Scacco matto al “take away” dello spaccio a Casa Campitiello

di Pina Ferro

Si avvicinavano, scambiavano qualche battuta e dopo aver ritirato lo stupefacente si allontanavano come se nulla fosse. Il quartier generale dello spaccio era a “Casa Campitiello” a Pagani dove veniva venduto in particolar modo crack e cocaina. A mettere la parola fine al “take away” della droga sono stati i carabinieri del comando provinciale di Salerno che all’alba di ieri hanno dato esecuzione a 13 ordinanze cautelari (7 in carcere, tre ai domiciliari e tre divieti di dimora nella provincia di Salerno) emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore, Luigi Levita e richieste dalla Procura. Per tutti l’accusa è di traffico illecito di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata denominata “Bora”. In carcere sono finiti: Pasquale Avventurato, Luca Ferraioli, Carmine Fortino, Luigi Fortino, Alfonso Irace, Francesco Nacchia, e Saverio Sessa. Arresti domiciliari per: Antonio De Caro, Giuseppe De Vivo e Giovanni Palumbo. Il divieto di dimora in provincia di Salerno è stato notificato a: Francesco Francese, Marco Maiorino e Francesco Pecoraro. Tutti gli indagati sono residenti nell’Agro Nocerino Sarnese. L’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Angelo Rubano sotto il coordinamento del procuratore capo Antonio Centore, è stata avviata nel marzo dello scorso anno. I carabinieri del Reparto territoriale nocerino e della Tenenza di Pagani, grazie alle immagini delle telecamere installate in quella zona e ai servizi di pedinamento e osservazione svolti dai tetti dei palazzi circostanti anche con i binocoli, hanno portato alla luce l’esistenza di un gruppo ben strutturato e organizzato con turni, potenziati nelle ore notturne e nei fine settimana, dalle 13 alle 20 e dalle 20 alle 3 del mattino. Nei fine settimana venivano impiegati un maggior numero di pusher in quanto aumentava la richiesta di stupefacente. Gli indagati, di volta in volta, diventavano rifornitori, pusher o vedette. In particolare, il ruolo di rifornitore, “preminente nella gerarchia di importanza” per il magistrato, era coperto da persone con precedenti per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e a elementi di spicco del clan “Fezza – Petrosino D’Auria”. La droga veniva nascosta in luoghi diversi, alcuni ora sotto sequestro. Lo stupefacente veniva occultato finanche anche ai piedi di una saracinesca di un negozio, chiuso ormai da anni. La piazza di spaccio aveva molti “clienti” provenienti sia dall’agro nocerinosarnese, sia da altre aree del Salernitano e del Vesuviano. Il business che ruotava intorno all’attività di spaccio era di diverse migliaia di euro annue così come si evince da un’intercettazione. Due indagati conversando tra loro, dicono di “fare 2mila euro a settimana”. In dieci mesi di indagine, sono state sequestrate circa mille dosi di cocaina e di crack e altre di marijuana e hashish; sono stati arrestati, in flagranza di reato per detenzione di spaccio, 11 tra pusher e vedette, recuperando, così, numerose dosi di cocaina già pronte per la vendita al dettaglio e denaro contante per circa 10mila euro. In tutto, i militari dell’Arma hanno documentato 155 cessioni di stupefacente, di cui 45 con riscontro sui relativi acquirenti, segnalati poi al prefetto di Salerno . Nel corso del blitz, di ieri, sono stati ritrovati e sequestrati anche due giubbotti antiproiettile, una tuta e una pistola.