Scafati. Aliberti scrive a De Luca: “Risposte su Ospedale, Pip e Sarno”

Scritto da , 9 ottobre 2015

Di Adriano Falanga

Il manifesto del Partito Democratico contro il primo cittadino Pasquale Aliberti non avrà ottenuto le dimissioni come richiesto, ma almeno ha smosso l’esecutivo. Aliberti decide così di scrivere al Governatore Enzo De Luca cercando di fare un punto sulle questioni di competenza (anche) regionale, rompendo così quel muro di lassismo e di attesa che crea dubbi e polemiche. “Tenuto conto dei livelli di competenza delle questioni in oggetto ritengo opportuno e urgente chiedere un incontro istituzionale al Presidente della Regione, che riconosco quale interlocutore essenziale. I temi sono sostanzialmente tre – scrive il primo cittadino nella missiva – la questione del nostro ospedale, ormai chiuso da diversi anni dopo il commissariamento della sanità operato dai governi passati; il Piano degli Insediamenti Produttivi per il quale avevamo avviato un percorso  con la Regione per l’ottenimento di un finanziamento a copertura dei costi di gestione relativi alle opere di urbanizzazione; il risanamento del fiume Sarno, rispetto al quale si dà atto che i lavori per la rete fognaria sono cominciati e stanno regolarmente proseguendo, ma per completarsi c’è bisogno di far partire il progetto “Grande Sarno”, rispetto al quale, nei recenti incontri con l’assessore Bonavitacola, era parso di intravedere una possibilità di rivederlo”. La città ha bisogno di risposte, più che di scontri a suon di comunicati stampa tra le diverse forze politiche. “Si tratta di temi di fondamentale importanza per il mio territorio, per i quali sono certo di poter trovare un dialogo costruttivo con un Presidente che è stato anche amministratore di una città e che quindi sa bene che alcune vicende non dipendono solo dal livello di competenza di un sindaco – continua Aliberti all’indirizzo di De Luca – Le sollecito pertanto questo incontro, al fine di sviscerare insieme le questioni e affrontare vicende che sono nel cuore di ognuno di noi e non devono e non possono diventare oggetto di strumentalizzazione per nessuno”.

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