Scafati. Addio Polo scolastico. Sarà ristrutturata la Anardi. Monta le delusione degli scafatesi

Scritto da , 21 Gennaio 2016
image_pdfimage_print

Di Adriano Falanga

L’addio al Polo Scolastico porta via anche la nuova scuola materna e le medie. Destinato ad essere demolito, l’Istituto Comprensivo Tommaso Anardi sarà invece ristrutturato, assieme alle medie della frazione Bagni. Un “dirottamento” di risorse. Almeno è quanto spiega Nicola Acanfora, che oltre al Commercio, detiene anche la delega alla Scuola. “Lo storico istituto Anardi a scanso di ulteriori novità verrà ristrutturato e riqualificato a breve, i fondi europei hanno scadenze precise e non possiamo rischiare di perderli, metteremo a disposizione degli alunni una scuola tutta nuova”. Bisognerà vedere come, l’istituto non sembra essere conforme alle norme sismiche. Quanto alla scuola materna: “abbiamo pensato di aumentare gli asili nido, mettendo a disposizione delle famiglie meno agiate asili pubblici – anticipa Acanfora – è un progetto ambizioso ma non semplice che sto seguendo, credo sia doveroso venire incontro alle esigenze delle giovani madri che lavorano”. Polo o non Polo, l’assessore alla Pubblica Istruzione cerca di sdrammatizzare: “Scafati può essere orgogliosa del numero e dello stato in cui versano le nostre scuole, nonostante le difficoltà e i tagli che subiamo dal Governo anno dopo anno siamo ancora in grado di offrire un’ottima offerta scolastica, grazie anche alla competenza e voglia di fare dei nostri dirigenti scolastici”. Il cambio di passo deciso dall’amministrazione sul progetto Polo Scolastico ha scosso la città. Un fulmine a ciel sereno, perché Pasquale Aliberti fino a pochi giorni fa aveva assicurato il completamento dell’opera. “Un altro sogno dimenticato, un altro lavoro incompiuto” così Mariarosaria sul social Facebook, a cui fa eco Maria: “hanno eliminato il palazzetto dello sport, i campi da tennis, la scuola materna, il parcheggio, per niente. Per dare spazio al degrado, all’abbandono. Sono senza parole”. Poi c’è anche chi cerca di minimizzare, come se fosse un brutto sogno: “non ci credo, spero tanto che non sia vero. I giornali esagerano sempre”.

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->