Scafati. Aliberti: “non sono il medico della Helios”…ma dell’Igiene Urbana

Scritto da , 22 ottobre 2016
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Di Adriano Falanga

Come nelle migliori serie televisive, la vicenda Helios riserva il colpo di scena, Aliberti svela: “non sono il medico dell’azienda”. Stanco di essere continuamente chiamato in causa sul suo presunto rapporto di lavoro con l’azienda, finita sotto sequestro per le esalazioni che emana la spazzatura da lei lavorata. Non ci sarebbe conflitto di interessi, secondo il primo cittadino, così come lui stesso spiega sulla sua pagina Facebook. “Fino ad oggi, sulla vicenda Helios ho preferito tacere, lasciando che tutti parlassero sui giornali e in consiglio comunale; lasciando che mi tacciassero di incompatibilità, per I miei presunti rapporti lavorativi con l’azienda, lasciando libera una ‘certa stampa’ di trasformare chiacchiere da marciapiede in verità assoluta – scrive Aliberti – Oggi, però, si è andati oltre. Dopo il mio ruolo di sindaco si tenta di minare anche la mia credibilità di professionista. Non è più tollerabile. È arrivato il momento di svelarvi la verità: non sono mai stato il medico della Helios! Non conosco neanche il professionista che svolge tale incarico presso lo stabilimento! Non l’ho mai confessato, perché volevo che I miei detrattori si scatenassero, mostrando una volta e per sempre l’odio nei miei confronti e per farvi capire, con un esempio lampante, il modus operandi di un certo giornalismo e una certa politica”. Insomma, il sindaco si sarebbe accomodato alla “finestra”, per poter dimostrare le teorie complottiste nei suoi riguardi, da parte delle forze di opposizione. “Se anche fossi stato io il medico della Helios nulla sarebbe cambiato. Prima di essere il sindaco di questa città, sono con orgoglio un professionista – prosegue ancora Aliberti – Non ho mai sovrapposto i due ruoli, utilizzando la politica per lavorare presso le aziende del territorio. Sarei, oggi, il più grande dei medici. Questo vale per la Helios come per tutte le aziende nominate nelle varie inchieste giudiziarie”. Poi parte lo sfogo: “In questi mesi ho sofferto in silenzio, senza mai svelare nulla. Volevo portare allo scoperto chi, utilizzando notizie da bar, mai riscontrate, ha costruito castelli per infangare me e la mia famiglia, che adesso, devo assolutamente difendere. È infatti arrivato il momento di denunciare all’Autorità competente chi, in modo falso, squallido e menzognero, ha distrutto, deliberatamente e volutamente, la mia immagine”.

IGIENE URBANA, NON HELIOS

1-2-aliberti“Si, l’ho già detto anche agli inquirenti, ho rapporti professionali con l’Igiene Urbana fin dal 2005”. A pronunciare queste parole è Pasquale Aliberti, durante il suo consueto spazio televisivo del Giovedi, in una puntata di Agosto scorso. Al giornalista di Lira Tv che lo intervistava, Aliberti spiegò: “Un sindaco dovrà vivere le pare? Abbiamo una società che svolge visite mediche del lavoro da anni e fin dal 2005, ben tre anni prima che fossi eletto sindaco nel 2008, tra i nostri clienti vi è l’Igiene Urbana, che lavora con il Comune di Scafati o la sua partecipata Acse ancor prima della mia amministrazione e attualmente si occupa dello spazzamento. Un servizio avuto tramite gara ad evidenza pubblica Prima che facessi il sindaco avevo rapporti professionali con tre aziende dell’area industriale, da quando sono stato eletto i rapporti sono sempre quelli. Dovevamo preoccuparci se avessi incrementato il parco clienti, cosa che non ho mai fatto. Non ho mai chiesto a nessuno, da sindaco, di rivolgersi alla nostra società per le visite mediche”. Aspetti importanti, che Aliberti ammette di aver già chiarito all’antimafia, che lo accusa, assieme al fratello Nello e alla moglie consigliere regionale Monica Paolino (tutti sono stati certamente soci alla 626 Service, poi chiusa nel 2012) di aver creato un sistema finalizzato al voto di scambio politico mafioso, anche attraverso il sistema delle visite del lavoro con aziende poi beneficiarie di appalti pubblici con l’Ente amministrato. Per capire i motivi che hanno generato il binomio Aliberti-Helios, bisogna fare un passo indietro nel tempo. Era il 21 ottobre 2011 quando l’Igiene Urbana fu autorizzata dalla Regione Campania, previo silenzio assenso del Comune di Scafati, all’esercizio dell’impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti pericolosi e non, ubicato in un opificio che prima ospitava un’industria conserviera, in piena area Pip. E questo, nonostante i piani attuativi degli insediamenti industriali prevedessero il divieto per lo svolgimento di attività insalubri. Il 31 luglio del 2013 l’autorizzazione è stata volturata alla Helios srl, di fatto collegata all’Igiene Urbana da un’unica proprietà, questo almeno fino a pochi mesi fa. Nel febbraio scorso infatti, a seguito dell’iniziativa giudiziaria della Procura Di Velletri che portò agli arresti domiciliari i soci dell’Igiene Urbana ed Helios per presunte frodi sui rifiuti, la società diffuse un comunicato stampa in cui si leggeva: “La società Helios Srl ha appreso dell’iniziativa giudiziaria avviata dalla Procura di Velletri che ha coinvolto i soci della società L’Igiene Urbana Srl, persone serie e stimate” specificando però la loro estraneità all’inchiesta. Una sola proprietà, per due gestioni separate, l’una per la raccolta e l’altra per stoccaggio e lavorazione dei rifiuti.

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