Scafati. Aliberti ammette: “Si, lavoro con l’Igiene Urbana”. Il dossier Helios

Scritto da , 9 agosto 2016

Di Adriano Falanga

“Si, l’ho già detto anche agli inquirenti, ho rapporti professionali con l’Igiene Urbana fin dal 2005”. Pasquale Aliberti chiarisce la sua posizione professionale con l’azienda che ha aperto il sito di stoccaggio in via Ferraris, cedendolo poi alla Helios spa, comunque legata ad unico gruppo in cui esiste anche la Am Tecnology. Durante lo spazio televisivo istituzionale finanziato dal piano della Comunicazione di Palazzo Mayer sull’emittente Lira Tv, il primo cittadino risponde al giornalista che gli rivolge una serie di domande prendendo spunto dalla cronaca politico istituzionale degli ultimi giorni. Tra queste la domanda posta dall’opposizione, inerente eventuali rapporti professionali che il primo cittadino, e la sua famiglia, avrebbe con la società finita al centro di aspre polemiche per la forte puzza di spazzatura che il sito di lavorazione sprigiona. “Un sindaco dovrà vivere le pare? Abbiamo una società che svolge visite mediche del lavoro da anni e fin dal 2005, ben tre anni prima che fossi eletto sindaco nel 2008, tra i nostri clienti vi è l’Igiene Urbana, che lavora con il Comune di Scafati o la sua partecipata Acse ancor prima della mia amministrazione e attualmente si occupa dello spazzamento. Un servizio avuto tramite gara ad evidenza pubblica” specifica Aliberti. “Prima che facessi il sindaco avevo rapporti professionali con tre aziende dell’area industriale, da quando sono stato eletto i rapporti sono sempre quelli. Dovevamo preoccuparci se avessi incrementato il parco clienti, cosa che non ho mai fatto. Non ho mai chiesto a nessuno, da sindaco, di rivolgersi alla nostra società per le visite mediche”. Aspetti importanti, che Aliberti ammette di aver già chiarito all’antimafia, che lo accusa, assieme al fratello Nello e alla moglie consigliere regionale Monica Paolino (tutti sono stati certamente soci alla 626 Service, poi chiusa nel 2012) di aver creato un sistema finalizzato al voto di scambio politico mafioso, anche attraverso il sistema delle visite del lavoro con aziende poi beneficiarie di appalti pubblici con l’Ente amministrato.

1-heliosSi difende il primo cittadino dalla accuse di essere particolarmente “morbido” con la Helios, che sta rendendo la vita impossibile ai residenti di Cappelle, Mariconda e del centro, grazie alla forte e persistente puzza di spazzatura. Al sindaco viene chiesto pugno di ferro, e soprattutto è accusato di aver agevolato nel rilascio delle autorizzazioni quel tipo di attività, in area pip, grazie ai rapporti professionali ad oggi in essere. “Questo tipo di attività rientra nelle autorizzazioni rilasciate dalla Regione Campania. Non dal Consiglio Regionale (dove siede la Paolino, ndr) ma dai suoi uffici. Il Comune siede nella conferenza dei Servizi per rispondere unicamente in materia urbanistica. Noi in questa sede abbiamo detto che la Helios insiste in area industriale, tutto il resto compete ad altri organi istituzionali”. Vero in parte, perché per il rilascio delle autorizzazioni la Regione è tenuta a sentire anche il Comune, e dal 2011 ad oggi, nonostante molteplice richieste di ampliamento attività, palazzo Mayer non ha mai presentato opposizione. “Sulla puzza ho scritto al Noe, alla Asl e a tutti gli altri enti preposti, per verificare l’attività della Helios”. Fratelli D’Italia, con Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello, hanno chiesto una commissione d’accesso sulla Helios, viene ricordato al sindaco, che ribatte: “Facciamo le cose che sono di competenza del Comune – poi tira in ballo Grimaldi, autore di diverse interrogazioni sul tema – lui che lavora in Regione può sollevare li la questione. Il Comune non ha competenza”. Il primo cittadino nega anche che le norme di attuazione del Pip definiscano quali tipo di attività si possono svolgere nell’area. Insomma, l’unica voce del Comune è solo inerente la materia urbanistica. E siccome l’opificio ricade in area industriale, per l’ente locale non ci sono stati problemi. La struttura fu rilevata dall’Igiene Urbana dal vecchio proprietario, guarda caso familiare dell’ex presidente Acse Eduardo D’Angolo, dedito all’industria conserviera. Dai pomodori alla spazzatura.

“CONFLITTO D’INTERESSE? E L’OPPOSIZIONE?”

“Facciamo visite del lavoro ad operai che lavorano in aziende private, non certo per il Comune” chiarisce Aliberti, che cita altre situazioni a suo dire simili, relativamente ad esponenti della minoranza. “Piuttosto trovo incompatibile che un medico legale, consigliere comunale, faccia una richiesta di risarcimento danni di 50 mila euro al Comune, per un cliente che è caduto in unbuca”. Molto probabilmente, il medico legale è Cristoforo Salvati, capogruppo di Fdi. “Oppure – aggiunge il primo cittadino – quell’avvocato Pd che fa causa per una società contro Agroinvest e il Comune di Scafati, perché il Pip non è partito, oppure ancora, un altro consigliere comunale che prima accusa sui palchi l’Acse sulla vicenda Overline e poi difende una delle persone coinvolte (tutti prosciolti, ndr) chiedendo una parcella di 50 mila euro”. E’ il caso di Marco Cucurachi, che ha difeso l’ing. Antonio Sicignano, assieme al collega Paride Annunziata. Un importo poi decurtato di circa 16 mila euro a seguito di accordo con l’Acse.

