Scafati. 2016: un anno da cancellare

Scritto da , 31 Dicembre 2016
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Di Adriano Falanga

“Anno bisesto, anno funesto” sostiene la tradizione. Un anno difficile per la città, se non il peggiore, sicuramente quello che sarà ricordato di più, dopo il 1993. Politiche ambientali: la Helios, gli allagamenti, il fiume Sarno, la carenza di verde e l’oblio della Villa Comunale. Politiche sociali: disoccupazione in crescita e aumento dei ragazzi che lasciano la città in cerca di migliori prospettive. Carenza di offerta scolastica con dietro la grave situazione del liceo Caccioppoli. Precarietà sanitaria: con il pronto soccorso ancora chiuso, precarietà viaria: con il traffico e l’anarchia di automobilisti e commercianti. Il tutto in un contesto di incertezza istituzionale, causata dalle dimissioni del sindaco a seguito della richiesta di arresto emessa dalla Procura Antimafia e con l’attuale commissariamento, su cui aleggia ancora la possibilità di scioglimento per infiltrazioni mafiose. Ripercorriamo quindi in sintesi le tappe più importanti, racchiuse mese per mese, che la città di Scafati ha vissuto. E dalla redazione di Cronache, nonché da chi firma questo articolo, i migliori auguri di un sereno e prospero anno nuovo.

DICEMBRE-Gennaio: il 2016 si apre sui cocci del flop decadenza. Forse la chiave di volta della crisi politico istituzionale che ha comportato la fine della consiliatura, molto più delle indagini dell’antimafia. Pasquale Aliberti, ricordiamo, ha gettato la spugna certamente dopo la pronuncia del riesame, ma alle spalle aveva oramai appena 9 consiglieri di maggioranza, sui 15 eletti nel 2013. Che la leadership alibertiana dopo la decadenza non era più la stessa, lo si è capitato quando lo stesso primo cittadino il 30 dicembre in conferenza stampa annuncia fulmini e saette. “Prendo atto che una maggioranza non c’è più – Apre la crisi Aliberti – Chiederò una verifica di maggioranza, ma non voglio tredici consiglieri disposti a darmi una generica fiducia, voglio tredici sì su alcuni punti fondamentali per andare avanti fino al 2018″.  Questi sono: Programmazione opere Più Europa, Puc, nuovo bilancio, sfiducia Coppola. E soprattutto, maggioranza con consiglieri eletti in maggioranza. Contestualmente, vengono azzerate giunta, deleghe e cda. In realtà si aprirà un lungo braccio di ferro su nomine e deleghe che il primo cittadino perderà, partorendo un topolino. L’Anac di Raffaele Cantone dichiara illegittime le nomine del presidente della Scafati Solidale Andrea Granata e dell’amministratore delegato della Scafati Sviluppo, Mario Ametrano. Entrambi sono stati consiglieri comunali nei due anni precedenti.

FEBBRAIO: Nuovo assetto della macchina comunale, ridefiniti i vertici dirigenziali. Confermati tutti i Dirigenti ma la vera grande novità sarà la Dirigenza all’Urbanistica affidata all’Ing. Nicola Fienga. Una promozione che segna anche l’uscita di Andrea Matrone, molto contestato dalle opposizioni per alcune sue azioni. Alcuni settori vengono rimbalzati tra i diversi dirigenti. Definita anche, dopo un mese, la nuova giunta. O meglio, Aliberti è chiamato a nominare due giunte in appena tre giorni, conseguenza del fermento tra i suoi fedelissimi. Ridistribuite anche le deleghe ai consiglieri comunali, anche in questo caso un lungo “travaglio” che lascia fuori una vittima eccellente: Mimmo Casciello. Il fedelissimo non firma ciò che Aliberti gli offre, ma resta comunque al suo posto. La città vive la prima escalation di furti e rapine, tiene banco la polemica dopo la proposta di “ronde” lanciata da Mariano Falcone di Noi Con Salvini. Queste però non prenderanno mai piede.

