Scafati. Adeguamento sismico scuole, serve un milione di euro. Gli istituti a rischio

Scritto da , 16 settembre 2016
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Di Adriano Falanga

Edilizia scolastica, vulnerabilità sismica e polemiche sui fondi Piu Europa. L’equazione non è risolta, dopo che il Pd ha chiesto di conoscere i particolari dello studio sulla vulnerabilità sismica (o meglio, la capacità di resistere a scosse di terremoti) delle scuole scafatesi. Cronache lo aveva però anticipato, sono cinque i plessi scolastici considerati altamente vulnerabili, nel dettaglio: le scuole medie Tommaso Anardi di via Melchiade, il plesso di via Genova, plesso Mariconda, plesso San Pietro e plesso di via Tenente Iorio. Il Comune si è ricordato delle difficoltà strutturali di queste strutture dopo le tristi vicende del terremoto che ha colpito il centro Italia, che di rimbalzo, ha aperto la questione a Scafati, considerata a rischio sismico medio. “Parteciperemo al bando regionale per fondi europei specifici” aveva rassicurato il primo cittadino Pasquale Aliberti, e così è stato. La Giunta ha infatti deliberato la partecipazione al bando per l’edilizia scolastica approvando cinque progetti e nominando Rup l’ingegnere Domenico Sicignano, dirigente dell’ente. Nel dettaglio, occorre oltre un milione di euro per l’adeguamento sismico dei cinque plessi scolastici. Euro 287 mila per via Genova; euro 150 mila per Mariconda, euro 252 mila per la Anardi, euro 252 mila per San Pietro in corso Trieste, euro 126 mila per via Tenente Iorio. “Dopo settimane di sollecitazioni da parte di organi di stampa, professionisti, docenti universitari e uomini impegnati in politica, finalmente qualcosa si muove e, dopo l’ennesimo dramma che ha colpito il centro Italia, si prova a correre ai ripari, soprattutto nell’adeguamento degli istituti scolastici – commenta Francesco Carotenuto per Scafati Arancione – Dopo aver perso l’occasione di utilizzare i fondi del PIU Europa, dei quali non è stato destinato neppure un centesimo a lavori di adeguamento sismico, ci auguriamo che il lavoro svolto questa volta sia esaustivo e completo, rispetto al tentativo finito in malo modo nel 2011, quando cioè, all’attuale amministrazioni non vennero concessi fondi regionali perché la valutazione della vulnerabilità sismica fu dichiarata non esaustiva”. Uno studio che ancora oggi, così come il Piano della Protezione Civile, non vengono resi pubblici.

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