Scafati. Aliberti: «Non lascio Forza Italia»

Scritto da , 24 dicembre 2015

di Adriano Falanga

Scafati. “Nel ’94 ho aderito a Forza Italia e mai ho cambiato bandiera”. Smentisce le voci di un suo avvicinamento al movimento politico Ala del senatore Denis Verdini, l’ex coordinatore nazionale del Pdl e di Forza Italia oggi sostenitore del Governo guidato da Matteo Renzi. “A Roma sono stato per questioni relative al mio ruolo di componente dell’Ufficio di Presidenza ANCI e al Senato, come spesso accade, per un saluto ad alcuni amici senatori – spiega Aliberti – Sulla questione della Commissione d’Accesso in merito alla quale pare, da quanto riportato dai giornali, ci siano pressioni politiche del Pd, ribadisco che noi restiamo assolutamente sereni, che non temiamo un controllo degli atti amministrativi prodotti sempre con trasparenza e linearità”. Aliberti conferma però la cena con il enatore Pietro Auricchio: “mio vecchio amico”, ed ex sindaco di Terzigno poi decaduto (lui si). Auricchio pochi mesi fa ha lasciato il gruppo Forza Italia al Senato, passando in Ala con Denis Verdini. Aliberti ironizza: “E se avessi incontrato Renzi, oggi sarei forse in procinto di passare al Pd?”. Eppure fonti molto accreditate raccontano che il primo cittadino di Scafati abbia incontrato Verdini una prima volta la mattina, e poi, dopo un importante voto al Senato, di pomeriggio. L’ex sindaco di Terzigno avrebbe “interceduto” affinchè i due si incontrassero. Sembra che Aliberti abbia mostrato interesse verso l’area politica moderata del centrodestra oggi vicino a Renzi. Del resto, i rapporti con Forza Italia si sono pesantemente incrinati dopo il voto alle Regionali, quando Aliberti è stato accusato di aver contribuoto alla sconfitta di Stefano Caldoro, perché avrebbe influito sulla composizione della lista in provincia di Salerno facendo sì che venisse eletta (o meglio, riconfermata) la moglie Monica Paolino. Una scelta vincente per lui, perdente per il partito. Anche con Mara Carfagna i rapporti sono freddi e nell’attuale partita per le future elezioni del 2016, dove si vota in importanti Comuni tra cui Salerno, Aliberti è tenuto fuori dai vertici provinciali.
E non è neanche un segreto del resto, che se fosse riuscito a decadere si sarebbe ricandidato con una serie di liste elettorali a lui legate tutte espressione di forze civiche. A Verdini il primo cittadino avrebbe assicurato una spinta al movimento in provincia di Salerno. All’ex coordinatore nazionale del Pdl la prospettiva non spiacerebbe, Aliberti è pur sempre un sindaco di una importante città salernitana, la terza, per numero di abitanti. Ma a porre un freno ad eventuale passaggio è l’altra salernitana, la senatrice Eva Longo, che con il sindaco di Scafati non ha mai avuto un buon rapporto, fin da quando entrambi erano nei vertici provinciali di Forza Italia. La Longo avrebbe posto un veto netto sul nome di Aliberti, e non solo, non ha gradito lo “sconfinamento provinciale” del collega Auricchio. Resistenze anche dall’altro senatore campano di Ala, Pietro Langella. Originario della confinante cittadina di Boscoreale, Langella ha posto le sue rimostranze a Verdini, per un motivo molto semplice: è cugino del presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola, che Aliberti vuole a tutti costi sfiduciare cercando di affidare quella poltrona o a Teresa Formisano, o a Mimmo Casciello, entrambi disponibili a rilevare l’importante ruolo istituzionale. Soprattutto a Casciello, che potrebbe vedersi realizzare il sogno di fare un’importante esperienza politica restando consigliere comunale, ed evitando quindi il tento temuto scorrimento della lista in cui è stato eletto nel 2013: l’Udc. Ma i numeri non ci sono, Coppola, almeno per ora, è in una botte di ferro, protetto dalla minoranza consiliare.

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