MARZO: Decide di pentirsi e raccontare la sua verità Alfonso Loreto, ai pm Russo e Cardea, “Funzin” comincia a spiegare i rapporti con il Palazzo. Tremano i nomi eccellenti, tra politici e imprenditori. Si insedia la commissione d’accesso a Palazzo Mayer, Aliberti si dichiara tranquillo, così avrà modo di dimostrare la bontà dell’apparato amministrativo. Dopo sei mesi però, i commissari chiederanno lo scioglimento. E’ giallo sulla sorveglianza degli immobili comunali, uno dei servizi comunali finiti sotto l’occhio del ciclone giudiziario. Cronache ne parlò già nell’aprile del 2015, denunciando un sistema curioso di rinnovo della convenzione, scaduta da anni, e relativa anche ad immobili non più esistenti: meno strutture, più costi. La segretaria comunale Immacolata Di Saia querela il presidente del Consiglio comunale Pasquale Coppola, l’avrebbe spintonata negli uffici dell’ente. Scatta la controquerela per diffamazione. Polemiche per la nomina al servizio Avvocatura di Ivano Donnarumma, Aliberti scarta professionisti più titolati, per il giovane avvocato, che risulta da poche settimane iscritto all’albo professionale. Donnarumma sul finire del mandato decide di dimettersi, rifiutando il rinnovo.

APRILE: Scafati Solidale, la loro nomina è stata “congelata” dallo scorso dicembre, decidono di dimettersi dal cda Luca Celiberti e Raffaele Di Rosa. Più avanti si scoprirà il vero perché. Si dimette dalla presidenza di Scafati Sviluppo Antonio Mariniello, sovraccaricato di responsabilità dopo la revoca dell’ad Ametrano. Il noto medico scafatese ritornerà al suo posto quando Ametrano sarà rinominato, avendo superato i due anni di interdizione. Nasce Identità Scafatese: Stefano Cirillo, Bruno Pagano e Daniela Ugliano restano in maggioranza, sfilandosi dai fedelissimi. Sonora protesta dei liceali del Caccioppoli, costretti a fare lezione in una succursale unico corpo fabbrica con una industria conserviera. Al sindaco viene contestata l’aver bloccato il progetto di un nuovo liceo nella proprietà della famiglia Scarlato, oltre e non permettere, per vincoli urbanistici, la costruzione di ulteriori aule nella struttura di via Niglio. Stop ai lavori del nuovo centro sociale di Mariconda. Addio a mezzo milione di euro di fondi Piu Europa, resta una struttura incompleta e grezza. Si va in Tribunale con la ditta appaltatrice. Nasce il giallo sulla relazione prodotta dagli ispettori del Mef lo scorso anno e tenuta “secretata” dal primo cittadino. Gli ispettori del ministero hanno mosso una ventina di osservazioni contro la gestione finanziaria dell’ente.

MAGGIO: Progetti Obiettivo 2008, chiuse le indagini, si va in giudizio. La Corte dei Conti contesta una illegittima erogazione dei contributi finalizzati al raggiungimento di obiettivi e chiede la restituzione di circa 488 mila euro. Sono 19 gli indagati, già messi in mora nel 2014, tra cui il sindaco Pasquale Aliberti, gli ex assessori Giacinto Grandito, Filippo Sansone, Mario Santocchio, Guglielmo D’Aniello, Stefano Cirillo, Cristoforo Salvati. Presentato in Regione Campania il nuovo Piano Ospedaliero dell’era Enzo De Luca, decisa la riapertura del pronto soccorso del Mauro Scarlato. Resta ad oggi ancora chiuso. I Revisori dei Conti certificano lo stato di pre dissesto del Comune, è deficit strutturale. Comincia il tira e molla per l’approvazione del bilancio, Identità Scafatese si smarca. La maggioranza diserterà la seduta consiliare, perché senza numeri. Ex Copmes, inaugurati i capannoni del lotto C. L’annuncio era “a breve la vendita e le volture”. Da allora non si è saputo più nulla.

