Scafati. Aliberti denuncia: “segretaria strattonata da Coppola”. La replica: “se fosse vero, mi quereli”

Scritto da , 3 dicembre 2015

Di Adriano Falanga

Il giorno dopo il consiglio comunale della discordia, gli animi restano tesi e l’assessore Diego Chirico presenta le proprie dimissioni, mentre Aliberti denuncia uno “strattonamento” di Coppola nei riguardi della segretaria comunale, Immacolata Di Saia. “Non è pensabile che pur avendo ancora una maggioranza, in Consiglio Comunale non si riesca ad approvare provvedimenti perché ostacolati da un atteggiamento aggressivo e minaccioso del Presidente del Consiglio supportato anche da personaggi che non siedono tra i banchi dell’Assise e che hanno come unico scopo distruggere questo sindacato. Sento in questo clima di non avere la forza di sempre per continuare a governare – poi riporta l’accaduto – E’ di esempio l’accadimento di questa mattina, di un Presidente del Consiglio che nella segreteria strattonava la Segretaria Comunale facendola cadere addosso ad un dipendente che l’ha difesa dicendo ‘lascia stare la Dottoressa non sta facendo nulla’”. Dice di aver paura Aliberti, non solo per la sua persona, ma anche per i suoi cari: “le stesse che in questi anni hanno dovuto subire sulla loro pelle la violenza di chi ha provato a distruggerci con l’arma della denuncia e della calunnia facendo vivere momenti tristi ad intere famiglie. La Politica è altro: confronto, idee, capacità di mettere in campo un progetto alternativo, di presentarlo e farsi eleggere per quello che si vuole o si è capaci di fare. Per questi motivi in queste ore, è giusto che io faccia le dovute valutazioni solo ed esclusivamente nell’interesse della Città e delle persone a cui voglio bene”.

2-diego chiricoPer lui un “cartellino rosso” ed espulsione dall’aula da parte del presidente Coppola, martedì sera. Diego Chirico, assessore a Sport, Contenzioso e Bilancio rimette le sue deleghe. “Con questo clima di aggressione a cui siamo quotidianamente sottoposti, per la prima volta nella mia vita, temo per l’incolumità mia e dei miei cari – scrive nella lettera indirizzata al primo cittadino il dimissionario Chirico – Non è possibile continuare a svolgere il proprio fondamentale ruolo di amministratore pubblico quando si assiste alla dolosa inottemperanza di colui che dovrebbe soltanto garantire la correttezza dei lavori, non è più ammissibile e non più tollerabile continuare a guardare inerti un Presidente del Consiglio che vieti a chi ha legittimamente diritto di porre ai voti una proposta di rinvio così come formulata, non è più tollerabile veder convocati una serie di Consigli Comunali a più riprese, senza tener conto della economicità dei lavori e della richiesta d’urgenza pervenuta da chi legittimamente sovrintende ad un procedimento amministrativo – e ancora, prosegue Chirico – in questo caos, il sottoscritto nel rispetto del proprio ruolo all’interno dello Giunta Comunale, non sentendosi più garantito da questo clima intimidatorio, rimette nelle Sue mani le deleghe ricevute, ringraziandola per la fiducia riposta durante il mandato ricevuto”. Accuse anche dalla forzista Brigida Marra: “Uno dei ruoli centrali della politica a qualsiasi livello istituzionale, è il rispetto dell’ordine. È pertanto inconcepibile che consiglieri di opposizione e un consigliere che pur se continua a sedere nei banchi della maggioranza, è per fatti concludenti contro questa amministrazione, assumano un comportamento fatto di urla, interruzioni, attacchi”. Il riferimento è a Pasquale Vitiello, strenuo difensore delle ragioni di Coppola e tra i più “accesi” partecipanti della seduta, con Mario Santocchio e Michele Raviotta, che pure ha urlato all’indirizzo del presidente del consiglio”.

LA REPLICA DI PASQUALE COPPOLA 

“La segretaria oramai si presta al teatrino alibertiano. Nessuna violenza nei suoi confronti, se davvero fosse, la invito a sporgere querela”. Respinge le accuse Pasquale Coppola, che sostiene di essersi “solo avvicinato” alla dirigente di Palazzo Mayer nel mentre si discuteva del prossimo consiglio comunale. “La Di Saia ha accentuato ed estremizzato un semplice gesto – prosegue il presidente del consiglio comunale – Si cerca di aizzare i toni, piuttosto che stemperarli. Aliberti non ha capito che questo suo modo di dipingere gli eventi, parlando ripetutamente di violenza, sfiora davvero l’istigazione. Come del resto ha fatto con gli ausiliari del traffico, dicendo loro inesattezze tali da indurli a ritenermi responsabile della mancata proroga. Cosa non verificatasi grazie al cielo”.

Questo è solo l’ennesimo atto di un pietoso teatrino che oramai esula dalla politica ed è degenerato nello scontro personale tra le parti. Non è chiaro fin dove possa interessare alla città la messa in scena di questa querelle continua, che oramai assilla l’opinione pubblica ed è chiaramente culminata nell’esasperazione istituzionale. Occorre al più presto l’intervento del Prefetto, onde ristabilire il normale ordine politico e riportare la città ai suoi livelli ordinari di confronto democratico.

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