Scacco matto al sistema Salerno

Scritto da , 10 marzo 2017

di Pina ferro

 

Controllo del settore economico del trasporto su gomma e gestione dello spaccio di stupefacenti nel territorio che partendo da Salerno abbraccia parte dei picentini e la piana. Ieri mattina i carabiniri del reparto territoriale del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione nei comuni di Acerno, Battipaglia, Bellizzi, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Nocera Inferiore, Olevano sul Tusciano e Pontecagnano Faiano un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal Giudice per per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno, Ubaldo Perrotta, su richiesta dei sostituti procuratore Silvio Marco Guarriello e Marco Colamonici nei confronti di 24 persone (23 in carcere e 1 agli arresti domiciliari), ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione di tipo mafioso”, “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti” ed una molteplicità di “reati-fine” con l’aggravante del “metodo mafioso”. A nove soggetti l’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata in carcere (erano stati ammanettati nell’ambito di un altro blitz poche settimane fa). Oltre 69 le persone indagate.
Contestualmente, è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari ad altre 69 persone indagate, a vario titolo, per gli stessi reati.
L’operazione portata a termine ieri mattina scaturiscono da una complessa indagine – denominata “Omnia” – avviata nel gennaio 2011 e condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri e dalla Compagnia di Battipaglia, che ha portato a cristallizzare gli assetti della criminalità organizzata nell’area a sud della provincia salernitana.
L’indagine si inserisce nello stesso filone investigativo che nelle scorse settimane ha portato all’esecuzione di altre misure cautelari nell’ambito dell’operazione “Perseo”.
Entrambi i blitz (Omnia e Perseo), hanno ad oggetto un clan camorristico operante a Battipaglia, Bellizzi e nei comuni dei Monti Picentini e della Piana del Sele che agisce in continuità criminale con lo storico clan Pecoraro-Renna. Nel corso della conferenza stampa di ieri mattina il procuratore Lembo ha spiegato che quelli che un tempo erano i “guagliuni” del clan Pecoraro – Renna oggi, adulti, cercavano di imporsi sul territorio aggredendo sia le attività economiche che la “Cosa pubblica”.
Sono due sono i filoni principali dell’indagine che fanno da architrave della ricostruzione fornita e ricostruita dagli ivestigatori sotto la guida della Direzione Distrettuale Antimafia.
Il primo denota profili di assoluto interesse circa le linee di sviluppo e di tendenza del fenomeno criminale accertato, da cui emerge un particolare profilo di pericolosità delle condotte delittuose segnalate: esso infatti ruota attorno alla conquista del settore economico legato al trasporto dei prodotti ortofrutticoli della Piana del Sele. Conquista che veniva posta in atto attraverso atti intimidatori anche di grave entità. Guai a chi non si piegava al loro volere. L’interesse era quello del trasporto su gomma, gli imprenditori agricoli dovevano rivolgersi ad una agenzia di intermediazione per i trasporti da effettuare. L’agenzia aveva poi il compito di afidare “il viaggio” a ditte affiliate. Chi non seguiva questa trafila rischiava di essere gambizzato, picchiato o comunque fatto oggetto di episodi di grave intimidazione.
Il secondo filone d’indagine ruota invece attorno al controllo da parte dello stesso gruppo traffico di sostanze stupefacenti. Anche qui l’egemonia viene affermata innanzitutto approfittando dell’assenza sul territorio dei precedenti referenti, in quanto arrestati in varie operazioni.
Durante tutta l’attività investigaztiva i carabinieri hanno assistito al controllo sistematico del settore del traffico degli stupefacenti, mediante l’imposizione della tipologia di sostanza stupefacente da spacciare e la suddivisione del territorio in zone affidate a singoli sottogruppi responsabili delle stesse, seppure assolutamente riconducibili ed inquadrati in un unico gruppo d’appartenenza. Gli ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti quale cocaina, hashish e marijuana, approvvigionate a Napoli, Torre Annunziata e in Spagna venivano poi cedute nei comuni di Salerno, Acerno, Battipaglia, Bellizzi, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano e Pontecagnano Faiano, attraverso 8 sottogruppi organizzati. L’eroina era esclusa dall’attività di spaccio. La sostanza può creare problemi e quindi poteva richiamare le forze dell’ordine. 

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