GIUGNO: Il Prefetto diffida l’amministrazione ad approvare il bilancio. E’ corsa ai numeri. Pasquale Aliberti azzera le deleghe di giunta e cda Acse. E’ braccio di ferro con le proposte di Identità Scafatese, sostenute dall’assessore al bilancio Raffaele Sicignano, che si dimetterà il giorno del voto in consiglio comunale (dimissioni mai ratificate da Aliberti). In aula si consuma l’inciucio, il bilancio passa grazie all’astensione dei dissidenti, e al voto di Michele Raviotta e Filippo Quartucci, che passano in maggioranza. Sarà anche l’ultima volta che si vedranno in consiglio comunale. Michele Grimaldi denuncia il “papocchio” Scafati Solidale, l’ente è stato per anni gestito come un’Istituzione, con tanto di cda oneroso, quando poi di fatto era una posizione organizzativa. Scatta l’esposto alla Corte dei Conti. Il giovane Gaetano De Lorenzi nominato a capo del “settore Scafati Solidale”. Il Gip Donatella Mancini respinge la richiesta di arresto per i fratelli Aliberti, derubricando il reato a “corruzione elettorale”. La Dda ricorre al riesame.

LUGLIO: Oltre cinquecento scafatesi sfilano per la marcia per la salute: Helios, Canale San Tommaso e Antenna Wind i temi su cui protestano i residenti di contrada Cappelle e Mariconda. Entra nel vivo la questione ambientale. Pasquale Aliberti avvia le verifiche sui “consiglieri evasori”, una decina di amministratori comunali risultano non in regola con i tributi comunali, posizione che li rende incompatibili, se non saldano il dovuto. Si dimette, questa volta irrevocabilmente, Antonio Mariniello dalla presidenza della Scafati Sviluppo, gli subentra Alfonso Di Massa, volto noto della politica scafatese e nel 2013 sostenitore alibertiano. A ruota, passa in minoranza Alfonso Carotenuto, suo “figlioccio” politico. Si allarga l’inchiesta sul voto di scambio, che vede già indagati il sindaco Pasquale Aliberti, con moglie consigliere regionale Monica Paolino, il fratello Nello Maurizio, la segretaria comunale Immacolata Di Saia e lo staffista Giovanni Cozzolino. Sul registro degli indagati finiscono anche Andrea e Anna Ridosso, l’ex componente del Cda della partecipata comunale Acse, Ciro Petrucci, l’ex consigliere comunale e provinciale Raffaele Lupo, il consigliere comunale Roberto Barchiesi, ex zio acquisito di Alfonso Loreto. Si dimette anche Pasquale De Quattro, dietro promessa di un posto al Consorzio delle Farmacie (non ci andrà mai però), gli subentra Dalila Borriello. Nuovo Cda Acse, Gaspare Mascolo subentra a Eduardo D’Angolo, entrano anche il consigliere comunale Mimmo Casciello e l’avvocato Maria Teresa Starace. Scoppia l’emergenza ratti in centro, in Procura anche un esposto di cinque residenti di via Ferraris contro i disagi provocati dalla Helios.

AGOSTO: tiene banco, come sempre da decenni, l’inquinamento del fiume Sarno. In questo periodo il corso d’acqua è vittima degli sversamenti abusivi e/o incontrollati di alcune industrie conserviere. La puzza, soprattutto la sera, si mischia con quella emessa dalla Helios. La città a tratti diventa invivibile, e l’aria irrespirabile.

