Scafati. Acse, Scafati Sviluppo, Helios “ma cosa sta succedendo?”

Scritto da , 5 maggio 2017

Di Adriano Falanga

<<Va bene, non va per nulla bene>>. Così un anziano pensionato, scuotendo la testa fuori l’ufficio postale di via Melchiade. <<La città è sporca, sembra che l’Acse sia andata in ferie>>. Ma l’aumento dei rifiuti per le strade scafatesi non è solo l’unico problema a cui ancora non è stata data risposta. Palazzo Mayer e gli uffici delle sue due partecipate, Acse e Scafati Sviluppo, sembrano essere chiusi su loro stessi e alla città non viene data contezza di niente. Restano solo i disservizi, quelli sì, sono evidenti. <<Abbiamo rispettato il lavoro della Commissione ministeriale e continueremo a farlo. Ma adesso, a distanza da un paio di mesi dal loro insediamento, credo che sia giusto un confronto con la città. Scafati ha bisogno di dialogare>>. Angelo Matrone, ex consigliere comunale in quota Fratelli d’Italia, chiede alla triade che guida il Comune di dare vita a un appuntamento pubblico con la cittadinanza. <<Sappiamo che lavorano per il ripristino della legalità, ma devono farci capire il quadro della situazione>> ha detto. <<Vogliamo comprendere, oltre il fallimento della “Scafati Sviluppo”, quante macerie nasconde Palazzo Mayer e la gestione degli ultimi anni. Basta stare nelle stanze del potere. Serve anche spiegare quello che sta succedendo, visto che all’esterno molte volte viene descritta una situazione che non è 5-matronequella reale>>. Matrone, dunque, chiede alla commissione di agire nella massima trasparenza, come già sta accadendo, senza trascurare l’aspetto legato alla comunicazione con gli scafatesi. <<Meritano di capire cosa sia cambiato davvero e cosa muterà nei prossimi mesi. Sappiamo che la loro presenza è frutto di un percorso difficile. Sappiamo che Scafati naviga in acque non buone, ma loro stanno cercando di fare il massimo. La democrazia si nutre del dialogo. Senza dialogo a Scafati ci sarà sempre una distanza tra i cittadini e chi governa la cosa pubblica>>. Nel corso dell’unico incontro avuto con la stampa un mese fa, i commissari Gerardina Basilicata, Maria De Angelis e Augusto Polito avevano fatto capire che l’intenzione era di lavorare nel silenzio, perché <<alle polemiche preferiamo i fatti>>. Ma chiudersi a riccio non è proprio l’ideale. Certo è che il confronto pubblico alla triade non serve, loro non hanno bisogno di consenso elettorale e i giudizi vengono dati sul lungo periodo, però vi sono problematiche correnti che non solo meritano, ma necessitano di risposte.

ACSE. TUTTO A ROTOLI

1-sede-AcseSembra vigere l’anarchia alla partecipata scafatese che gestisce la raccolta rifiuti, servizi cimiteriali e sosta a pagamento. La raccolta quotidiana funziona a singhiozzo, e male. In città è un continuo susseguirsi di cumuli di rifiuti, e questo accade sia al centro che in periferia, sia nelle piazze che fuori le scuole. Ma cosa succede? Dalla sede di via Diaz è un muro di silenzio, nessun riscontro ufficiale. Restano i corridoi, e questi raccontano di un braccio di ferro tra le forze sindacali e il nuovo cda guidato da Daniele Meriani. Le due componenti ancora non si sarebbero incontrate. E così, tra rifiuti lasciati a terra, mezzi fermi in deposito, assenza e malattie, la città vive pesantemente questo clima di “anarchia”. L’assenza di un direttore generale, fino allo scorso anno presente nell’ingegnere Salvatore De Vivo, oggi in pensione, complica la situazione. E in tutto questo sembra “gongolare” Mimmo Casciello, ex vicepresidente (rimosso dalla triade) meglio noto come “sceriffo del sacchetto selvaggio”. <<La monnezza la pagavamo e continuiamo a pagarla. È cambiato solo il servizio: prima la città era pulita, oggi sembra da terzo mondo – spiega l’alibertiano – È un problema di organizzazione, di passione di senso dell’appartenenza: anche in questo si vede la legalità. Davanti al grido di allarme, alle foto postate e alle implorazioni di cittadini disperati vedo solo menefreghismo e strafottenza>>. Il 2 maggio è stata presentata alla Tenenza dei Carabinieri di Scafati una denuncia per il furto di carburante avvenuto ai danni dei mezzi in uso alla società. Le attrezzature, tra camion e furgoni, sono stazionati in via Casciello. Decine di mezzi e nessuna sorveglianza.

SCAFATI SVILUPPO, NON PERVENUTA

ex copmes_LenteUna società fallita, milioni di euro di debito, un progetto di riqualificazione industriale tramontato, soldi pubblici anticipati dal Comune nella qualità di unico socio, poi il silenzio. E’ la triste fotografia della stu scafatese, fallita per insolvenza rispetto agli stessi consulenti (una trentina almeno) nominati negli anni, e incapace di restituire le caparre a diversi promissari acquirenti, delusi dai continui ridimensionamenti del progetto Ex Copmes. La sentenza emessa dal tribunale fallimentare sembra essere secretata, da qui l’impossibilità di capire quali siano le responsabilità gestionali, oltre che politiche e istituzionali. Non è nota ad oggi l’esatta entità del fallimento, e soprattutto, Palazzo Mayer nella qualità di socio unico non ha chiarito la sua posizione. Impugnerà il fallimento o presenterà un piano di ristrutturazione? E come si pensa di saldare i debiti contratti? O ancora, del progetto origianrio di riqualificazione dell’area Ex Copmes in via Catalano, cosa resta?

HELIOS, NUOVO ESPOSTO DEI RESIDENTI

1-heliosSono una ventina le firme al nuovo esposto presentato mercoledì mattina presso la locale Tenenza dei Carabinieri dai residenti di via Ferraris, contro il sito di stoccaggio della Helios. Problema vecchio, disagi vecchi, soluzioni nessuna. Oltre alla puzza e ai disagi veicolari, questa volta i residenti hanno lamentato l’inquinamento acustico provocato dai macchinari messi in funzione in orari e giorni che dovrebbero essere di riposo per la gran parte delle persone. E’ proprio l’insistenza dell’opificio in area abitata (nonostante le norme di attuazione del Pip siano chiare in proposito) che regge le proteste di chi avversa la presenza del sito di stoccaggio a Cappelle. <<La Helios srl puntualmente alle 6 di ogni mattino (spesso festivi compresi) mette in moto un impianto di lavorazione che emette un forte rumore cupo per tutta la durata della giornata lavorativa. Se a questo si aggiunge anche il forte cigolio proveniente dal carrello elevatore, anch’esso in funzione dalle 6 alle 18, la situazione diventa inevitabilmente insostenibile>> si legge nell’esposto. Con lo scioglimento del consiglio comunale l’attenzione politica è scemata e non è nota la posizione della commissione straordinaria. Il precedente commissario Vittorio Saladino aveva invece espresso una posizione più severa verso la Helios, accogliendo in pieno le proteste delle famiglie che abitano via Ferraris e via Calvanese. Nei prossimi giorni dovrebbe tenersi un’altra riunione della Conferenza dei Servizi che da mesi sta vagliando le autorizzazioni del sito di stoccaggio e che ha già obbligato la ditta all’osservazione di numerose prescrizioni.

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