Scafati. Aliberti isolato, cronistoria di un declino politico

Scritto da , 9 settembre 2016
1-PASQUALE-ALIBERTI

Di Adriano Falanga

A Scafati le forze di minoranza, ma anche i suoi stessi dissidenti, hanno capito che il percorso dell’attuale amministrazione targata Aliberti è oramai compromesso. L’importante è prendere le distanze, ma senza arrivare alla sfiducia, nonostante i numeri ci siano tutti. Una scelta che ha del “pilatesco”, e che sembra essere seguita anche da quelle forze imprenditoriali che da sempre, a Scafati, navigano ai margini della politica “fatta”, fluttuando tra le diverse correnti e approdando sempre sui lidi promettenti. Facile oggi voler puntare l’indice contro il solo Pasquale Aliberti, perché se è vero che lo stesso ha ampiamente dominato la scena politico non solo scafatese, ma di tutta la provincia salernitana, è anche vero che a crollare oggi è un intero sistema che lo ha supportato e sostenuto. Sono restati a fianco del primo cittadino un pugno di consiglieri comunali, “partoriti” proprio da Pasquale Aliberti. Questo però non restituisce una “verginità” politica a coloro che negli anni pure hanno navigato nelle stesse acque, salvo poi salire sulla scialuppa di salvataggio ai primi segnali di tempesta. La vicenda giudiziaria di Pasquale Aliberti in fondo non coinvolge di certo solo l’uomo politico, ma l’intero circuito che con esso ha governato in tutta la provincia, perché è stato proprio grazie alla forza elettorale del primo cittadino che Forza Italia è riuscita a contenere (in parte) il confronto con Enzo De Luca, che da Salerno ha sempre scalpitato. L’apice alibertiana si è avuta con la riconferma della moglie Monica Paolino in Regione Campania, nonostante la sconfitta di Stefano Caldoro. Anzi, questa è stata addebitata in gran parte proprio ad Aliberti, accusato dal suo stesso partito di aver lavorato per la sola rielezione della moglie, contribuendo al fallimento della lista in provincia di Salerno. La Paolino infatti è oggi l’unica rappresentante salernitana di Forza Italia. Un partito che ha fatto il vuoto attorno alla coppia, a partire dall’ex alleata di ferro Mara Carfagna, che lasciò la nave affondare a poche settimane dalle elezioni regionali del 2015. Basti pensare che in un anno intero di indagini dell’antimafia, e nonostante l’incessante richiamo mediatico della vicenda, i vertici provinciali avranno espresso solidarietà pubblica si e no un paio di volte.

2-Monica_Paolino_e_AlibertiRiconfermata la moglie in Regione, Aliberti ha avuto l’idea di riprovare ancora a fare il sindaco, raggirando la legge sul vincolo del terzo mandato tramite decadenza prima della metà del secondo. E ci sarebbe riuscito, se non avesse trovato davanti il fronte comune tra le forze di minoranza ma anche di una nutrita fetta di suoi stessi alleati. Sfumata la ricandidatura, è iniziato il declino politico. In Regione governa De Luca, addio ai nuovi fondi del Più Europa, che avrebbero rifinanziato il Polo Scolastico. Dopo mesi Aliberti attende ancora di firmare in Regione il nuovo accordo di programma che avrebbe portato circa 11 milioni di euro per completare il “sospeso”. Sempre con De Luca si è avuto l’addio al famoso finanziamento di oltre 24 milioni di euro che avrebbe garantito l’avvio dei lavori al Pip di Scafati. E’ infatti scomparsa Agroinvest. Il nuovo corso regionale ha spacchettato anche il Piano di Zona, forse il vero “gingillo” nelle mani di Aliberti, in quanto il Comune di Scafati ne è stato capofila. Il blocco dei servizi sociali conseguenti al ritardo per la costituzione del nuovo ambito territoriale del resto è un altro segno palese del cambiamento di rotta politico. Aliberti non riesce più ad imporsi, restando isolato sul panorama extra scafatese. Per la costituzione del nuovo ambito occorre ancora il voto consiliare del comune di Angri e di Sant’Egidio Del Monte Albino. Senza, i comuni per garantire i servizi sociali dovranno far fronte alle proprie risorse. E le casse scafatesi non godono certo di buona salute. A frenare i comuni ritardatari le notizie provenienti da Scafati, che dovrebbe essere di nuovo capofila. Il dubbio è lecito: e se il comune fosse commissariato? Infine, il cambio degli equilibri politici del “socio” Capaccio ha messo Scafati in minoranza nel Consorzio delle Farmacie. A pagarne le spese Pasquale De Quattro. L’ex consigliere di maggioranza avrebbe dovuto sedere nel cda del Consorzio, come da promessa di Aliberti. Si è dimesso a luglio. Ma il cda non ha ancora deliberato.

 

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