SETTEMBRE: E’ polemica sulla destinazione dei 40 milioni di euro dei fondi Piu Europa, in città esistono cinque scuole comunali vulnerabili al rischio sismico, che potevano essere adeguate. “Ma il sindaco ha preferito investire tutto nella manutenzione stradale” spiega il docente universitario Gianpiero Russo. Seconda ondata di furti e rapine, a Bagni i residenti esausti decidono di scendere in strada e presidiare, pacificamente, le aree soggette a prostituzione. Avranno successo. Dopo le dimissioni anticipate di Alfredo D’Ambruoso, Aliberti decide di creare una poltrona di comandante della Polizia Municipale a rotazione. Ogni 15 giorni si alterneranno infatti i tre ufficiali, oggi capitani, Antonio Cavallaro, Ferdinando Raiola e Pasquale Cataldo. La staffetta dura ancora oggi. Scoppia lo scandalo “Furbetti del Cartellino”, la città sotto i riflettori dei media nazionali per il fenomeno assenteismo. Sospesi e indagati nomi eccellenti, tra cui lo staffista Giovanni Cozzolino, e il comandante dei Vigili in pectore Antonio Cavallaro. Indagata anche la super dirigente al Piu Europa Gabriella Camera, si dimetterà dopo pochi giorni. Finisce il lavoro della commissione d’accesso: chiesto lo scioglimento.

OTTOBRE: La Procura della Repubblica di Nocera Inferiore nomina un commissario straordinario alla Helios, per gli opportuni adeguamenti. Finisce indagato per reati ambientali l’amministratore delegato. Sul registro degli indagati nel filone dell’antimafia, anche il ragioniere capo Giacomo Cacchione, a seguito delle sue stesse dichiarazioni rese al pm Vincenzo Montemurro. Avviata in consiglio comunale la procedura per la decadenza di Marco Cucurachi e Mimmo Casciello, entrambi ritenuti incompatibili rispettivamente per un debito fiscale e per il doppio ruolo di vice presidente Acse e consigliere comunale.

NOVEMBRE: Terza escalation microcriminalità, la città nella morsa dei ladri e dei vandali. Nessuna zona è risparmiata. Mimmo Casciello si dimette da consigliere comunale e ritorna alla vice presidenza Acse. La Guardia di Finanza di Scafati notifica 15 avvisi di conclusione indagini nei confronti di altrettanti dipendenti comunali coinvolti nell’indagine dell’assenteismo dal posto di lavoro, tra cui quattro Vigili Urbani. Non è chiaro se il Comune ha avviato nei loro riguardi procedimento disciplinare. Il Tribunale del Riesame accoglie l’appello della Dda: Si all’arresto di Pasquale Aliberti, negato invece al fratello Nello Maurizio. C’è stato un patto elettorale continuato, fin dal 2008, con gli esponenti criminali locali. Decisione congelata fino al pronunciamento della Cassazione. Aliberti costretto a dimettersi.

DICEMBRE: Arriva a palazzo Mayer il commissario prefettizio, è il Prefetto Vittorio Saladino, calabrese, già Prefetto di Rimini. La sua caratura lascia pensare ad un successivo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Condannata, tra gli altri, la consigliera regionale Monica Paolino dalla Corte dei Conti a restituire 21 mila euro di rimborsi ritenuti illegittimi. La città di Scafati mostra segni di sofferenza, il traffico è impazzito, vige l’anarchia tra automobilisti e commercianti indisciplinati. Nota positiva l’enorme successo dell’ottava edizione del Presepe vivente del Quartiere Vetrai. Si confermano le migliaia di visite degli anni precedenti, l’evento è fenomeno culturale della città, ritenuto tra i più estesi e suggestivi della Regione. Realizzato dalla comunità parrocchiale di Santa Maria Delle Vergini, con patrocinio economico del Comune di 17 mila euro. Dopo anni, addio al concertone del 2 gennaio, si esibiranno nelle diverse parrocchie Amedeo Minghi, Fiordaliso e Tosca. La rassegna gode di un contributo Acse di 20 mila euro, costerà in totale quest’anno circa 50 mila euro, presepe compreso. Un euro a residente. E’ crisi.

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