Sbarchi in Sicilia, la protezione civile comunale lancia un nuovo allarme

Scritto da , 24 aprile 2018
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Con l’arrivo di 292 migranti giunti a Messina, a bordo della nave Aquarius, la protezione civile di Salerno lancia nuovamente l’allarme. La sede di via dei Carrari, infatti, attualmente ospita i senzatetto della città, dopo che nel mese di febbraio l’amministrazione comunale di Salerno aveva fatto scattare l’emergenza freddo. Da allora, un susseguirsi di proroghe che ha permesso al centro presente nei pressi della zona industriale di Salerno di essere aperto ancora oggi, nonostante la chiusura prevista per dopo le festività pasquali. Come sempre accade nel corso degli sbarchi in Sicilia, è probabile che un gruppo di migranti non accompagnati arrivi a Salerno. Da qui la preoccupazione dei volontari che, attualmente, non dispongono né dei mezzi né della struttura stessa. «Siamo sempre stati presenti, in prima linea, durante gli sbarchi tanto al porto di Salerno quanto in occasione di sbarchi in Sicilia che hanno poi fatto giungere i minori non accompagnati in sede da noi. Stavolta, non so cosa accadrà», ha spiegato il coordinatore Giovanni Zevolino. Va precisato: nessun attacco né volontà di far chiudere le porte della struttura in faccia ai migranti ma la concreta preoccupazione di non poter accogliere i migranti qualora si decidesse per il trasferimento a Salerno. Un allarme da non sottovalutare perchè, nonostante si stia verificando un calo negli sbarchi, con l’arrivo della bella stagione, il porto di Salerno diventa tra le mete scelte per far giungere i migranti salvati a largo delle coste italiane. Insomma, una preoccupazione da non sottovalutare, quella dei volontari della protezione civile comunale di Salerno e del coordinatore Giovanni Zevolino, tutt’oggi in attesa di conoscere il loro destino dopo un primo incontro tenutosi a Napoli e che ha visto l’assegnazioni delle sedi comunali alla protezione civile e alla Croce Rossa italiana di Salerno. Da allora, però nulla si è saputo e i volontari sono in attesa di conoscere quale spazio comunale potrebbero occupare per svolgere regolarmente le loro attività

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