dei quattro consiglieri NoVoto, viene messa la parola fine alla decadenza di Pasquale Aliberti. TAR permettendo, ovviamente.

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