Scafati. Aliberti ci ripensa e propone: “subito l’adesione alla stazione unica appaltante”

Scritto da , 4 Gennaio 2016
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Aliberti cambia idea e propone l’immediata adesione del Comune di Scafati alla Stazione Unica Appaltante. “La dottoressa Sorrentino, funzionario delegato alle gare e ai contratti, fino ad oggi ha svolto un compito eccellente – così in una nota di Palazzo Mayer – Affidarsi alla Stazione Unica Appaltante sarà un ulteriore momento di garanzia per tutti al fine di abbattere il clima di sospetto che la nostra opposizione cerca da tempo di creare. Andiamo avanti in questo 2016 con nuove opere affidando alla So.Re.Sa quale centrale di committenza regionale, appalti pubblici e accordi quadro di lavori”. “Vedremo se alle parole seguiranno i fatti – così Mario Santocchio, Fdi – noi già due anni fa avevamo chiesto, invano, l’adesione”. L’adesione alla Stazione Unica Appaltante fu oggetto di una interpellanza presentata in consiglio comunale dal Partito Democratico nel settembre 2013, bocciata dalla maggioranza. “Non possiamo che esserne felici e apprezzare il totale cambio di rotta del Sindaco sulla questione. Una proposta che ha sempre avversato sia in Consiglio Comunale che nelle Commissioni Consiliari attraverso l’avv. Diego Chirico, all’epoca Presidente della Commissione Regolamento e che ora pare averlo convinto – così Margherita Rinaldi, segretaria del Pd – Peccato che ancora una volta il sindaco mistifichi la realtà. Oggi, infatti, Aliberti prova a convincerci che tale decisione sarebbe scaturita dal clima di sospetto che la sua opposizione violenta avrebbe ingenerato e dalla conseguente necessità di dare prova di trasparenza in materia di appalti. Certo avremmo apprezzato che questa esigenza di trasparenza fosse stata sentita fin da subito, come noi chiedevamo, e non dopo le inchieste della DDA che hanno inevitabilmente gettato un’ombra sulla gestione degli appalti qui a Scafati. Ciò che è ancor più grave però, e che Aliberti tace, è che la Stazione Unica Appaltante è diventata obbligatoria per legge da novembre 2015 – prosegue la dirigente democrat – Nessuna scelta politica di trasparenza quindi, ma semplicemente un atto divenuto obbligatorio per legge che Aliberti vuole rivendicare, mentendo spudoratamente”.

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