GRIMALDI REPLICA: Aliberti mente.

2-michele-grimaldi“Sulla “Helios” le domande che Aliberti pone sono le stesse che noi abbiamo posto con le nostre interrogazioni. Ma anche qui, il Sindaco fa finta di essere un passante, un flaneur che passeggia per le strade della città: ma dimentica che in qualità di primo cittadino e di principale e prima autorità sanitaria locale, come sancito dal TUEL, potrebbe emanare provvedimenti urgenti per tutelare la salute ed il decoro della nostra città. Perché non lo fa?”. Insiste Michele Grimaldi, consigliere del Pd. Secondo l’esponente di centrosinistra Aliberti ha pieno potere (come del resto è già capitato con la ex Papiro Sud) di prendere provvedimenti, anche concreti, per frenare il profondo disagio, abbinato a seri rischi per la salute pubblica, che le attività della Helios comportano. “E soprattutto, perché continua a mentire, soprattutto rispetto a quello previsto dal PIP? Infatti le norme di attuazione del PIP all’articolo 5 stabiliscono che “Nel presente PIP dovranno essere localizzati tutti gli impianti e le attività […] purchè non nocive e pericolose ai sensi della classificazione contenuta nelle leggi vigenti: […]. E’ facoltà dell’amministrazione comunale di escludere dalla zona industriale quelle attività che per le loro speciali caratteristiche costituiscono un problema per la salute pubblica”. Di cosa ciancia quindi il Sindaco? Singolare coincidenza, d’altronde, che una società come le “Helios” che si occupa di rifiuti abbia rilevato il manufatto industriale nel quale oggi insiste, proprio dalla famiglia di quello che poi sarebbe divenuto il Presidente del CDA della società comunale chiamata a gestire i rifiuti, l’Acse appunto”. L’opificio infatti fu rilevato dall’Igiene Urbana dalla Clar srl, rappresentata da Carmine D’Angolo, che vi svolgeva attività di trasformazione ortofrutticola. Secondo l’ing. Michele Russo però, dirigente a capo dell’area Pip, l’articolo 5 sopra citato in realtà non prevede espressi divieti di insediabilità di specifiche attività. “Viene stabilito – scrive Russo in risposta all’interrogazione di Grimaldi – il rispetto di una condizione di carattere generale ambientale circa la non nocività, in non inquinamento, e la mancanza di pericoli per la salute pubblica”. Secondo il parere del dirigente di palazzo Mayer le valutazioni ambientali preventive fatte in fase di rilascio autorizzazione alla Igiene Urbana, non avrebbero quindi evidenziato tali condizioni di nocività, inquinamento, e pericolosità che le norme di attuazione del Pip ne impedirebbero l’esistenza.

I VIGILI URBANI: RILEVATE IRREGOLARITA’

Vigili urbani

Non sempre la Helios è uscita immune dai controlli effettuati dalla Polizia Municipale, anzi. Secondo una relazione del responsabile Ambiente Vittorio Minneci e del comandante dei caschi bianchi Alfredo D’Ambruoso, più volte ci sono stati controlli presso l ‘opificio. In seguito a controlli fatti dal 18 al 26 giugno 2014, su espressa richiesta dei residenti di via Ferraris, la Polizia Municipale ha accertato la presenza di esalazioni moleste, relazionando all’ufficio Ambiente, che ha provveduto a diffidare l’impresa. Un nuovo sopralluogo è stato fatto dai vigili, congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato e a tecnici dell’Arpac, il 9 novembre 2015. In tale sede pure sono state riscontrate diverse anomalie. L’ufficio Ambiente emetteva quindi delle prescrizioni, mentre il Corpo Forestale emetteva notizia di reato alla Procura di Nocera Inferiore. Il 13 aprile di quest’anno gli stessi uffici ritornavano alla Helios per accertare il rispetto di quanto prescritto, riscontrando solo una parziale ottemperanza. La società in data 7 giugno ha comunicato l’ottemperanza di tutte le prescrizioni, ma dell’esito delle verifiche ad oggi ancora non si è a conoscenza, da qui la sollecitazione alla Regione Campania di relazionare al più presto sull’esito delle opportune verifiche, ancora non pervenute. Ciononostante, il 20 luglio la Polizia Municipale ha varcato ancora una volta i cancelli della Helios, emettendo un nuovo verbale a suo carico avendo riscontrato la mancata chiusura della porta a tenuta stagna durante la movimentazione dell’organico causando l’emissione di esalazioni maleodoranti, causa principale delle proteste dei residenti. Il dato che emerge è uno: la Helios produce puzza. Adesso bisognerà capire se questa è nociva o meno per la salute. Di fatto c’è che rende la vita impossibile. Vivere chiusi in casa non è da paese civile.

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